Barbara Tronchi

Barbara Tronchi è candidata al senato nel collegio uninominale Liguria 2 per il Movimento 5 stelle.

LE SUE DICHIARAZIONI

A Suo giudizio, quali sono le due principali proposte della Sua Coalizione sulle quali ritiene fondamentale e urgente un impegno del Parlamento?

Evasione/elusione fiscale e salario minimo

Nelle attività che precedono questa Sua candidatura può citare la principale esperienza di dialogo sociale e partecipazione a cui ha dato un decisivo contributo, aiutando a combinare saperi e interessi diversi e ad “arrivare al sodo”?

Il mio lavoro è inerente il mondo dell'edilizia, quindi i confronti che posso avere sono in questo àmbito. Personalmente poi seguo e cerco di portare il mio contributo a "cause" ambientali e sociali locali, ma non posso dire di aver dato contributi "decisivi", anche considerato che non ho poteri decisionali ne' relazioni con soggetti di rilevanza.

Come intende attuare la “rappresentanza della Nazione” prevista dalla Costituzione (art. 67) assicurando la propria autonomia da ogni condizionamento, specie da parte di poteri forti? E in particolare con mezzi finanziari di quale provenienza sta finanziando la Sua campagna elettorale?

I mezzi finanziari, molto limitati, sono personali e del mio gruppo locale (quindi "personali" anche da parte dei miei compagni di viaggio). Non abbiamo sostegni ne' sponsorizzazioni. Il discorso dell'autonomia dai "poteri forti" è complesso ma indiscutibilmente centrale: non è la presenza dei "poteri forti", a mio parere, ad influenzare l'attività di un parlamentare, ma il suo personale livello di etica. D'altronde non esiste compratore senza chi sia disposto a vendersi. Si tratta di capire il motivo per cui ci si fa eleggere: personalmente, il mio scopo è utopico e quindi probabilmente destinato a infrangersi contro la realtà. Spero in una Nazione con un futuro equo che misuri il proprio livello evolutivo sulla base delle condizioni di tutti: condizioni sociali, economiche, intellettuali e ambientali, che non devono porre limiti a chi "sta in alto" ma nemmeno togliere possibilità e aspirazioni a chi "sta più in basso". Non so dire, onestamente, cosa farei, ma so di avere un'utopia forte e un'impermeabilità alle tentazioni altrettanto marcata. Confido di rimanere così.

Se eletta/o, come pensa di realizzare un dialogo continuo con il proprio territorio di elezione: quanti giorni/ore settimanali dedicherà? In quali “spazi di democrazia” (sedi, piazze, luoghi di lavoro, luoghi pubblici e privati)? Con quale modalità darà conto ai propri elettori delle scelte compiute in Parlamento?

Non posso saperlo adesso visto che non conosco il grado di impegno che l'attività di parlamentare richiederebbe. Penso cercherei di tenere conto di quello che ho pensato io quando altri sono stati eletti: serve dare disponibilità a incontrare periodicamente (non importa in quali luoghi e con quali modalità) chi è interessato a porre domande, sia sui lavori di aula che sulle attività da noi proposte; ad ascoltare e capire le necessità della Liguria, che io ho chiare ma negli àmbiti che conosco direttamente, non in tutti; mantenere un equilibrio tra le richieste dei "portatori di interesse" e le esigenze di chi invece a porre le domande spesso nemmeno riesce ad arrivarci. Credo che inizierei ad ascoltare prima la "terra": l'entroterra contadino, i quartieri popolari e residenziali, le piccole imprese, le persone comuni e le associazioni, perchè credo che abbiano un occhio molto più concreto e di buon senso. Poi certo, anche i "portatori di interesse" perchè hanno la loro importanza e rilevanza economica e sociale. Ma l'equilibrio deve rimanere instabile, e volto più verso la "terra", perchè è lei a subire le conseguenze più immediate di ogni decisione. Come manterrei il dialogo? Tramite le persone che già conosco, e allargandomi poi pian piano verso l'esterno. Niente è immediato, tutto si costruisce: l'importante è che ci sia la volontà anche dall'esterno di volersi confrontare perchè non è affatto scontato. Siamo una terra di mugugnoni ma spesso si mugugna e basta: bisogna uscire dal proprio uscio di casa e iniziare a pretendere.

LA CAMPAGNA

Le domande sono parte della campagna ideata dal Forum Diseguaglianze Diversità in vista delle elezioni politiche 2022 per dare strumenti che siano di aiuto a ragionare su programmi e candidature.

Il primo strumento è costituito da sette tabelle che confrontano le proposte delle coalizioni.

Il secondo strumento nasce dall’idea di mirare a un Parlamento composto da persone di valore, il cui operato peserà sul futuro di noi cittadini e cittadine e dei territori in cui viviamo. Proponiamo quattro domande da rivolgere a ogni candidato o candidata in lista che chiede il nostro voto.

Genova che osa ha deciso di sostenere l'iniziativa del ForumDD rivolgendo queste domande a candidate e candidati in posizioni di rilievo nei collegi della Liguria e appartenenti al campo della sinistra e del centrosinistra.

LEGGI DI PIÙ