Lorenzo Azzolini


Nov 25, 2017

La Liguria in parlamento

In Liguria la partita è tutta da giocare, almeno ad oggi. La simulazione nei collegi liguri sulla base della media degli ultimi sondaggi assegna i 6 posti disponibili due per ciascuno tra centrodestra, centrosinistra e grillini. Risultati che, considerando anche l’alta astensione prevista e i margini ridotti, possono facilmente essere ribaltati anche dallo spostamento di numeri di elettori relativamente piccoli.

genovacheosa_simulazione_3.jpgSimulazione dei risultati nei collegi uninominali della Liguria in base a diversi scenari del voto nazionale (ogni collegio elegge un deputato).

 

La lista della sinistra potrebbe ambire, sulla base dei sondaggi attuali, a raccogliere circa il 10% in alcuni collegi raggiungendo a livello regionale una percentuale superiore alla media nazionale. Resterebbe ovviamente esclusa dalla corsa all’uninominale ma il risultato sarebbe comunque utile nei collegi proporzionali.

L’ipotesi di una alleanza larga di centrosinistra sembra ormai definitivamente tramontata ma è evidente che in Liguria consoliderebbe la coalizione in alcuni collegi e ne renderebbe contendibili altri. Un simile assetto consetirebbe potenzialmente di aggiudicarsi più eletti del centrodestra ribaltando quindi i risultati dalle ulltime regionali in poi.

Abbiamo condiviso queste informazioni con le forze politiche del centrosinistra, da MDP al PD, perchè pensiamo che sia un contributo utile ad avere un quadro chiaro della situazione e perchè speriamo possa stimolare riflessioni utili. Costruire le alleanze sui numeri e sui sondaggi è profondamente sbagliato, oltre che fallimentare. Gli accordi si fanno sulla base del comune intento di portare avanti un programma e delle battaglie condivise, cosa che chiaramente manca a livello nazionale. Probabilmente con responsabilità diffuse.

In questi giorni stiamo assistendo a un dibattito a sinistra tutto concentrato sullo spiegare diversità, differenze e ragioni per cui non si può trovare un accordo. Una serie di discorsi rivolti al passato. Lo scenario è invece molto aperto ma servono idee e proposte con lo sguardo rivolto al futuro per convincere i cittadini a tornare a votare. Bisogna ridare un senso alla partecipazione politica. Un tema che sia la sinistra, sia il centrosinistra, devono porsi.

Qualche mese fa abbiamo chiesto alla “base” di Genova che osa quale doveva essere lo scopo e l’impegno della nostra associazione. Abbiamo raccolto qualche centinaio di risposte che ci hanno chiesto, almeno per il momento, di costruire campagne aperte alla collaborazione di tutte le forze della sinistra e del centrosinistra, senza aderire a nessuno dei percorsi nazionali in atto. In questa fase quindi continuiamo con la nostra attività di studio e di proposta cercando di favorire il dibattito più largo possibile. Nei prossimi mesi speriamo che tutti sapranno mettere al centro idee, proposte e una mobilitazione capillare.

La sinistra deve parlare con le persone e deve farlo proponendo soluzioni ai bisogni nuovi del nostro tempo: reddito minimo contro la povertà e lo sfruttamento del lavoro precario, tutela dell’ambiente e rigenerazione delle città per ricostruire un tessuto sociale vivibile, accoglienza dei migranti senza cedimenti alla retorica di destra e politiche per dare opportunità di vita e lavoro ai giovani in un paese che rischia di un decimo dei suoi abitanti in 50 anni.

 

Storico dei risultati elettorali

genovacheosa_simulazione_1.jpgI risultati nei collegi uninominali della Liguria quando furono impiegati per il senato con la "Legge Mattarella".

 

genovacheosa_simulazione_2.jpgQuali sarebbero stati i risultati nei collegi uninominali della Liguria se fossero stati impiegati per le recenti elezioni.

 

*La Liguria, in base alla nuova legge elettorale, voterà per la Camera dei Deputati nel 2018 con un sistema misto: 6 deputati saranno scelti in altrettanti collegi uninominali (in ognuno dei quali è eletto il candidato che prende un voto di più), gli altri in più ampi collegi plurinominale in proporzione ai voti delle liste. I collegi uninominali tornano nel nostro Paese dopo quasi vent’anni: non sono stati più impiegati dal 2001. In base alla nuova normativa, il disegno dei 6 collegi liguri della Camera coinciderà cogli antichi 6 collegi del Senato, disegnati nel 1993. Immaginare cosa potrebbe succedere nelle competizioni uninominali ci dà un ritorno interessante sulla situazione politica regionale.

La simulazione si basa sull’ipotesi, semplice, che ad aumenti o diminuzioni della percentuale di voto nazionale delle forze politiche corrispondano variazioni identiche e uniformi in tutto il territorio (a esempio, se il centrodestra guadagna 5 punti a livello nazionale, ne guadagnerà 5 in tutti i collegi). È chiaro che si tratta di una semplificazione: nella realtà i voti si muovono secondo percorsi più articolati, tra i vari motivi per effetto di situazioni locali specifiche, della campagna elettorale, del lavoro dei candidati e dei loro sostenitori, anche solo del caso. Tuttavia è un’approssimazione ragionevole e più pulita di altre che aggiungano variabili ulteriori con un margine d’errore. La simulazione traduce i voti dal livello nazionale a quello regionale in base a un indice ponderato sulle elezioni della Camera del 2013 e le europee del 2014; dalla regione ai collegi in base anche alle elezioni regionali del 2015.

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