VIVI LA MOVIDA
MANIFESTO DELLA NOTTE

Vogliamo una Genova per tutti: spazi, musica, divertimento, cultura, mobilità.

Genova per i giovani è sempre meno accogliente e offre sempre meno opportunità, ogni anno migliaia di ragazzi scelgono di trasferirsi altrove e, allo stesso tempo, in pochi scelgono la nostra città per l’università o per lavorare. Una città senza giovani non è accogliente per nessuno e non ha futuro.

I tempi di vita e di lavoro non sono più gli stessi e ormai tutte le grandi città vivono 24 ore su 24. Per questo serve un approccio opposto a quello dei divieti e delle ordinanze restrittive ma anche a quello dell’assenza di regole. Noi vogliamo un Comune che sia presente, incentivi, regoli e gestisca la notte così come avviene per le ore del giorno.

La movida non può essere demonizzata, chi vive la notte non può essere associato a criminalità, pericolo e degrado. Non si possono costantemente aumentare sanzioni e restrizioni, schierare pattuglie e fomentare un clima di tensione.

Vogliamo una città che offra di più: spazi e occasioni per stare insieme e divertirsi, più musica dal vivo, intrattenimento e offerta culturale. Vogliamo una movida che sia più della semplice offerta di alcolici. Vogliamo che sia più accessibile e distribuita in tutti i quartieri della città, ben servita con trasporti pubblici notturni, che garantisca un ritorno a casa sereno e autonomo per le donne ed in generale i cittadini. Abbiamo deciso di organizzarci per far sentire la nostra voce, non subire le decisioni ma partecipare a determinarle, dar vita a una Genova per i giovani. Perché senza il nostro impegno assisteremo passivamente a una città che si spegne in silenzio.

Questo è il nostro manifesto della notte, un documento di proposte per una Genova per tutti, accogliente e inclusiva, di notte come di giorno.

INDICE

Sindaco della notte Nuovi spazi Nuovi orari Patto per la musica Trasporto pubblico Prevenire non proibire Spazi belli e curati Tornare a casa serene/i Servizi igienici

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IL SINDACO
DELLA NOTTE

Coprogettare la notte per trovare soluzioni condivise e includendo tutti: giovani, residenti, operatori culturali e commercianti.

Una delle più note pratiche di gestione della movida nelle città europee è quella del “sindaco della notte”, una figura istituzionale che promuove l’economia e la qualità della vita nelle ore notturne, ponendosi da mediatore tra la domanda di vita notturna e le esigenze di chi, nei quartieri della movida, ci abita. Una persona in grado di promuovere la scena culturale, artistica e musicale locale dando impulso alla vita economica della città e in grado di favorire lo sviluppo delle periferie senza dimenticare le esigenze dei residenti. L’amministrazione deve essere capace di coprogettare le politiche facendo sedere al tavolo tutte le parti in gioco: commercianti, residenti, operatori culturali e giovani, per trovare soluzione largamente condivise. Il sindaco della notte è quella figura che conosce i diversi mondi e li può mettere in contatto garantendo una buona mediazione ed una progettazione condivisa.

Buone pratiche

Il sindaco della notte è una figura presente nelle principali città europee, da Londra ad Amsterdam. Nel 2016 si è tenuto il primo incontro internazionale tra sindaci della notte, dove si sono condivise le tante buone pratiche sperimentate: dalla metropolitana aperta h24 a Londra, ai locali aperti tutta la notte ad Amsterdam, ai coordinamenti tra associazioni, polizia, protezione civile sviluppatisi per rendere la notte più fruibile per tutti.

NUOVI
SPAZI

Recuperare spazi abbandonati, anche in centro storico, per creare nuove opportunità per i giovani.

A Genova esiste un grande numero di immobili inutilizzati e in stato di abbandono che devono trovare nuove funzioni. L’amministrazione deve attrezzare la città in termini di orari, spazi e servizi. Alcune zone e luoghi fisici (spazi aperti e spazi chiusi) devono essere caratterizzati affinché diventino poli di aggregazione ludico-culturale alternativi alla sola movida da bere e slegati dall’obbligo di consumo, aperti alla gestione e progettazione di giovani energie. Così facendo si può far defluire il numero di persone che impattano sui vicoli del centro storico da una certa ora in poi. Si possono individuare numerosi luoghi sul Ponente, sul Levante e sulle valli genovesi, ad esempio: i forti genovesi, i magazzini del sale, l’ex Caserma Gavoglio, i cinema dismessi, le ville nei quartieri di Sampierdarena, Cornigliano o nel Levante.

Pensiamo che sia importante estendere la movida a tutti i quartieri della città, ma al contempo riteniamo che la vocazione del centro città, ad essere meta della vita notturna non debba essere contrastata, ma gestita e potenziata. Molti spazi che potrebbero fare da cornice ad una vita notturna migliore e più sostenibile si trovano all’interno dello stesso municipio interessato dalla movida, a pochi minuti dai vicoli in cui ad oggi il conflitto con l’abitato è insostenibile. La differenza di vuoti e pieni nello stesso quartiere è palpabile: ci sono vicoli e piazze più frequentate e piazze, o meglio, aree buie che sono completamente desolate.

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NUOVI
ORARI

Dare a spazi esistenti nuovi orari, per creare nuove opportunità per i giovani

Basterebbe immaginare di dare nuova vita a spazi che chiudono presto la loro attività, promuovendo un’ offerta culturale per la seconda parte della notte. Ad esempio i teatri in centro città che finiscono la loro attività alle 23 potrebbero essere al centro di una programmazione condivisa per la seconda parte della notte, i cinema dismessi potrebbero acquisire nuove funzioni. Lo stesso si potrebbe fare con gli spazi del Comune di Genova o della Porto Antico Spa, delle Università in Via Balbi e di Architettura e delle numerose biblioteche, che potrebbero restare aperte oltre le 18, consentendo agli studenti di studiare anche la sera.

Inoltre bisogna dare vita e valorizzare gli spazi aperti della nostra città come i Giardini di Plastica, i parchi comunali presenti in centro città, gli atri dei palazzi dei Rolli del centro storico, che potrebbero diventare la scenografia di nuove espressioni artistiche e creare un’interessantissima commistione tra antico e moderno.

Bisogna co-progettare attività musicali, festival, spettacoli, eventi per la notte in luoghi dove la densità abitativa è ben minore, sia dentro che fuori il centro storico, per allentare le norme sull’inquinamento acustico particolarmente stringenti e sfruttare quei luoghi in cui vi è meno conflitto con i residenti dopo una certa ora, per il minor numero di abitanti.

BUONE PRATICHE

A Bologna dal 2016 sono numerose le biblioteche e le aule studio universitarie che rimangono aperte fino a sera, alcune fino alle 24:00, consentendo agli studenti di studiare più a lungo e a tutti gli orari possibili. Ricordiamo l’utilizzo di spazi come il Mercato dello Statuto e la Commenda di Prè come location per i dj set del festival Electropark all’interno del progetto “Ricordati di Prè”.

UN PATTO PER
LA MUSICA

Promuovere la musica dal vivo e gli eventi culturali con politiche attive: meno burocrazia, agevolazioni fiscali, nuovi spazi.

Il Comune deve instaurare un tavolo permanente con la filiera produttiva musicale genovese e i locali che vogliono promuovere musica dal vivo ed eventi culturali (poetry slam, jam session, performance teatrali, concerti) per favorire la buona movida. Il pubblico deve sostenere quei soggetti privati che intendono promuovere cultura.

Il Comune deve predisporre un piano per:

Favorire semplificazioni burocratiche per licenze e autorizzazioni, unificare gli sportelli comunali per locali e realtà che promuovono iniziative ricreative-culturali (mediando con altri soggetti quali la SIAE) e modificare i limiti delle prescrizioni attraverso deroghe e altri strumenti;

promuovere importanti agevolazioni fiscali sulle tasse comunali per quei locali che promuovono musica dal vivo e insonorizzano i loro spazi;

individuare zone della città in cui si incoraggia l’apertura di locali e si prevede l’organizzazione di eventi, fornendo incentivi economici e supporto progettuale.

Adibire spazi a sale prove gratuite, attrezzate con strumenti ed insonorizzazione, prenotabili dai musicisti e i gruppi musicali che vogliono suonare ed esercitarsi. Attualmente le sale prove a Genova sono tutte private e molto costose.

BUONE PRATICHE

Il comune di Milano promuove il suo Patto della Musica dal 2015 definendo una serie di impegni operativi concordati con tutti i soggetti interessati in città.

TRASPORTO PUBBLICO
ANCHE DI NOTTE

Un nuovo piano per la mobilità notturna, autobus e metro garantiti e gratuiti, a servizio di chi frequenta la movida e di chi lavora.

Serve un nuovo piano per la mobilità notturna. Una città moderna garantisce sempre alcuni servizi, a partire dal diritto alla mobilità. Serve un servizio pubblico di spostamento notturno che permetta alle persone di muoversi in tranquillità e sicurezza attraverso i quartieri della città e che consenta ai frequentatori della notte (giovani, baristi, ristoratori, panettieri, medici, infermieri, spazzini...) di tornare a casa su un mezzo pubblico e non privato. Un tema davvero prioritario sapendo che la prima causa di morte sotto i 24 anni è dovuta ad incidenti stradali, conseguenti in particolar modo all’abuso di alcool.

L’amministrazione comunale ha deciso di rendere gratuiti ascensori, le funicolari e la metropolitana. Questo a prova del fatto che se c’è la volontà politica si possono fare azioni di incentivo all’utilizzo dei mezzi pubblici. Proponiamo quindi che si estenda la gratuità di tutti i mezzi pubblici nelle ore notturne e che ogni 0:30 minuti passi la linea metropolitana e le due linee di autobus sulle direttrici principali della città a Ponente e a Levante, dalla mezzanotte alle 5 di mattina.

BUONE PRATICHE

Da anni il nuovo sindaco di Londra ha deciso di tenere aperta la metro tutta la notte, garantendo un servizio fondamentale non solo per chi vive la notte ma per tantissime persone con le professioni più diverse. Anni fa il comune di Savona aveva organizzato il To_Nite Bus, un servizio mirato per collegare le discoteche della riviera e simile al DiscoBus promosso dalla Regione Puglia.

PREVENIRE NON
PRORIBIRE

Investire nella prevenzione, valorizzare l’esperienza dell’unità di strada, creare zone chill out per dare servizi e non lasciare solo chi ha bisogno di aiuto e supporto

Pensiamo a un serio piano di sensibilizzazione contro l’abuso di alcool e sostanze che coinvolga le scuole e l'unità di strada nelle zone calde della Movida. L’unità di Strada è un servizio di riduzione del danno e prevenzione sull’uso di sostanze psicoattive, che in quanto servizio di bassa soglia opera in strada, a feste e ad eventi con un camper per erogare servizi a chi ne ha bisogno, da parte di operatori qualificati. L’abuso di sostanze e alcool è un tema che non può essere trattato con ordinanze e proibizioni ma dando un’alternativa alla sola movida da bere e investendo nella prevenzione. A questo proposito proponiamo di creare delle zone chill out al piano strada nei vicoli più interessati dalla frequentazione notturna. Gli spazi chill out con divani, poltrone ed altri servizi, sono dei luoghi protetti e accoglienti dove è possibile rilassarsi e riposarsi durante la sera e chiedere supporto. In questi luoghi, presidiati da operatori pari e operatori professionisti, vi saranno numerosi servizi e chiunque potrà accedere per: chiedere aiuto se non sta bene, ottenendo un primo soccorso che limiterebbe gli accessi in ospedale e le chiamate al 112. - andare in bagno, bere acqua o una bevanda calda, mangiare uno snack; - ricaricare il telefono o chiamare amici o genitori se si è sole/i/ o perse/i; - chiamare un taxi per il rientro a casa o aspettare l’autobus per il rientro in un posto sicuro, caldo e protetto; - ricevere informazioni sul consumo di sostanze stupefacenti, effettuare alcool test e ricevere supporto.

BUONE PRATICHE

In Trentino Alto Adige hanno avviato una interessante campagna di informazione sulle sostanze portata avanti tramite la peer education, un sistema di insegnamento reciproco, tra pari.

A Firenze dal 2001 è attivo presso il Centro Java un servizio di Chill out urbana, che da anni opera sul territorio con progetti di prevenzione e supporto, servizi ed attività culturali.

Anche a Perugia da alcuni anni è attiva la chill out urbana Piano B, uno spazio rivolto ad adolescenti e giovani dove trovare gratuitamente informazioni sulle sostanze stupefacenti, supporto da operatori qualificati ed altri servizi quali consulenze legali, informazioni sulla prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili e di sostanze psicoattive.

FAVORIRE SOCIALITÀ
IN SPAZI BELLI E CURATI

Panchine, piante e installazione per rendere il quartiere più fruibile e accogliente.

A Genova mancano gli spazi fisici per sedersi liberamente e socializzare. Chiediamo l’installazione di panchine fisse e/o spostabili e modulabili nelle piazze del centro storico, per favorire la socialità slegata dal consumo (ad oggi, ci si può sedere anche solo per parlare, solamente se si consuma).

Inoltre chiediamo la rimozione di strutture ed elementi architettonici non inclusivi che respingono e limitano le persone.

Secondo la teoria sociologica delle “finestre rotte”, spazi degradati chiamano condotte devianti, al contrario, spazi curati aumentano il grado di affezione e rispetto del territorio da parte di chi lo attraversa e disincentivano comportamenti predatori. Chiediamo di finanziare murales, piante, installazioni e mostre open air per abbellire i vicoli genovesi. L’esempio della Design Week dello scorso Giugno, con il lascito al quartiere del Molo di numerosissime piante, è stato un ottimo esempio di ciò.

TORNARE A CASA
SERENE/I

Solidarietà e mutuo aiuto per garantire a tutte e tutti un ritorno a casa sereno

Il ritorno a casa, specie per le ragazze, è spesso motivo di preoccupazione e fonte di pericoli. In contrasto al coprifuoco e alla militarizzazione di alcune aree della città, che spesso altro non fanno che aumentare la percezione di insicurezza, proponiamo delle formule di solidarietà e mutuo aiuto tra giovani, che il Comune dovrebbe promuovere. Pensiamo alla creazione di un'App per mettere in contatto ragazze che fanno lo stesso tragitto per tornare a casa, dei canali telegram in cui aggiornarsi sui tragitti percorsi e in cui tenersi compagnia in videochiamate durante i tratti in cui si è sole. Il Comune potrebbe anche promuovere servizi di ritorno a casa e mobilità condivisa e autogestita; le linee notturne anche se potenziate non potrebbero raggiungere tutte le zone della città e laddove verrebbero a mancare, potrebbero essere integrate a servizi alternativi, come ad esempio un bla bla car urbano.

SERVIZI IGIENICI
IN CENTRO STORICO

Installare bagni chimici, allestire servizi nei beni già di proprietà del comune per garantire un servizio minimo fondamentale

L’accesso ai bagni dei locali può avvenire solo se si consuma e spesso le code sono talmente lunghe, o i servizi in uno stato tale di intasamento, che non si riesce ad accedervi anche quando si ha consumato.

Proponiamo l’installazione di numerosi bagni chimici a lato delle piazze e dei vicoli più frequentati, e l’allestimento di bagni fissi negli spazi e nei fondi di proprietà del Comune o Arte, come alcuni punti Amiu, nei beni confiscati alle mafie e nei fondi al piano strada inutilizzati. Questi luoghi, specialmente i bagni per le donne, si prestano come punti informativi per la prevenzione della violenza di genere, per la promozione di iniziative di solidarietà quali la App sopra descritta, per la distribuzione gratuita di assorbenti. In questi locali si dovrebbe prevedere la distribuzione di materiale sui rischi di abuso di sostanze e condotte a rischio e promuovere la distribuzione di preservativi.

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