Care/i amiche/ci
Come certamente avrete appreso dagli organi di stampa, in questi giorni siamo testimoni dell’atto cruento perpetrato dalla maggioranza di centrodestra ai danni della nostra proposta di legge “Opportunità Scuola”.

Rete a Sinistra ha presentato “Opportunità Scuola” con un intento nobile: rispondere alla pressante richiesta di sobrietà che la società civile rivolge alla politica, individuando una soluzione concreta e percorribile, a totale beneficio dei cittadini liguri. Il testo che abbiamo proposto all’aula prevede il dimezzamento di tutti gli appannaggi spettanti ai Consiglieri e alla Giunta regionale; il denaro risparmiato sarebbe convertito in acquisto di testi scolastici da fornire in comodato d’uso gratuito agli studenti liguri. Secondo i dati in nostro possesso, in larga misura confermati anche nelle valutazioni degli uffici regionali, l’operazione riconsegnerebbe ai cittadini una cifra vicina prossima ai 3 milioni di Euro annui: 13 milioni risparmiati in 5 anni di legislatura, e sarebbero oltre 51.000 gli studenti che beneficerebbero dei libri di testo gratuiti.

Purtroppo tutto questo rimarrà sulla carta, a causa della spudorata manovra andata in scena nella seduta del Consiglio Regionale del 27 ottobre 2015: la maggioranza di centrodestra ha impedito la discussione sul provvedimento, ha sabotato le corrette procedure di voto e si è dimostrata indisponibile a qualsiasi tentativo di dialogo. A nulla sono valse le proteste di tutte le forze di opposizione e l’immediata richiesta di sospensione della seduta. Di fatto, il Consiglio Regionale non si è potuto esprimere né sui singoli articoli, né – complessivamente – sul testo della proposta di legge. A giustificare quella che noi riteniamo un’inquietante prevaricazione, è stato richiamato l’Articolo 96 del Regolamento del Consiglio Regionale: nei fatti si è approfittato di un’interpretazione arbitraria e unilaterale, che Rete a Sinistra ritiene totalmente errata. Quello che potrebbe sembrare un semplice cavillo procedurale in realtà si è rilevato un disegno raffinato per tacitare tutta l’opposizione, ma soprattutto per evitare imbarazzi a quella parte di maggioranza che, almeno pubblicamente, brandisce i tagli ai costi della politica come arma per il consenso elettorale.
Pur comprendendo la difficoltà dell’attuale maggioranza a votare un provvedimento che interviene drasticamente sugli emolumenti dei politici eletti, le possibilità di garantire un reale processo democratico c’erano tutte. Queste reiterate forzature non possono che essere considerate gravissime, lesive delle più comuni norme democratiche: un precedente estremamente preoccupante, che oltre a calpestare i diritti dell’opposizione oltraggia il lavoro di tutto il Consiglio Regionale. Abbiamo assistito a una triste pagina nella storia democratica della nostra regione, di fronte alla quale – tuttavia – non recediamo: come primo atto, infatti, ci rapporteremo con la Prefettura per valutare quanto avvenuto in Consiglio Regionale.
Noi, come Rete a Sinistra, abbiamo deciso di informarvi e fornirvi il nostro punto di vista diretto su una questione così controversa, che rischia di andare incontro a strumentalizzazioni e false interpretazioni. Se anche voi condividete la nostra opinione, vi chiediamo di far sentire la vostra voce a mezzo stampa e nelle sedi che riterrete più opportune. Ugualmente ci auguriamo che possiate intervenire nei confronti del Consiglio e della Giunta Regionale. Vi chiediamo un aiuto affinché questa proposta di legge non resti vana, potendo così contribuire ad avverare quei progetti sociali, fra cui il nostro, di cui la Liguria ha oggi più che mai bisogno.

Un cordiale saluto,

Giovanni B. Pastorino
Consigliere Regionale Rete a Sinistra