Continua in Liguria la smobilitazione dei comparti produttivi da parte delle grandi corporations; un’emorragia senza fine. Questa volta sotto attacco sono gli allevamenti e i produttori riuniti nella Cooperativa Produttori Latte della Valpolcevera, cui la multinazionale Lactalis-Parmalat non ha rinnovato il contratto di fornitura. Rete a Sinistra presenta in consiglio regionale una mozione per tentare di salvare le sessanta aziende a rischio. «Anche questa volta siamo di fronte a un disastro annunciato, si sono avverate tutte le preoccupazioni che la cooperativa manifesta dal 2010, quando Lactalis ha iniziato a smantellare la centrale del latte di Fegino. Oggi stiamo scoprendo l’acqua calda – accusa il consigliere Gianni Pastorino -. È sempre più evidente quanto in questa regione manchino strategie e politiche industriali; la colpa è tanto del governo locale quanto di quello nazionale, che sembra più interessato a compiacere le multinazionali piuttosto che a salvaguardare l’economia locale. Risultato? Siamo alla mercé di gruppi industriali senza scrupoli, che fanno scempio di accordi e promesse, delocalizzano con uno schioccar di dita, sfruttano il territorio finché fa comodo. Non può andare avanti così». Ma di certo l’assenza di strategie non è una novità, considerando i magri risultati delle scorse legislature in questo ambito.

Ora bisogna rimboccarsi le maniche e correre ai ripari: «ovviamente, con la nostra mozione chiediamo al Presidente Toti di mobilitarsi affinché Lactalis riconsideri questa assurda decisione; ma visti i precedenti dobbiamo prepararci al peggio, quindi trovare anche altre soluzioni – rincara Pastorino -; “far da sé” se nessuno ci aiuta: non possiamo perdere questa eccellenza, dobbiamo valorizzare il latte di casa nostra, valorizzare la materia prima come tassello strategico di una filiera a chilometro zero. Vale lo stesso discorso che noi, come Rete a Sinistra, abbiamo fatto per le acque minerali liguri: premialità ai prodotti liguri nelle gare d’appalto per le forniture a ospedali, scuole e mense».

Servono misure straordinarie, ma soprattutto serve un vero cambiamento culturale in cui produttori e consumatori stiano dalla stessa parte. «Bene l’idea di attivare una rete di vendita diretta, anche se ho qualche dubbio che l’Europa consentirà di realizzarla con i fondi Fesr – prosegue Pastorino -. Quindi chiediamo sia creato immediatamente un sistema integrato che spinga all’utilizzo del latte ligure nel ciclo della trasformazione di prodotto e nella gastronomia tipica; e poi varate misure transitorie, sgravi fiscali sia per chi produce, per alleviare le difficoltà economiche, sia per chi acquista, per compensare il costo maggiore della nostra materia prima di qualità».

Strada in salita, ma al momento non ci sono molte altre opzioni: «fa davvero male vedere buttati via migliaia di litri di latte al giorno, per noi che ci battiamo contro le spreco alimentare – conclude Pastorino ­-, senza dimenticare che queste aziende sono un presidio per la salvaguardia del territorio e per la lotta allo spopolamento dell’entroterra. Anche per questo auspichiamo uno sforzo congiunto della politica locale».

MOZIONE
(ai sensi dell’articolo 121 del Regolamento Interno)
SU COOPERATIVA PRODUTTORI LATTE DELLA VALPOLCEVERA

RILEVATO CHE la multinazionale Lactalis-Parmalat ha deciso di non rinnovare il contratto di approvvigionamento alla Cooperativa Produttori Latte della Valpolcevera.

CONSIDERATO CHE con questo atto, che sottintende la volontà di rivolgersi a mercati extra-nazionali se non extra-UE, la citata multinazionale ha evidentemente disatteso gli impegni con le aziende del territorio; da un lato dimostrando totale disinteresse per la qualità della materia prima e per il valore sostanziale di una filiera a chilometro zero, dall’altro contraddicendo gli intendimenti secondo i quali la multinazionale avrebbe investito sul territorio, contestualmente all’acquisizione della Centrale del Latte di Fegino e del marchio “Latte Oro”.

APPURATO CHE la situazione venuta a crearsi avvera le preoccupazioni manifestate da produttori e cooperativa, i quali, già nel 2010, evidenziavano che il progressivo smantellamento della Centrale del Latte potesse rappresentare il prodromo dell’abbandono della Liguria da parte della multinazionale Lactalis.

EVIDENZIATO CHE la cooperativa in oggetto nasce nel 1982 e riunisce circa 60 allevatori e produttori della provincia di Genova, con aziende situate principalmente nelle valli Stura, Orba, Leira, in Valpolcevera, Valle Scrivia e Val D’Aveto; con una produzione di latte che si attesta su 6000 litri giornalieri.

PRESO ATTO CHE attualmente risulta alquanto modesta la distribuzione alla vendita diretta della materia prima e dunque, in assenza di accordi con un soggetto commerciale consolidato sui mercati, il prodotto locale è ora destinato a non essere utilizzato (quindi invenduto e disperso) con gravissimo danno per le aziende, la cooperativa stessa e l’indotto nell’economia regionale.

CONSIDERATO CHE le imprese aderenti alla cooperativa in oggetto rappresentano un tassello fondamentale in una filiera economica d’importanza strategica non solo per l’occupazione e la creazione di reddito, ma anche per il presidio e la salvaguardia del territorio; costituendo uno strumento efficace nel contrasto dello spopolamento dell’entroterra e nella lotta contro il dissesto idrogeologico.

CONSIDERATO CHE in ambito di governo regionale sono al vaglio soluzioni si sostegno economico/commerciale, per sopperire al mancato rinnovo contrattuale di che trattasi, che annoverano il ricorso a Fesr e Psr.

IMPEGNA

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE E GLI ASSESSORI COMPETENTI

Affinché:

1. Intervenga con gli strumenti più idonei affinché Lactalis riconsideri la decisione di non rinnovare il contratto con Cooperativa Produttori Latte della Valpolcevera, pronunciandosi in maniera inequivocabile per difendere la qualità del prodotto locale, nonché la sopravvivenza della filiera stessa in Liguria.

2. Sia creato immediatamente un sistema integrato che favorisca l’utilizzo della materia prima locale nel ciclo della trasformazione di prodotto; venga promossa l’adozione di latte locale nei bandi di concorso relativi a istituti scolastici e aziende sanitarie pubbliche, attraverso la corretta valutazione delle qualità microbiologiche e organolettiche della materia prima.

Il Consigliere Regionale Gruppo Consiliare Rete a Sinistra
Giovanni B. Pastorino