La nostra
valutazione

La posizione sull'Europa pare pregiudiziale: la riscrittura radicale dei trattati potrebbe mettere fine al progetto europeo, al di là di quanto effettivamente non funzioni, senza riconoscerne i meriti e in particolare il valore etico. Convincenti i ragionamenti sulla scuola. Molto convincenti e articolate le proposte in materia di solidarietà e ambiente.

3.5/5

Le risposte
della candidata

Per un'Europa più unita

Di fronte all’Europa dei muri e del filo spinato, noi riteniamo di dover ripensare interamente il progetto e rivedere i trattati e le norme che governano rispettivamente il Parlamento, la Commissione ed il Consiglio, ridando voce e poteri all’unico organo democraticamente eletto. Il nostro obiettivo è rompere la gabbia neoliberista definita dai trattati e porre fine alle politiche di austerità, che hanno aumentato le disuguaglianze sociali nei paesi della UE e gli squilibri fra paesi dell‘Unione, fornendo terreno fertile per i tanti imprenditori della paura e dell’odio, facendo risorgere nazionalismi, xenofobia, razzismo. Vogliamo rifondare un’Europa che non sia una somma di interessi finanziari, ma un sistema democratico al servizio dei popoli

Per un'Europa più eguale

Intendiamo lavorare in Italia ed in Europa per la confluenza di tutte le soggettività politiche, culturali, sociali, civiche e di movimento, che si battono per l’uguaglianza, la solidarietà, l’umanità, con un programma i cui punti fondamentali si articolano a partire dalla piattaforma del Partito della Sinistra Europea. Vanno radicalmente riscritti i trattati, cambiando i parametri arbitrari di Maastricht e cancellando i principi fondativi del neoliberismo che li ispirano, quali la competitività, la libera circolazione dei capitali senza alcuna regolazione della finanza speculativa.
In tutto questo il ruolo fondamentale è assegnato alla scuola ed ai saperi ed occorre:

1. garantire e potenziare la scuola pubblica di ogni ordine e grado, elevare l’obbligo scolastico a 18 anni, garantire la laicità e la libertà di insegnamento, il lavoro cooperativo e la collegialità nelle scuole;

2. garantire l’accesso libero e gratuito al sistema universitario, abolendo i numeri chiusi. Finanziamenti adeguati per tutte le università, incrementandoli per quelle in maggiore difficoltà, ed il potenziamento delle risorse per il diritto alla studio;

3. proteggere e promuovere la diversità delle espressioni artistiche, culturali e linguistiche;

4. considerare la cultura ambito strategico di investimento pubblico a garanzia dell’autonomia e del pluralismo culturale, dell’indipendenza produttiva e distributiva. Proteggere dalle privatizzazioni e dal degrado i beni pubblici di valore culturale. Riconoscere il carattere “intermittente” del lavoro culturale e adottare normative per la protezione dei lavoratori;

5. garantire l’accesso ad Internet mantenendo la neutralità della rete, evitando intrusioni tese a sfruttare e condizionare le opinioni dei cittadini;

Per un'Europa più solidale

La nostra lista propone un’Europa dell’accoglienza, antirazzista e inclusiva ed occorre garantire e fornire:

1. la possibilità di ingresso in Europa per ricerca di occupazione con la realizzazione di canali di ingresso certi per richiedenti asilo;

2. investimenti per le politiche di inclusione sociale che prevedano la regolarizzazione delle donne e uomini già presenti negli Stati membri, compreso chi è stato costretto a svolgere lavoro irregolare emerso;

3. la possibilità di voto amministrativo ed europeo;

4. l’armonizzazione estensiva delle norme per l’ottenimento della cittadinanza, garantendo in ogni paese lo ius soli, mediante la rottura degli accordi o bilaterali o stipulati in sede UE con i paesi in cui non vengono rispettati i diritti umani e in cui non è garantita agibilità democratica e la chiusura delle strutture di detenzione amministrativa;

5. l’elaborazione di norme che permettano ai migranti di difendere i loro diritti, la cancellazione di tutte le normative che, come nel caso italiano, contrastino tale diritto e il senso di solidarietà e umanità;

6. l’invalidazione e il sanzionamento di provvedimenti assunti che impediscano il soccorso in mare o in qualunque luogo e circostanza dei migranti;

7. il godimento dei diritti pensionistici, anche nei paesi d’origine, a fronte dei contributi versati.

Per un'Europa più verde

Il nostro obiettivo è che L’Europa entro il 2030 riduca le emissioni di gas serra del 65%, il consumo di energia del 40%, e perché il 45% dell’energia venga da fonti rinnovabili.
Per questo motivo proponiamo un programma di riconversione ecologica con investimenti nelle filiere industriali, dei trasporti, dell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili, pari ad almeno il 3% del Pil europeo, che si può finanziare con buoni emessi dalla Banca Europea degli investimenti e sostenuti dalle Banche Centrali Europee. Non abbiamo bisogno di un superministro delle finanze, ma di una capacità di indirizzo e di controllo da parte del Parlamento europeo sull’allocazione delle risorse. In questo modo si può rilanciare l’indispensabile intervento pubblico in economia, per orientarla alla riconversione.
Il Piano interverrà anche per la salvaguardia dal rischio sismico e idrogeologico, coinvolgendo nella progettazione e nella gestione le comunità locali e i territori

Commento libero

Dobbiamo credere nel nostro programma ed investire tutti per la conversione ecologica dell’economia e della società

Criteri
e metodo

Vogliamo un’Europa più unita e più giusta. Per fare la differenza, votare non basta. È infatti necessario votare per le candidate e i candidati giusti, che s’impegnino a portare avanti le nostre idee. Per questo, abbiamo chiesto alle candidate e ai candidati che hanno aderito all’appello “Hope – Per un’Europa più unita e più giusta” di esporci brevemente i loro impegni sugli obiettivi che condividiamo per un’Europa più unita, che lotta per uguaglianza, solidarietà e ambiente.

Per aiutare ogni elettrice ed elettore a orientarsi, nelle scheda dedicata a ciascuna candidata o candidato riportiamo il nostro voto sulle sue risposte, con una sintetica motivazione. I voti sono frutto della media delle valutazioni per ogni risposta dati da tre diversi attivisti della campagna Hope. La scala dei voti è questa: 1 o 2 “adesione non convincente”, 3 “adesione convincente”, 4 o 5 (“adesione molto convincente”.

Le valutazioni sono state date avendo riguardo alla persuasività e coerenza degli impegni delle candidate e candidati in relazione ai quattro punti oggetto dell’appello. Si è anche tenuto conto della credibilità degli impegni, sia rispetto alle liste nazionali e ai gruppi europei di appartenenzi, sia rispetto alle sue attività trascorse nel Parlamento europeo, in caso di parlamentari in carica che si ricandidano.

Possiamo fare la differenza
La battaglia per un'Europa più unita, eguale, solidale e verde non finisce il giorno delle elezioni. Comunque andranno queste elezioni continueremo a lottare per un'Europa più unita e giusta, unisciti a noi.

Tienimi aggiornato. I tuoi dati personali saranno trattati in sicurezza e non saranno ceduti a terzi a fini commerciali, nel pieno rispetto della Privacy in base al Regolamento Europeo sulla protezione dei dati.

La nostra campagna

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Ci impegniamo a votare per un’Europa diversa. Insieme, possiamo fare la differenza.

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Hope fest: scendi
in piazza il 19 maggio

Il 19 maggio a Genova organizziamo un grande concerto per condividere la speranza.

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Hope - Per un'Europa più unita e giusta è una campagna per portare al voto gli elettori progressisti.

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Comunità San Benedetto al Porto, Creative Fighters, Parteciparty, Suq Genova, Fridays for Future Genova, Poliedri, Pioggia Rossa Dischi, AOI, Osservatorio AiDS - Aids Diritti Salute, Aidos - Associazione italiana donne per lo sviluppo, Centro Einstein di Studi Internazionali (CESI), GFE Torino, GFE Piemonte, Comitato Promotore Osservatorio Civico Ligure.