Genova che osa

Cosa è successo alle comunali? Analisi comparata dei risultati elettorali a Genova.

II Affluenza

La contrazione dei consensi in numero assoluto per il sindaco eletto e i due schieramenti principali è senza dubbio imputabile al calo degli elettori nel complesso. Di elezione in elezione sono venuti meno dalle liste elettorali almeno 20 mila iscritti, nel 2017 per la prima volta il calo è stato contenuto sotto questa soglia, a 13 mila elettori in meno. Nell’arco di una generazione parliamo di 107 mila elettori persi, quasi un quinto del numero del 1993. La contrazione degli elettori peraltro non è compensata dal fenomeno migratorio, quindi è più drastica rispetto all’andamento della popolazione complessiva.

In aggiunta è costantemente calata l’affluenza: nel 1997 quasi 10 punti percentuali in meno sul ’93, poi dopo un rallentamento una costante diminuzione di 5-7 punti alla volta dal 2007. È un fenomeno che sembra del tutto immune al contesto cittadino. Non rileva che si candidino persone popolari, che il sindaco in carica polarizzi in positivo o in negativo il consenso, che la competizione sia aperta e i toni della campagna accesi: l’affluenza scende in ogni caso. Un lieve sussulto forse lo abbiamo visto al ballottaggio del 2017, dove hanno votato più persone rispetto al 2012 (43 contro 39%) e il calo dal 1º turno è stato contenuto nei 6 punti percentuali (quasi come nel 1993, quando fu di 5 punti), a fronte dei 10 del ballottaggio del 1997 e dei 16 del 2012 (che però era in effetti possibile considerare una partita chiusa di fatto, con Doria che aveva oltre il triplo dei voti del suo concorrente).  


Affluenza al 1° turno
Infogram

Sapendo che la propensione a votare è scesa in Italia per ogni genere di consultazione, possiamo chiederci se il calo dell’affluenza alle comunali genovesi sia particolarmente più acuto. Confrontando il dato nelle ultime sei consultazioni con alcuni grandi comuni del Centro-Nord (Padova per il Veneto, perché a sostanziale parità di abitanti con il capoluogo dal 2017 vota appaiata con Genova ed ha un tessuto politico più simile a quello della nostra città rispetto a Verona) vediamo che la risposta è affermativa. Nel corso del ciclo, Genova è l’unico comune dove l’affluenza sia sempre scesa (tenendo presente che nel 2001 Torino e Milano hanno votato con le elezioni nazionali) e si ritrova oggi con un dato di 31 punti inferiore al 1993: a Bologna la percentuale è calata di 20 punti, a Bologna di 27.


Affluenza comparata
Infogram

Il valore potrebbe scendere ancora: all’elezione del sindaco di Los Angeles nel 2017 ha partecipato l’11% degli aventi diritto. Un sondaggio USC Dornsife/California Community Foundation/Los Angeles Times svolto nella Contea di Los Angeles nell’Ottobre 2015 aveva indicato come il 67% delle persone sarebbe mossa a coinvolgersi di più se sapesse di poter determinare una differenza. Non solo negli USA le elezioni comunali richiamano meno elettori, in questo incide sicuramente una minore presenza di elettori militanti comune alle democrazie occidentali oggi, ma sarebbe interessante scoprire in quale misura, in particolare a Genova, mancanza di fiducia nelle istituzioni locali e nelle possibilità d’incidere nelle scelte a livello comunale contribuiscano al più brusco calo di votanti. A livello di quartiere, la propensione al voto è abbastanza statica e non segue la demarcazione dei quartieri più e meno benestanti.





Lo studio consiste in elaborazioni dei dati elettorali nel comune di Genova, quartiere per quartiere negli ultimi anni. I risultati vengono dall'ufficio elettorale del comune, la comparazione con gli altri comuni dall'archivio storico del ministero. I dati elettorali riferiti al 2002 e 2007 sono non ufficiali.


Condividi

WhatsApp
Telegram

Resta aggiornato

Torna a Genova che osa