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Genova che osa

DOSSIER FLAT TAX: PIU' SEI RICCO MENO PAGHI

Flat tax: l'accordo Lega-5 Stelle
che aiuta solo i ricchi.

DOSSIER FLAT TAX: PIU' SEI RICCO MENO PAGHI

Flat tax: l'accordo Lega-5 Stelle che aiuta solo i ricchi

Il nuovo governo non c’è ancora e ogni ora che passa la trattativa è sempre più difficile. Almeno lo è sui nomi del Governo e sul nome del nuovo Presidente del Consiglio, perchè sulle cose da fare sembra che tra Lega e Movimento 5 Stelle ci sia grande sintonia. Il contratto di governo è già praticamente pronto e tra le prime misure ci sarà la flat tax, tanto cara a Matteo Salvini, una delle bandiere della sua campagna elettorale.

Una aliquota unica: il 15%, uguale per tutti indipendentemente da quanto si è ricchi. Uguale per tutti però trae in inganno. In realtà i più ricchi risparmieranno molto di più e per tutti gli altri, conti alla mano, cambierà davvero poco. Si pagheranno un po’ di tasse in meno ma a quale prezzo?

La flat tax complessivamente ridurrà drasticamente le risorse a disposizione dello Stato e costringerà a tagliare dei servizi, gli stessi che servono maggiormente a chi ha di meno. In questi anni la povertà in Italia è aumentata di pari passo con le disuguaglianze, ma la spesa per il sociale non è affatto cresciuta restando nettamente inferiore a quella di altri paesi. Con la flat tax si dovranno tagliare ulteriormente le spese, facendo pagare a chi ha di meno il grande sconto di tasse che Salvini e Di Maio stanno preparando per i più ricchi.

Il sistema attuale, basato sull’Irpef, ha una struttura progressiva, in sintesi “chi ha di più deve pagare di più”. Uno schema che rispetto al progetto inziale era già stato molto attenuato prevedendo solo 5 aliquote diverse per 5 scaglioni di reddito. La misura iniziale prevedeva ben 32 aliquote differenti per altrettanti scaglioni di reddito.

Il compito della Repubblica Italiana, dice la Costituzione, è “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Noi siamo una sinistra progressista e vogliamo tenere fede a questo impegno. Chi ha di più deve pagare di più, le risorse devono essere redistribuite garantendo a tutti opportunità e possibilità tramite servizi finanziati in modo adeguato.

redistribuzione

La redistribuzione

Chi ha di più deve pagare di più, le risorse devono essere redistribuite garantendo a tutti opportunità e possibilità tramite servizi finanziati in modo adeguato.

La flat tax

La beffa. Più sei ricco meno paghi

Il grafico mostra le differenze tra il sistema attuale (Irpef) e la flat tax evidenziando, per fasce di reddito, quanto è sproporzionato il risparmio. Con la flat tax più cresce il reddito e più si risparmia sull'Irpef di oggi, mentre chi ha un reddito basso avrà un vantaggio davvero minimale. La simulazione è studiata per alcuni ipotetici contribuenti, senza tenere conto dell'effetto di deduzioni e detrazioni. La proposta della Lega di calcolare la flat tax sul reddito familiare e di applicare deduzioni per il numero di componenti non cambia un impianto di base iniquo.

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Elaborazione Centro Studi Genova che osa

La beffa. Più sei ricco più risparmi

Come si vede, i soldi risparmiati grazie alla flat tax al 15% aumentano esponenzialmente all'aumentare del reddito. Ovviamente sopra i 250.000 euro di reddito il risparmio continua a crescere: più hai e meno imposte paghi.

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Elaborazione Centro Studi Genova che osa

Chi paga le tasse. La ricchezza è concentrata tutta tra poche persone

Il grafico evidenzia la percentuale di contribuenti per fascia di reddito e l'ammontare complessivo dei redditi per ogni gruppo. Un piccolo club esclusivo dichiara un reddito superiore ai 120.000 euro. Saranno loro, più di tutti, a beneficiare del super sconto di Salvini e Di Maio. Per la maggior parte degli italiani, che stanno nella parte alta del grafico e che hanno un reddito più basso cambierà poco come abbiamo visto prima.

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Fonte: MEF - Dipartimento delle finanze 2016

Quanto costa. La flat tax ha un costo assurdo

-89 miliardi di euro

La manovra di Salvini e Di Maio potrebbe avere un impatto devastante. Secondo lo studio de lavoce.info di Massimo Baldini e Leonzio Rizzo nelle casse delo stato entreranno quasi 90 miliardi di euro di meno ogni anno. Per capire l'impatto che questa decisione può avere basta guardare alla situazione attuale di deficit e debito pubblico lordo. Impensabile che si possa attuare una misura simile senza tagliare drasticamente i servizi.

Deficit in miliardi.

Fonte: EUROSTAT

Debito pubblico in miliardi.

Fonte: EUROSTAT

Povertà e disuguaglianze in Italia

La disuguaglianza. In Italia aumenta da anni

Il grafico misura l'aumentare delle disuguaglianze di reddito tramite l'indice di GINI: compreso tra 0 e 1, più ci si avvicina all'1 e più la disuguaglianza è alta.

Fonte: ISTAT

La povertà assoluta. Quanto è cresciuta in Italia

La povertà assoluta rappresenta l'incapacità di una famiglia ad acquisire una serie di beni essenziali (casa, acqua, cibo, ...). Una misura del disagio che è cresciuta costantemente. Il grafico misura l'incidenza della povertà assoluta (per 100 famiglie residenti).

Fonte: ISTAT

La grave deprivazione. Le difficoltà aumentano per tutti

Non è cresciuta solo la povertà assoluta. Il grafico misura la grave deprivazione materiale, cioè l'incapacità di soddisfare bisogni ritenuti essenziali per vivere una vita dignitosa (non riscaldare bene il proprio appartamento, non potere affrontare una spesa improvvisa, non potersi permettere una settimana di vacanza)

Fonte: ISTAT

La spesa per il sociale. L'Italia fanale di coda

A fronte della situazione sociale particolarmente difficile l'Italia spende meno in protezione sociale rispetto agli altri grandi stati europei (Francia, Regno Unito, Germania...). Il nostro Paese si piazza solo all'11esimo posto nella spesa per abitante in protezione sociale misurata in SPA (cioè standard di potere d'acquisto: un'unità di misura che tiene in conto il diverso potere d'acquisto tra Stati differenti). È solo al 18esimo posto nell'aumento della spesa per abitante in protezione sociale: se nel 2006 spendevamo 100 oggi spendiamo 121, ma la Germani spende 136 e la Francia 128.

In standard di potere d'acquisto per abitante.

Fonte: EUROSTAT 2015

Aumento della spesa sul 2006 (2006=100).

Fonte: EUROSTAT 2015

DOSSIER

La povertà a Genova

Per approfondire

Un dossier, sulla povertà e non sui poveri, per fornire dati e ideare soluzioni vere e concrete. Uno strumento per fermare la guerra di Bucci contro i poveri, per ripensare al welfare nel nostro comune. Leggi il dossier

Il sistema attuale: l'irpef

Art. 53

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Costituzione della Repubblica Italiana

Il sistema attuale. Come funziona l'irpef

L'Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) è studiata per rispettare il principio della progressività, facendo sì che il dovuto aumenti con l'aumentare della base imponibile, tramite aliquote crescenti per scaglioni crescenti di reddito.

All'Irpef si applicano deduzioni, detrazioni, esenzioni, che ne possono accentuare o ridurre il carattere progressivo.

Grazie alla progressività si applica il principio di uguaglianza perché chiedendo di più a chi può dare di più, tramite i servizi, lo Stato può promuovere la realizzazione personale di tutti.

Deduzioni sono valori di reddito sottratti all'importo complessivo prima di calcolare applicare le aliquote agli scaglioni.

Detrazioni sono valori sottratti all'imposta lorda, riducono quindi l'ammontare dovuto effettivamente. Sono progressive se diminuiscono all'aumentare degli scaglioni.

Esenzioni sono l'esonero dal pagamento dell'Irpef

Le aliquote irpef. All'aumentare del reddito aumenta l'aliquota

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L'articolo è fondato su dati e numeri EUROSTAT e MEF - dipartimento di finanza. Elaborazioni del Centro Studi di Genova che osa salvo dove indicato (Massimo Baldini e Leonzio Rizzo su lavoce.info).


Aggiornamento. 25 maggio

La versione finale del contratto di governo tra M5S e Lega, da cui scaturisce l’indicazione di Conte quale Presidente del Consiglio, conferma l’intenzione d’introdurre la flat tax.

Il contratto è vago a riguardo. Si parla di un «nuovo regime fiscale» con «due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite IVA, imprese e famiglie». Il contratto prevede due clausole aggiuntive, la prima rivolta alle famiglie consiste di «una deduzione fissa di 3.000,00 euro sulla base del reddito familiare». La conferma del «principio della “no tax area”» è invece rivolta a «non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso reddito», né «alcun trattamento fiscale penalizzante rispetto all’attuale regime fiscale».

Vedremo in concreto il governo come vorrà strutturare la riforma, nel frattempo il nostro esempio resta basato su un modello semplice sulle aliquote attuali e un’unica al 15%. Il secondo scaglione al 20% può rendere marginalmente più progressivo il sistema, cosa che invece non farà la deduzione fissa, ma complessivamente gli effetti saranno di spropositato favore per chi dichiara più redditi e una situazione quasi immutata per le fasce medio-basse. La stessa previsione di una clausola di salvaguardia affinché non abbia luogo «alcun trattamento fiscale penalizzante rispetto all’attuale regime fiscale» vale come un’ammissione del fatto che la riforma non avrà alcun impatto concreto per la grande maggioranza di contribuenti che dichiara redditi medio-bassi. Le minori entrate saranno principalmente a beneficio di chi può permettersi di pagare di più. Poiché il contratto non parla di coperture finanziarie, è concreto il rischio che minori tasse per i più ricchi diventino meno servizi per tutti gli altri.

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