Stefano Gaggero


Feb 14, 2018

Tutti i sondaggi: chi sale e chi scende

Scatterà tra pochi giorni il divieto di pubblicare sondaggi, quindi abbiamo deciso di pubblicare un aggiornamento sull’andamento degli schieramenti fino adesso. Il nostro modello, come gli altri, pesa nell’insieme tutti i sondaggi, in base all’idea che l’insieme delle rilevazioni demoscopiche possa rendere una fotografia rappresentativa delle tendenze reali in corso. Utilizziamo due sistemi di pesatura differenti: quello di base che abbiamo adottato per Duetredue guarda all’insieme dei sondaggi nell’ultimo anno e disegna una linea di tendenza complessiva, l’altro invece misura la tendenza dei sondaggi in singoli segmenti di 15 giorni. Per questo motivo, il primo sistema di pesatura dei sondaggi è più adatto ad aggiornamenti settimanali ed è meno sensibile a brusche fluttuazioni, mentre il secondo si può aggiornare di giorno in giorno e reagisce subito anche a singoli sondaggi che restituiscono risultati fuori dal coro.

Con un metodo o con l’altro, al di là delle singole fluttuazioni, sono evidenti tre tendenze dalle elezioni comunali dell’anno scorso: il Centrodestra è cresciuto costantemente al ritmo di un punto percentuale al mese, il Centrosinistra ha seguito una curva opposta perdendo in media mezzo punto al mese e il Movimento Cinque Stelle, dopo un calo iniziale, si è assestato sul 27% dall’autunno scorso.

A due settimane abbondanti dal voto, è interessante notare come, almeno guardando i sondaggi, sembra che la campagna elettorale non sia in corso. Il Centrodestra continua a crescere con lo stesso ritmo, mentre il M5S è rimasto sugli stessi livelli. In realtà, l’unico schieramento che sembra vivere la campagna elettorale è il Centrosinistra, la cui curva ha iniziato a inclinarsi più rapidamente verso il basso con l’avvicinarsi del voto.

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In base all’ultimo aggiornamento al 13 febbraio di Duetredue+, che, lo ripetiamo, è più volubile del metodo di base impiegato dal nostro sito ma si presta ad essere ricalcolato tutti i giorni, il Centrodestra si troverebbe sempre a una cinquantina di seggi dalla maggioranza alla Camera. Il M5S, nonostante quasi un punto percentuale di vantaggio sul Centrosinistra, resterebbe comunque indietro di una ventina di seggi tra parte proporzionale e uninominali sicuri e probabili. Col 5,8% Liberi e Uguali di Grasso avrebbe solo 23 deputati.

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Questo grafico rappresenta lo scarto in punti percentuali del Centrodestra sul diretto concorrente (alle volte il Centrosinistra, alle volte i pentastellati). Recuperando uno svantaggio superiore ai quattro punti, da marzo 2017 l’area conservatrice è in vantaggio nelle intenzioni di voto e, appunto, dalle ultime elezioni amministrative è in costante aumento.

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Immaginando che l’affluenza si collochi tra il dato del referendum costituzionale (68%) e quello delle politiche 2013 (75%), in termini di voti assoluti la situazione aggiornata descritta da Duetredue+ darebbe al Centrodestra un recupero di uno o due milioni di voti su cinque anni fa (la coalizione di Monti ne aveva tre e mezzo). Per paradosso, con la scomparsa dell’area centrista di Monti anche quello che fu il Centrosinistra di Bersani e oggi è lo spazio di LeU e PD (più alleati) potrebbe riuscire a recuperare tra mezzo e un milione di voti. Il M5S sembra il polo destinato a crescere di meno.

 

Voti 2013

Con affluenza 2016

Con affluenza 2013

LeU

10.049.393

1.840.618

1.972.334

Csx

8.631.863

9.249.565

Monti

3.591.541

/

/

M5S

8.691.406

8.885.741

9.521.611

Cdx

9.923.600

11.773.607

12.616.135

Col M5S al 28%, il Centrodestra avrebbe bisogno di crescere almeno al 38% (circa 300 mila voti) per sperare nella maggioranza assoluta con i seggi dei listini proporzionali e i seggi dei collegi uninominali, sicuri, probabili e dubbi in vantaggio. Secondo l’ultimo sondaggio EMG il 13% degli elettori è ancora indeciso; è un dato che potrebbe far ben sperare il Centrodestra: se la campagna elettorale continuerà a non incidere sulle tendenze consolidate, in un contesto dove gli altri schieramenti sembrano faticare a imporre i loro contenuti, è possibile immaginare che una buona parte di questi elettori incerti si sposti verso destra, muovendo verso Forza Italia e i suoi alleati larga parte di quella settantina di collegi uninominali in bilico alla Camera.

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