All’interno della Rete a Sinistra trovano spazio persone che vengono da varie esperienze politiche che a livello nazionale si stanno organizzando diversamente. Ci siamo visti per condividere una riflessione comune su quanto sta accadendo a partire dalla nostra esperienza ligure. Ne è seguita una discussione incentrata sui punti di forza e di debolezza del percorso fatto finora. Sapendo che dobbiamo migliorare molto riteniamo che quella la Rete a Sinistra sia uno dei più avanzati laboratori politici in Italia, a tratti unico. Mentre stiamo definendo meglio la nostra struttura e la nostra organizzazione abbiamo raccolto le migliori pratiche messe in campo finora. Pensiamo sia un patrimonio comune che ognuno di noi può portare all’interno dei rispettivi percorsi nazionali come arricchimento e stimolo.
La Rete a Sinistra rappresenta un’esperienza di avanguardia nel panorama nazionale della sinistra. Da più di 18 mesi partiti, associazioni, singoli lavorano in modo unitario a mobilitazioni e campagne per cambiare la Liguria. Un percorso che è riuscito a proseguire nonostante i tanti cambi di rotta nazionali, il passaggio difficile delle elezioni regionali.
L’unità non è un obiettivo da perseguire ad ogni costo ma è il modo migliore per contare di più. L’abbiamo costruita sulla base di obiettivi comuni, traguardi da raggiungere insieme. Abbiamo sperimentato percorsi partecipativi in varie forme per provare a coinvolgere, al di là dei soggetti organizzati, il popolo della sinistra in una riflessione comune.
Quello che manca ai percorsi nazionali è forse questo. La capacità e la tensione, al di là dei recinti, di ricostruire un senso comune. Per scrivere il nostro Manifesto abbiamo studiato un percorso lungo e orizzontale, coinvolgente a vari livelli e in forme diverso. Un esercizio per rafforzare l’unità, non come sommatoria ma come moltiplicatore delle energie di tutti.
Ci siamo dati un metodo di lavoro a campagne, definendo priorità e obiettivi definiti nel tempo, il più possibile misurabili. Dobbiamo ridare un senso all’impegno politico, evidenziando quali risultati si possono davvero ottenere dall’attivismo delle persone. Ci siamo sforzati di sperimentare forme e metodi nuovi, certamente non perfetti e migliorabili ma che rappresentano il nostro tentativo di dare forme nuove all’organizzazione politica.
Abbiamo presentato un primo report annuale delle nostre attività, più di 60 pagine riassuntive del nostro impegno e dei nostri risultati. Pochi giorni dopo abbiamo lanciato una consultazione aperta per valutare il lavoro fatto, ci siamo fatti dare i voti dai nostri militanti e simpatizzanti. [Nell’assemblea di sabato 13 febbraio quei dati saranno presentati e discussi tutti insieme]
Innovazione è la parola chiave della Rete a Sinistra. Siamo i primi in Italia ad aver utilizzato la stessa piattaforma che ha usato Podemos in Spagna per scrivere e approfondire il programma elettorale. Una scommessa che ha restituito luci e ombre ma che è stata utile sia come forma di coinvolgimento, alla piattaforma si sono registrate più di 100 persone, sia come esperienza per migliorare la prossima volta. Pochi mesi fa abbiamo organizzato una assemblea diversa, divisa per tavoli di lavoro orizzontali e interamente gestita dai ragazzi di LeftLab che ha permesso a generazioni, esperienze, culture diverse di confrontarsi in modo proficui o orizzontale. Un successo in termini di partecipazione e risultato, con più di 100 presenti e 5 importanti documenti prodotti.
Lorenzo Azzolini, #reteasinistra
Il testo è una sintesi informale della discussione, contributo per la discussione dell’assemblea pubblica di sabato 13 febbraio.