La nostra
valutazione

Le singole considerazioni e proposte, con riferimento a tutte le questioni trattate nell'appello, sono condivisibili ma slegate da un inquadramento che le tenga assieme. In particolare nei confronti dell'Unione europea si percepisce una visione segnata da pregiudizi.

3.5/5

Le risposte
della candidata

Per un'Europa più unita

Vanno ampliati i poteri del Parlamento Europeo rispetto agli organismi composti dai Governi nazionali, come il Consiglio e la Commissione. Vanno potenziate tutte le forme di espressione e di democrazia diretta dei cittadini su scala europea, senza delegittimare gli organismi preposti. Il mio obiettivo è aprire subito un percorso costituente per un’Europa federale che ponga alla sua base i diritti sociali, civili, di libertà, delle persone. La prosecuzione delle politiche di austerità è totalmente irresponsabile. La risposta non può che essere la disobbedienza ai trattati per imporre una svolta e difendere i diritti di tutte e tutti. Il Fiscal Compact deve essere cancellato. Così come deve essere eliminato, dalla Costituzione italiana, il principio del pareggio di bilancio. Vanno radicalmente riscritti i trattati, cambiando i parametri arbitrari di Maastricht e cancellando i principi fondativi del neoliberismo che li ispirano, quali la competitività, la libera circolazione dei capitali senza alcuna regolazione della finanza speculativa. Missione, ruolo e strumenti della Bce devono essere trasformati e va istituita un’agenzia di rating pubblica per sottrarsi al solo giudizio di quelle private attualmente operanti.  Promuoveremo una conferenza internazionale, per la ristrutturazione del debito, come è successo con il taglio del debito tedesco dopo la II Guerra Mondiale. 

Per un'Europa più eguale

Nella Ue la finanza speculativa è senza controllo. Tassazione sulle transazioni finanziarie a solo fine speculativo, con la Tobin Tax e il controllo sui movimenti dei capitali. Necessario sarà armonizzare i sistemi fiscali con criteri di progressività e introducendo una patrimoniale. Istituire il divieto delle transazioni con i paradisi fiscali e separare in modo netto le  banche commerciali da quelle di investimento. Per limitare i derivati devono essere proibite le vendite allo scoperto. Aliquota minima sulle società del 25% in tutti gli Stati. Tutte le multinazionali, comprese quelle del web, devono garantire piena trasparenza con la rendicontazione e il pagamento delle tasse. Una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali a parità di salario. Rimettere in discussione le controriforme pensionistiche che ovunque in Europa hanno aumentato l’età della pensione. Per i lavoratori deve essere garantito un salario minimo, con orario a livello europeo e l’armonizzazione dei contributi, che contrasti i processi di dumping sociale. Introduzione di una “scala mobile” europea che permetta l’indicizzazione automatica dei salari in tutta Europa. Lavoro a tempo determinato e altre forme di contratti atipici siano l’eccezione e non la regola. I contratti a tempo indeterminato devono garantire i diritti minimi, da quello alla malattia alla maternità, dalle ferie al riposo settimanale. E’ necessario definire standard sanitari, educativi, per il diritto all’abitare, per un welfare europeo, che non solo blocchi le privatizzazioni in corso, ma riaffermi la responsabilità pubblica.

Per un'Europa più solidale

Vogliamo un’Europa dell’accoglienza, antirazzista e inclusiva.  Sosteniamo la riforma del Regolamento di Dublino, che limita la circolazione dei richiedenti asilo. Siamo per i diritti delle e dei migranti. Fondamentali sono i canali di ingresso certi per i richiedenti asilo, investimenti nelle politiche di inclusione sociale, la possibilità di voto amministrativo ed europeo e l’armonizzazione delle norme per la cittadinanza (ius soli). Rottura degli accordi con i Paesi in cui non vengono rispettati i diritti umani; definizione di norme che consentano ai migranti di difendere i propri diritti. Istituire sanzioni per chi impedisce il soccorso in mare o in qualunque altro luogo.
Disarmo nucleare e riconversione dell’industria bellica. Riconoscimento dei diritti del popolo palestinese, riportare la pace in Siria e nelle zone di conflitto in Africa. Contro la repressione e per i diritti del popolo curdo. Sviluppare la cooperazione internazionale, lotta a tutte le criminalità, le mafie, lo schiavismo e lo sfruttamento sessuale di donne e minori. Condanna di ogni violenza e contrasto ad ogni organizzazione neofascista e neonazista. 

Per un'Europa più verde

L’Europa entro il 2030 riduca le emissioni di gas serra del 65%, il consumo di energia del 40%, e il 45% dell’energia provenga da fonti rinnovabili. Definire un programma di riconversione ecologica con investimenti in filiere industriali, di trasporti, dell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili. Salvaguardia dal rischio sismico e idrogeologico, coinvolgendo in progettazione e  gestione le comunità locali e i territori. Impedire, infine, i processi di privatizzazione, inquinamento, sfruttamento delle risorse naturali, e difendere ed estendere i beni comuni.
Bisogna bloccare le grandi opere inutili e dannose. Il Green New Deal è un piano per la transizione ecologica che creerà nuova occupazione. Sviluppo e valorizzazione dell’agricoltura attraverso la difesa delle biodiversità, opposizione agli Ogm, difendendo le aree agricole dalla cementificazione, ripopolando le zone rurali interne, valorizzando le produzioni mediterranee. Difesa delle risorse del mare, combattendo l’inquinamento e la pesca intensiva e incontrollata. Piena applicazione del Trattato di Lisbona che riconosce gli animali come esseri senzienti nella legislazione europea e degli Stati.

Commento libero

Vorrei aggiungere un tema importante in questo momento storico: la scuola. Garantire e potenziare la scuola pubblica di ogni ordine e grado, elevare l’obbligo scolastico a 18 anni, garantire la laicità e la libertà di insegnamento, il lavoro cooperativo e la collegialità nelle scuole. Garantire l’accesso libero e gratuito al sistema universitario, abolendo i numeri chiusi. Finanziamenti adeguati per tutte le università, e delle risorse per il diritto alla studio. Promuovere la diversità delle espressioni artistiche, culturali e linguistiche. La cultura come ambito strategico di investimento pubblico a garanzia dell’autonomia e del pluralismo culturale, dell’indipendenza produttiva e distributiva.

Possiamo fare la differenza
La battaglia per un'Europa più unita, eguale, solidale e verde non finisce il giorno delle elezioni. Comunque andranno queste elezioni continueremo a lottare per un'Europa più unita e giusta, unisciti a noi.

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