Prosegue la marcia del Piano Casa, in vista del voto finale fissato per il 15 dicembre. Un treno fuori controllo, lanciato a folle corsa e che non fa fermate, neppure nella commissione di oggi pomeriggio, quando era attesa una valutazione nel merito degli emendamenti di opposizione. «Con la solita, insensata, miopia cui ci ha ormai abituati, la Maggioranza di centrodestra rigetta in blocco le nostre proposte di modifica – è l’amara considerazione del consigliere Gianni Pastorino -. Ma certo non intendiamo arrenderci: il fragile territorio della Liguria deve essere tutelato, piaccia o non piaccia alla Giunta Toti. Trasformiamo le nostre osservazioni in una proposta di legge, che andremo a presentare in tutta la regione». Esito del voto praticamente scontato, visti i precedenti del piano rifiuti. «Ma stavolta c’è un retroscena che desta preoccupazione – commenta Pastorino -. il Partito Democratico non appoggia le proposte delle altre forze d’opposizione, Reste a Sinistra e Movimento 5 Stelle, scegliendo di astenersi ogniqualvolta gli emendamenti impongano espressamente il consumo-zero di suolo. Resta da capire quale futuro immagina il PD per la Liguria». Un brutto segnale, che si pone in evidente continuità con le scelte dell’era Burlando.

Ciò nonostante, il famoso “Piano Verde” firmato da Rete a Sinistra non andrà in soffitta. Diventerà il cardine di un programma politico sempre più teso alla salvaguardia ambientale; un vero e proprio progetto di contrasto alle nuove cementificazioni sponsorizzate dalla Giunta Toti.

«Consideriamo il Piano Casa un provvedimento inutile, dannoso e assolutamente mancante di quella visione d’insieme di cui questa Regione, oggi più che mai, avrebbe bisogno – prosegue Pastorino -.  Abbiamo presentato il “Piano Verde” (il maxiemendamento che sostituisce totalmente il disegno di legge di Scajola) proprio perché giudichiamo questo testo non emendabile». Peraltro gli emendamenti produrrebbero il solo risultato di dover tornare al testo della legge 49/2009, ossia al Piano Casa originale voluto da Burlando, che Rete a Sinistra ha sempre giudicato negativo, senza mezzi termini.

«In sintesi il nostro “Piano Verde” prevede lo stop al consumo di suolo, rispetto dell’invarianza idrica, salvaguardia dei vincoli nei parchi, ripristino totale degli oneri di urbanizzazione, misure di compensazione e mitigazione per prevenire il dissesto idrogeologico – sottolinea Pastorino -. Inoltre riteniamo che i progetti approvati debbano includere opere di de-impermeabilizzazione del suolo e misure antidegrado per zone limitrofe in sofferenza». Senza dimenticare, da ultimo, un grande progetto di censimento degli immobili sfitti, abbandonati o inutilizzati in ciascun comune della regione: «Ribadiamo: questo è il presupposto essenziale per avviare una seria politica di recupero del territorio – conclude Pastorino -. L’esatta percezione del costruito sul quale intervenire, come alternativa virtuosa all’edificazione indiscriminata di nuovi fabbricati».