ATP: chiediamo di mantenere l’azienda in mano pubblica a tutela del servizio e dei lavoratori.

Uno scenario quale viene delineato dalle ultime notizie giornalistiche, nel quale i soci pubblici perdono una quota azionaria consistente, a fronte di un quadro di peggioramento del servizio di trasporti pubblico locale, costituisce per Rete a Sinistra, come già espresso dal nostro comitato territoriale del Tigullio, un esito inaccettabile della vicenda legata alla prelazione sulle azioni ATP che andrà a scadenza il 23 aprile prossimo.

È ovvio che quanto avviene oggi nell’ambito della città metropolitana trova le sue cause originarie in una politica nazionale che taglia fondi a tutti i servizi pubblici, in certi casi essenziali ai cittadini, e troviamo più che appropriati i richiami posti dal nostro consigliere Gianni Pastorino alle responsabilità della Regione. Ma al tempo stesso non possiamo non rilevare come sia apparsa mancante un’autentica volontà politica, da parte degli attori locali coinvolti, di cercare soluzioni diverse dalla semplice accettazione di un fatto che si ritiene già compiuto. Il fatto che appunto a mesi dall’inizio della vicenda si ritenga inevitabile la vendita a privati della quota in oggetto non fa che avvalorare questa interpretazione.

Rete a Sinistra continuerà ad insistere fino all’ultimo perché, come richiesto non solo dai lavoratori di ATP ma dagli stessi cittadini utenti del servizio, venga trovata una soluzione che riesca a salvaguardare proprietà pubblica e qualità dell’offerta, almeno fino a quando il quadro del trasporto pubblico locale non troverà una definizione complessiva.

il Consiglio Direttivo della Rete a Sinistra

 

Gianni Pastorino – ingresso privati in ATP, “non condivisibile la posizione di Doria, il sindaco discuta con la sua coalizione”

«In questi giorni su ATP assistiamo alla girandola delle dichiarazioni, la gara a chi arriva per primo a occupare la scena. Peccato che spesso le questioni siano complesse e meritino maggiore approfondimento da parte della classe politica. Il dato di fondo, però, è che anche stavolta Doria è arrivato tardi e non è riuscito a coinvolgere nelle scelte i suoi alleati. Certe decisioni non riguardano soltanto il sindaco metropolitano, ma anche la coalizione che lo sostiene; le proteste che si stanno sollevando dai territori la dicono lunga». Lo afferma il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino, commentando le notizie emerse sulla stampa genovese, che vedrebbero il primo cittadino disponibile all’ingresso dei privati nell’azienda dei trasporti locali.

«Doria fa sapere che non eserciterà il diritto di prelazione: una decisione che Rete a Sinistra non condivide. Anzitutto per questioni di metodo, prima ancora che di merito: in altre parole è difficile capire il grado di coinvolgimento delle forze politiche su questa scelta – prosegue Pastorino -; sembra sempre che sulle scelte strategiche il sindaco “vada lungo”, decidendo in extremis, sulla base dell’urgenza, tenendo fuori buona parte della sua coalizione. In tutto questo, chi è che si preoccupa dei cittadini?».

«La posizione di Rete a Sinistra è stata ampiamente spiegata dalla nostra rappresentanza territoriale del Tigullio – sottolinea Pastorino -; per quanto mi riguarda, ritengo che ATP debba rimanere in mano pubblica, sia per tutelare i lavoratori sia per salvare il servizio, che è già oltremodo penalizzato dal piano di risanamento» .

Il consigliere di Rete a Sinistra, però, guarda anche al ruolo tenuto dalla Regione: «sparate su sparate anche dalla Giunta, che con fare pilatesco scarica le responsabilità su Città Metropolitana perché è di diverso colore politico – accusa Pastorino -; siamo obiettivi: la responsabilità della vicenda non riguarda soltanto Doria, ma è il frutto di tante scelte mancate dalle giunte regionali, tanto l’attuale quanto la precedente».

Ormai, però, lo scaricabarile non può più funzionare: «la Giunta Toti governa ormai da 10 mesi, non può continuare a gettare la croce su Burlando – conclude Pastorino -. Parlando di responsabilità: questa Giunta ha affossato l’Agenzia Regionale per il trasporto (per motivi tutti politici), uno strumento che invece sarebbe utile per ottimizzare costi e servizi. Poi: nulla è stato fatto per l’integrazione ferro/gomma; e se ora si taglia ATP, come si potrà mai realizzare il collegamento costa-entroterra di cui tanto si parla?».