Sep 22, 2017

Le maggioranze impossibili

Aggiornamento: Il governo ha deciso di porre la fiducia sulla nuove legge elettorale. Una scelta che, di fatto, impedisce la discussione all'interno del parlamento che sta rapidamente procedendo all'approvazione del testo della legge. Il documento che abbiamo pubblicato qualche settimana fa resta attuale, le maggioranze non ci sono. Si può cambiare la legge elettorale ma (per fortuna) non si possono cambiare i cittadini. Si è di nuovo persa l'occasione per ricostruire il rapporto tra elettori e rappresentanti e per aumentare la fiducia dei cittadini nel parlamento.

Il PD ha presentato una nuova legge elettorale. Abbiamo fatto alcune simulazioni per capire cosa succederebbe se si votasse oggi e chi sarebbe più avvantaggiato da questa nuova legge. 


Il sistema misto proporzionale-maggioritario

Con la nuova legge una quota di deputati sarà eletta con il sistema proporzionale e una quota con il sistema maggioritario, basato sui collegi uninominali, in cui la coalizione che arriva prima elegge. 
Immaginando quindi una coalizione di centrodestra che sfida PD e M5S lo scenario non cambia moltissimo. Il PD guadagna qualche deputato, il M5S ne perde qualcuno, il centrodestra resta in vantaggio ma nessuno ha i numeri per formare una maggioranza. Il più svantaggiato risulta MDP, che con il 3,4% entra in parlamento ma prende meno deputati rispetto a come andrebbe se si votasse con la legge attuale. 




Come si vota con i nuovi collegi uninominali

La vera novità nella proposta del PD sono i collegi uninominali. Gli elettori si troveranno a poter indicare il nome di un candidato deputato espresso da una coalizione, chi prende più voti entra in parlamento. 
Contemporaneamente, sulla stessa scheda, i cittadini troveranno i simboli delle varie liste e la lista (bloccata) dei candidati collegati che saranno eletti proporzionalmente ai voti presi a livello nazionale dalla lista. 
Il voto disgiunto non è ammesso. Non è possibile quindi votare per un candidato nel collegio uninominale e poi assegnare il voto a una lista che non faccia parte della coalizione che lo sostiene. 

Alcune considerazioni

1 Al momento, in ambedue gli scenari (sia con la legge attuale, sia con la proposta del PD) un governo si potrà formare solo attraverso un accordo tra i gruppi parlamentari. Se il M5S rifiuta di allearsi l’unica combinazione possibile è un accordo tra PD e centrodestra, o aree del centrodestra. Nemmeno una alleanza tra PD e MDP può determinare oggi una maggioranza. 

2L’elettore che sceglie di votare solamente per il candidato nel collegio uninominale e di non attribuire il voto a nessuna delle liste che lo sostengono vedrà comunque il suo voto ripartito proporzionalmente per queste liste. Una stortura evidente che non rispetta la volontà di quegli elettori che scelgono di votare una persona ma non le liste che lo sostengono. 

3 Il sistema prevede la possibilità di creare coalizioni, che entrano superando uno sbarramento del 10%. I partiti o liste che li compongono devono però prendere comunque almeno il 3% per eleggere. Un vantaggio enorme per i partiti più grandi a comporre coalizioni con liste minori. Ad esempio, se il PD si coalizza con alcune liste più piccole può succedere che queste prendando il 2,9% o l’1%. Non superando la soglia di sbarramento i seggi in più vengono presi dal PD che è l’unica lista che fa parte di quella coalizione a superare lo sbarramento.

4 In generale questo sistema determinerà una camera dei deputati meno proporzionale. Significa che un partito come MDP, predendo gli stessi voti, con un sistema pienamente proporzionale (come quello attuale) elegge 24 deputati, con questo nuovo sistema misto invece solo 14. 

Conclusioni

La legge elettorale perfetta non esiste. Abbiamo voluto raccogliere alcune considerazioni per evidenziare quelli che ci sembrano gli aspetti più controversi di questa nuova proposta avanzata dal PD. 
La verità è che si possono cambiare le regole ma non i cittadini (per fortuna). Oggi l’Italia è stabilmente divisa in tre poli (PD - M5S - centrodestra) e nessuna legge elettorale può cambiare questo stato di cose. Manca una proposta politica che sia davvero più forte delle altre e che riesca ad essere maggioranza. Nel Paese prima che in parlamento.  
Forse sarebbe opportuno concentrarsi su come rendere più stringente il rapporto tra eletti e elettori, recuperando una fiducia nella politica e nelle istituzioni che è sempre più labile. Leggi elettorali sempre più complesse, sempre più difficili da interpretare e parlamentari eletti in liste bloccate non hanno portato molto bene.

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