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La Liguria al voto

Le proiezioni elettorali nei sei collegi della Liguria

Ultimo aggiornamento: 14 DIC

Gli schieramenti in Italia

supermedia 2 | amCharts

Il grafico mostra l'andamento dei 3 poli principali (Centrodestra CDX, Centrosinistra CSX, Movimento 5 Stelle M5S) e della sinistra (Liberi e Uguali SX) sulla base della media di tutti i sondaggi disponibili ogni settimana a partire da gennaio 2017.

[Centrodestra CDX FI+Lega+FdI+altri cdx] [Centrosinistra CSX PD+AP+Campo Progressista e altri csx] [Liberi e Uguali SX MDP+SI+Possibile]

In Liguria

Elettori: 1.357.540

Affluenza regionali 2015: 50.7%

Affluenza politiche 2013: 75.1%


La Liguria รจ divisa in 6 collegi uninominali e 2 plurinominali. Al Senato sono previsti 3 collegi uninominali (che sommano a coppie quelli della Camera) e 1 collegio plurinominale

Proiezioni

I collegi in Liguria

I collegi alla Camera dei deputati

Collegio plurinominale 1
Collegio uninominale 1 Collegio uninominale 2 Collegio uninominale 3
Sanremo Savona Genova-Campomorone
275.846 abitanti* 253.415 abitanti* 252.872 abitanti*

Collegio plurinominale 2
Collegio uninominale 4 Collegio uninominale 5 Collegio uninominale 6
Genova-Bargagli Genova-Chiavari La Spezia
252.591 abitanti* 287.228 abitanti* 248.742 abitanti*

*censimento 2011


Totale deputati da eleggere: 16 || Eletti nei collegi uninominali: 6 Eletti nei collegi plurinominali: 10

1. Sanremo

Elettori: 233.802*

Affluenza regionali 2015: 47.1%

Affluenza politiche 2013: 72.9%

Proiezioni

2. Savona

Elettori: 222.535*

Affluenza regionali 2015: 53.6%

Affluenza politiche 2013: 78.4%

Proiezioni

3. Genova - Campomorone

Elettori: 202.843*

Affluenza regionali 2015: 52.6%

Affluenza politiche 2013: 74.1%

Proiezioni

4. Genova - Bargagli

Elettori: 213.570*

Affluenza regionali 2015: 50.3%

Affluenza politiche 2013: 74%

Proiezioni

5. Genova - Chiavari

Elettori: 268.094*

Affluenza regionali 2015: 49.4%

Affluenza politiche 2013: 76%

Proiezioni

6. La Spezia

Elettori: 216.696*

Affluenza regionali 2015: 51.6%

Affluenza politiche 2013: 75.2%

Proiezioni

*elettori 2015

Il commento

di Stefano Gaggero, Centro Studi Genova che osa

La nuova legge elettorale per la Camera e per il Senato pure tra gravi difetti, contiene una limitata innovazione: l'introduzione, o meglio il ritorno, dei collegi uninominali. In questo modo, 232 deputati e 116 senatori saranno eletti in porzioni di territorio di dimensioni inferiori a quelli dei centri metropolitani. In questi ambiti territoriali sarà eletto chi otterrà anche un solo voto in più dei suoi concorrenti. Non si tratta nemmeno del 40% dei futuri parlamentari, ma è comunque un segmento importante che può condizionare la vita politica del Paese.

Ci siamo interessati a questa innovazione perché riteniamo che uno degli impegni necessari per ricostruire una forza di sinistra ampia, plurale, rappresentativa e di governo, consista nel costruire relazioni con le persone sulla base di un rapporto uno a uno e di proposte programmatiche precise e concrete. I candidati nei collegi uninominali saranno incentivati a lavorare in questa direzione per essere competitivi, perché non saranno premiati se si nasconderanno dietro il simbolo di un lista o coalizione nazionale, di un leader e una dirigenza più o meno rinnovata, né se condurranno una campagna tutta ideologica e di posizionamento tattico.

La prima curiosità che sorge riguarda quali siano le posizioni di partenza delle diverse aree politiche nei nuovi collegi uninominali. La nostra simulazione vuole rispondere a questa domanda per quanto riguarda i sei collegi della Camera in Liguria. La simulazione si basa su una semplice, ma ragionevole teoria di variazione uniforme dei risultati elettorali dalle ultime competizioni e, inoltre, sulla media degli ultimi sondaggi. Una fotografia accurata della situazione dei collegi in questo momento.

Rispetto alla pubblicazione dei risultati di due settimane fa, poco è cambiato nel quadro regionale, nonostante la nascita di Liberi e Uguali. Il centrodestra e il M5S perdono un punto percentuale, mentre il centrosinistra e Liberi e Uguali avanzano di un punto ciascuno.

Non variano nemmeno i risultati nei collegi. Il centrodestra resta favorito in 2 (Sanremo e Chiavari), il M5S in altri 2 (Genova-Campomorone e Genova-Bargagli), il centrosinistra nei 2 rimanenti (Savona e La Spezia).

In nessuno dei collegi della Liguria il vantaggio della forza politica in testa è superiore ai 15 punti percentuali, tale da poter considerare il seggio come sicuro.

Nei collegi di Sanremo e di Genova-Bargagli, centrodestra e M5S hanno rispettivamente 10 punti di scarto sul secondo. È un margine discreto, ma non solido. In termini assoluti, in base all'affluenza e alle dimensioni del collegio, 10 punti percentuali corrispondono a circa 13/16 mila voti.

Nel collegio di Genova-Campomorone il M5S è avanti di 6 punti, può quindi contare su una base di partenza molto debole.

Negli altri 3 collegi, il centrosinistra (La Spezia e Savona) e il centrodestra (Chiavari) contano su uno scarto entro i 5 punti. Si tratta di uno scarto talmente ridotto da configurare un vantaggio solamente tecnico, di fatto la situazione di partenza È in pareggio.

Solo nel collegio di Sanremo il centrodestra raggiunge il 40% dei voti, mentre nel collegio di Savona, che È il più incerto, le tre aree politiche maggiori sono comprese nell'arco di 3 punti percentuali.

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Nota metodologica

La Liguria, in base alla nuova legge elettorale, voterà per la Camera dei Deputati nel 2018 con un sistema misto: 6 deputati saranno scelti in altrettanti collegi uninominali (in ognuno dei quali è eletto il candidato che prende un voto di più), gli altri in più ampi collegi plurinominale in proporzione ai voti delle liste. I collegi uninominali tornano nel nostro Paese dopo quasi vent’anni: non sono stati più impiegati dal 2001. In base alla nuova normativa, il disegno dei 6 collegi liguri della Camera coinciderà cogli antichi 6 collegi del Senato, disegnati nel 1993. Immaginare cosa potrebbe succedere nelle competizioni uninominali ci dà un ritorno interessante sulla situazione politica regionale.

La simulazione si basa sull’ipotesi, semplice, che ad aumenti o diminuzioni della percentuale di voto nazionale delle forze politiche corrispondano variazioni identiche e uniformi in tutto il territorio (a esempio, se il centrodestra guadagna 5 punti a livello nazionale, ne guadagnerà 5 in tutti i collegi). È chiaro che si tratta di una semplificazione: nella realtà i voti si muovono secondo percorsi più articolati, tra i vari motivi per effetto di situazioni locali specifiche, della campagna elettorale, del lavoro dei candidati e dei loro sostenitori, anche solo del caso. Tuttavia è un’approssimazione ragionevole e più pulita di altre che aggiungano variabili ulteriori con un margine d’errore. La simulazione traduce i voti dal livello nazionale a quello regionale in base a un indice ponderato sulle elezioni della Camera del 2013 e le europee del 2014; dalla regione ai collegi in base anche alle elezioni regionali del 2015.