La nostra
valutazione

Convincente lo sviluppo del punto sull’Europa unita e del punto sull’uguaglianza. In materia di solidarietà e ambiente le proposte sono convincenti anche se paiono meno coraggiose rispetto ad altri candidati, in particolare in materia di ambiente mancano riferimenti specifici a obiettivi e azioni.

Voto

4.25/5

Le risposte
della candidata

Per un'Europa più unita

Il mio impegno politico da sempre è per un'Europa unita e federale, verso gli Stati Uniti d’Europa. Ritengo che l’Europa debba essere federale, ma insieme anche leggera. Competenze comuni nelle materie più propriamente federali come politica estera, difesa, sicurezza, gestione dei flussi migratori, moneta unica e bilancio, oltre che per il mercato unico. Ma al tempo stesso un’Europa leggera che rispetti le realtà locali, le diversità dei territori, in pieno rispetto del principio di sussidiarietà.

Più in concreto mi batterò per: un’Europa democratica e trasparente, con pari poteri tra un Parlamento europeo che sia finalmente dotato dell’iniziativa legislativa e un Consiglio in cui le decisioni siano prese a maggioranza e non più all’unanimità; un bilancio e una politica specifica per l’Eurozona, anche tramite la creazione di un vero ministro dell’economia e finanze europeo che abbia competenze e strumenti per promuovere la convergenza e uno sviluppo armonioso in tutta Europa; la creazione di autentiche risorse proprie per l’Unione europea senza aumentare il carico fiscale per i cittadini, ad esempio pensando a una tassazione da applicare alle multinazionali dell’economia digitale, che contrasti il dumping sociale ed ambientale.

Per un'Europa più eguale

Il mio impegno politico da sempre è per un'Europa unita e federale, verso gli Stati Uniti d’Europa. Ritengo che l’Europa debba essere federale, ma insieme anche leggera. Competenze comuni nelle materie più propriamente federali come politica estera, difesa, sicurezza, gestione dei flussi migratori, moneta unica e bilancio, oltre che per il mercato unico. Ma al tempo stesso un’Europa leggera che rispetti le realtà locali, le diversità dei territori, in pieno rispetto del principio di sussidiarietà.

Per un'Europa più solidale

L'Unione europea sopravvivrà solo se il progetto politico comune avrà alla base solidarietà interna ed esterna, tra europei e non.

La mia visione del prossimo mandato è quella di un'Europa in cui dobbiamo raccogliere la sfida di ripristinare il metodo comunitario e la solidarietà come ruolo centrale nello sviluppo del continente e le politiche migratorie sono uno degli esempi più evidenti in questo senso. Nel prossimo mandato quindi mi impegno a proseguire la battaglia per la riforma del sistema di Dublino, già approvata dal Parlamento, ma poi bloccata dagli stati membri.

Per trasformare i flussi migratori in opportunità, servono politiche per l’integrazione, anche tramite i fondi strutturali più indicati, adeguatamente finanziate e mi batterò durante l’approvazione dei bilanci annuali e pluriennali affinché questa voce sia tenuta in considerazione. Servirà anche una gestione sicura, ordinata e regolare dei fenomeni migratori. Una gestione multilaterale - perché nessun Paese, da solo, può cogliere le opportunità e le sfide della mobilità internazionale - che vada di pari passo con le politiche di sviluppo sostenibile dei paesi di provenienza. Dobbiamo creare canali sicuri e legali, sostenere le capacità di protezione nelle regioni adiacenti e affrontare le cause all'origine dei flussi migratori, compreso il cambiamento climatico.

Per un'Europa più verde

Questo è uno dei temi che dovrà essere centrale nei prossimi cinque anni. Grazie all’innovazione e alla ricerca oggi abbiamo gli strumenti per uno sviluppo che tenga insieme ambiente e persone, natura e stato sociale.

Bisogna che lo sviluppo sostenibile sia il fulcro attorno al quale costruire l’Europa del futuro, per questo propongo di creare un semestre europeo basato sulla sostenibilità, attraverso nuovi strumenti analitici e una nuova struttura di governo.

In questo nuovo semestre, gli stati membri dovranno quindi dimostrare di avere orientato le proprie politiche e i propri investimenti nel rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile e saranno controllati sui risultati raggiunti in questo senso, non più sul semplice rispetto delle politiche di austerità. La sostenibilità sarà quindi il faro guida per tutte le politiche, europee ed a livello di stati membri.

Confermo che il raggiungimento degli obiettivi degli SDGs sarà una delle prioprità politiche nel caso dovessi essere eletta. Questo impegno si rifletterà in ogni dossier, report, relazione che seguirò perché non possiamo pensare di ragionare a comparti stagni: ogni settore, ogni commissione del PE dovrà lavorare coerentemente per costruire insieme l’Europa sostenibile del futuro.

Commento libero

Sono convinta che l'interesse comune non sia un gioco a somma zero tra interessi locali e individuali, ma anzi un valore aggiunto per tutti. Il mio impegno principale per questo prossimo mandato è quello di contribuire, col mio lavoro, a creare insieme l’Europa del futuro - unita, giusta, sociale e sostenibile. Se avrò la vostra fiducia, il vero lavoro inizierà il giorno dopo le elezioni: sarò felice di incontrarvi al più presto per ascoltare le vostre proposte e le vostre idee ed iniziare a lavorare insieme!

Criteri
e metodo

Vogliamo un’Europa più unita e più giusta. Per fare la differenza, votare non basta. È infatti necessario votare per le candidate e i candidati giusti, che s’impegnino a portare avanti le nostre idee. Per questo, abbiamo chiesto alle candidate e ai candidati che hanno aderito all’appello “Hope – Per un’Europa più unita e più giusta” di esporci brevemente i loro impegni sugli obiettivi che condividiamo per un’Europa più unita, che lotta per uguaglianza, solidarietà e ambiente.

Per aiutare ogni elettrice ed elettore a orientarsi, nelle scheda dedicata a ciascuna candidata o candidato riportiamo il nostro voto sulle sue risposte, con una sintetica motivazione. I voti sono frutto della media delle valutazioni per ogni risposta dati da tre diversi attivisti della campagna Hope. La scala dei voti è questa: 1 o 2 “adesione non convincente”, 3 “adesione convincente”, 4 o 5 (“adesione molto convincente”.

Le valutazioni sono state date avendo riguardo alla persuasività e coerenza degli impegni delle candidate e candidati in relazione ai quattro punti oggetto dell’appello. Si è anche tenuto conto della credibilità degli impegni, sia rispetto alle liste nazionali e ai gruppi europei di appartenenzi, sia rispetto alle sue attività trascorse nel Parlamento europeo, in caso di parlamentari in carica che si ricandidano.

Possiamo fare la differenza
Il 26 maggio la posta in gioco è chiara: un’Europa più unita e giusta oppure divisa e diseguale. Pochi voti possono determinare un risultato diverso. Unisciti a noi e scopri cosa puoi fare tu.

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