Stefano Gaggero


Jan 15, 2018

L'italia al voto: le novità

Oggi pubblichiamo il primo aggiornamento della simulazione di Duetredue sui collegi uninominali della Camera. Per questo primo aggiornamento abbiamo deciso di attenerci a un intervallo bisettimanale, soprattutto perché nelle vacanze sono stati condotti pochi sondaggi; da adesso in avanti rivedremo i dati ogni settimana, con un piccolo commento per fare il punto della situazione.

Il posizionamento degli schieramenti vede variazioni minimali: Liberi e Uguali di Grasso e il Movimento 5 Stelle restano in sostanza immobili, al 6,4% e al 27,2% rispettivamente; il centrodestra avanza in modo marginale al 35,8%, comunque proseguendo una crescita lenta e costante che prosegue sin dalle ultime elezioni comunali; il centrosinistra, al contrario, continua nella sua speculare e lenta discesa, toccando il 28%.

Poiché stringe il termine per la presentazione delle candidature, è andato definendosi l’assetto delle coalizioni. Ai fini della nostra simulazione, la novità che ha effetti sui colori della mappa è il conteggio della SVP, il partito autonomista sudtirolese, nella coalizione del centrosinistra. Dato il radicamento territoriale di questo partito, i 3 collegi uninominali della Provincia autonoma di Bolzano slittano dall’insieme degli “altri” alla coalizione guidata da Renzi, mentre 2 collegi della Provincia autonoma di Trento finiscono tra quelli in bilico.

Nel complesso, la coalizione formata intorno a Forza Italia e alla Lega riuscirebbe a vincere 110 collegi uninominali, per un totale di 252 seggi. Di per sé, la percentuale del centrodestra non è nulla di straordinario, parliamo infatti del 36% con un’affluenza che potrebbe ragionevolmente attestarsi tra il 65% del referendum costituzionale del 2016 e il 75% delle elezioni politiche del 2013; nel 2008 la coalizione di Berlusconi, senza l’alleato storico dell’UDC, aveva raggiunto il 47% dei voti con l’81% di votanti. Tuttavia, i fattori che premiano il polo di centrodestra sono il distacco sui due concorrenti in un contesto tripolare (quasi 8 punti percentuali in più del centrosinistra) e il radicamento in due macroregioni del Paese: Nord e Sud. Con questi due elementi che giocano a loro favore, Berlusconi e Salvini possono sperare di prevalere nel 47% dei collegi uninominali avvicinandosi alla maggioranza assoluta dei seggi alla Camera. Restano 82 collegi in bilico, in 75 dei quali il centrodestra è in vantaggio o competitivo: proprio in questi collegi indecisi forzisti e leghisti possono trovare i 64 eletti che gli mancano per il controllo della Camera.

Il centrosinistra e il M5S inseguono con oltre 100 seggi di svantaggio. La coalizione di centrosinistra, grazie a un residuo di forza nelle sempre più ristrette “regioni rosse”, può confidare in 30 collegi uninominali e staccare i grillini. Il M5S, da parte sua, sconta l’assenza di vere e proprie aree di forza: per colpa di un voto spalmato in maniera troppo uniforme in tutto il Paese, quasi a parità di voti con lo schieramento di Renzi può fare affidamento solo su 9 collegi uninominali. La concentrazione di consensi tra Emilia-Romagna e Toscana è in realtà anche uno svantaggio per il polo di centrosinistra, che infatti è in vantaggio o competitivo solo in 49 dei seggi in bilico, quando il M5S lo è in 63.

La lista di Grasso continua a essere marginale nella corsa ai collegi uninominali e può contare solo su degli eletti nella parte proporzionale.

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