La nostra
valutazione

Troviamo molto convincente il ragionamento sulla questione dell’Europa unita, ma sugli altri punti manca uno sviluppo adeguato. In materia di uguaglianza il ragionamento è limitato alla questione di genere, per quanto concerne la solidarietà non si dice abbastanza sulla questione centrale delle migrazioni e con riferimento all’ambiente non è espressa una visione più ampia di singole misure.

3.75/5

Le risposte
della candidato

Per un'Europa più unita

Gli italiani oggi sono pari a circa lo 0,8% della popolazione mondiale. Gli europei il 7%. Nei prossimi anni la popolazione dell’Ue è destinata a scendere al 4% sul totale globale. Guardando a questi numeri appare chiaro quanto sia necessario far squadra con chi condivide i nostri valori per mantenere il nostro modello sociale, i nostri diritti, e perfino il nostro sistema democratico, tutti principi che accomunano la grande famiglia europea. Per ottenere questo risultato e renderlo modello di sviluppo distante tanto al liberismo sfrenato americano quanto all’autoritarismo cinese, dovremo lottare per una maggiore integrazione. Come? Prima di tutto è necessaria una maggiore legittimità delle istituzioni UE ottenibili tramite una maggiore democratizzazione.

I meccanismi decisionali europei devono 1 quindi essere caratterizzati da un rapporto paritario tra i due co-legislatori: Parlamento e Consiglio. Sarà poi necessario superare il criterio di unanimità, persistente nel Consiglio UE. Ciò potrebbe risolversi con una modifica dei Trattati, ma nel breve periodo è necessario sfruttare tutti gli spazi lasciati dai trattati per ottenere maggiore integrazione. Laddove non sarà possibile ottenere soluzioni condivise dai 28 Stati membri, si dovrà perseguire per la strada dell’Europa a più velocità. Come successo con l’Euro, i fautori di una maggiore unitarietà europea indicheranno la strada agli altri.
In materia di politica estera, dovrà sempre più parlare con una voce sola, l’unico modo con il quale avremo la forza per difenderci dagli effetti collaterali della globalizzazione e promuovere un modello di sviluppo fondato sui diritti, la protezione ambientale e quella sociale.

Per un'Europa più eguale

L’Unione Europea attraverso le sue direttive ha già promosso importanti azioni di contrasto alle discriminazioni, specialmente declinate in ambiti specifici come l’occupazione. È necessario che venga ampliato il raggio d’azione del divieto antidiscriminatorio a tutti i settori di competenza dell’Unione. In questo verso va la direttiva orizzontale antidiscriminatoria, sulla quale già da tempo il Parlamento Europeo ha raggiunto una sua posizione, mentre il Consiglio da più di dieci anni non si esprime sul tema, bloccando l’iter legislativo. Un obiettivo più specifico sul tema riguarderà l’eliminazione delle disuguaglianze di genere. In tutta Europa, le donne subiscono costanti discriminazioni in tutti i campi. Mi impegnerò fortemente affinché venga raggiunta la parità salariale tra uomini e donne e vengano creati degli strumenti che garantiscano supporto e protezione alle donne vittime di violenza.

Per un'Europa più solidale

La cultura del “diverso” sta frantumando il progetto europeo. Robert Schumann nella sua celebre dichiarazione del 9 maggio 1950 affermava che l’Europa “sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”. Per questo è fondamentale portare a termine la riforma del Regolamento di Dublino che mira a sopprimere il principio del Paese di primo approdo e a sostituirlo con il meccanismo di ricollocamento automatico.

La solidarietà è un valore che deve essere centrale nell’azione politica dell’Unione, per questo altrettanto importante sarà l’introduzione di un salario minimo europeo al 60% dello stipendio medio di ogni anno e di una aliquota minima del 18% di tassazione per le multinazionali. La web tax per i colossi di internet completerà il quadro. I suoi proventi potranno rafforzare il fondo europeo di globalizzazione che mira a favorire il reinserimento nel mondo del lavoro di tutti quei cittadini che sono stati lasciati indietro dalla rivoluzione tecnologica.

Per un'Europa più verde

L’Europa ha già fatto molto per contrastare la crisi ecologica e i cambiamenti climatici, come le direttive che hanno messo al bando la plastica monouso entro il 2021 oppure le direttive sulla prestazione energetica nell’edilizia.

I risultati raggiunti finora li dobbiamo all’Unione Europea che in materia gode di ampia competenza e che grazie alla sua azione diplomatica è riuscita a ottenere un grande risultato alla Conferenza sul Clima di Parigi, la COP 21. Ma non basta. L’imposizione delle più alte norme in materia ambientale a livello globale è sacrosanta ma non dobbiamo dimenticare che una tonnellata di CO2 produce gli stessi effetti se prodotta in Europa o altrove. È quindi necessario proiettare le nostre politiche a livello globale tassando quei prodotti importati dall’estero in sfregio all’ambiente. Lo dobbiamo ai nostri figli e nipoti ma anche ai lavoratori che soffrono una concorrenza sleale basata su dumping ambientale e sociale.

Commento libero

Il progetto unitario emana una forte luce di speranza che spesso, però, è offuscata da altrettanta ombra. Dobbiamo ripartire dalla verità, raccontando i successi ma anche gli insuccessi. Lo dobbiamo fare guardando in alto, in modo ambizioso, ma tenendo i piedi ben saldi a terra. Il nostro è un sogno federalista perché solo con maggiore integrazione riusciremo a uscire vittoriosi dalle grandi sfide globali, dall’ambiente alla globalizzazione.

Criteri
e metodo

Vogliamo un’Europa più unita e più giusta. Per fare la differenza, votare non basta. È infatti necessario votare per le candidate e i candidati giusti, che s’impegnino a portare avanti le nostre idee. Per questo, abbiamo chiesto alle candidate e ai candidati che hanno aderito all’appello “Hope – Per un’Europa più unita e più giusta” di esporci brevemente i loro impegni sugli obiettivi che condividiamo per un’Europa più unita, che lotta per uguaglianza, solidarietà e ambiente.

Per aiutare ogni elettrice ed elettore a orientarsi, nelle scheda dedicata a ciascuna candidata o candidato riportiamo il nostro voto sulle sue risposte, con una sintetica motivazione. I voti sono frutto della media delle valutazioni per ogni risposta dati da tre diversi attivisti della campagna Hope. La scala dei voti è questa: 1 o 2 “adesione non convincente”, 3 “adesione convincente”, 4 o 5 (“adesione molto convincente”.

Le valutazioni sono state date avendo riguardo alla persuasività e coerenza degli impegni delle candidate e candidati in relazione ai quattro punti oggetto dell’appello. Si è anche tenuto conto della credibilità degli impegni, sia rispetto alle liste nazionali e ai gruppi europei di appartenenzi, sia rispetto alle sue attività trascorse nel Parlamento europeo, in caso di parlamentari in carica che si ricandidano.

Possiamo fare la differenza
La battaglia per un'Europa più unita, eguale, solidale e verde non finisce il giorno delle elezioni. Comunque andranno queste elezioni continueremo a lottare per un'Europa più unita e giusta, unisciti a noi.

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Il 19 maggio a Genova organizziamo un grande concerto per condividere la speranza.

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Hope - Per un'Europa più unita e giusta è una campagna per portare al voto gli elettori progressisti.

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