May 21, 2017

Manifesto della notte

La movida è cultura, opportunità, intrattenimento ed è anche un’economia. Vogliamo sviluppare un mondo di attività creative e culturali ma anche potenziare i servizi per rendere la nostra città vivibile, accogliente e sicura a tutte le ore del giorno e della notte.

Genova è la sesta città italiana, non ha nulla da invidiare a tante altre città europee e crediamo che sia pronta per rilanciare e promuovere la sua vita notturna. In questi ultimi anni la presenza dei turisti è cresciuta vertiginosamente, inoltre i tempi di vita e di lavoro non sono più gli stessi e ormai tutte le grandi città vivono 24 ore su 24.  

Un approccio opposto a quello dei divieti e delle ordinanze restrittive ma anche a quello dell’assenza di regole. Noi vogliamo un Comune che sia presente, incentivi regoli e gestisca la notte così come avviene per le ore del giorno. La nuova identità di Genova passa anche da qui: un mondo di nuove opportunità.  

Alcuni dati: 19 milioni di Italiani dichiarano di frequentare la movida. Secondo la Federazione italiana pubblici esercizi, la Fipe, l’economia della notte (tra bar, discoteche e locali) vale un fatturato attestato di 5,3 miliardi di euro a cui si sommano 2,5 miliardi di trasporti (in particolare taxi e car sharing),  1,4 miliardi (cinema, concerti e teatro) e 4 miliardi legati al wellness.

Le nostre proposte 

Il sindaco della notte. Una delle più note pratiche di gestione della movida nelle città europee è quella del “sindaco della notte”, una figura istituzionale che promuove l’economia e la qualità della vita nelle ore notturne, ponendosi da mediatore tra la domanda di vita notturna e le esigenze di chi, nei quartieri della movida, ci abita. Una persona in grado di promuovere la scena culturale, artistica e musicale locale dando impulso alla vita economica della città, favorire lo sviluppo delle periferie senza dimenticare le esigenze dei residenti. L’amministrazione deve essere capace di coprogettare le politiche facendo sedere al tavolo tutte le parti in gioco: commercianti, residenti, operatori culturali e giovani, per trovare soluzione largamente condivise e c’è bisogno di una persona che conosca i diversi mondi e li metta in contatto e che sappia fare mediazione e progettazione. 

Buone pratiche: Il sindaco della notte è una figura presente nelle principali città europee, da Londra ad Amsterdam. Nel 2016 si è tenuto il primo incontro internazionale tra sindaci della notte, dove si sono condivise le tante buone pratiche sperimentare: dalla metropolitana aperta h24 a Londra, ai locali aperti tutta la notte ad Amsterdam, ai coordinamenti tra associazioni, polizia, protezione civile sviluppatisi per rendere la notte più sicura. 

Nuovi spazi e nuovi orari.  A Genova esiste un grande numero di immobili inutilizzati e in stato di abbandono che devono trovare nuove funzioni. La prossima amministrazione deve attrezzare la città in termini di orari, spazi e servizi. Alcune zone e luoghi fisici (spazi aperti e spazi chiusi) devono essere caratterizzati affinchè diventino poli di aggregazione ludico-culturale alternativi alla sola movida da bere. Così facendo si può far defluire il numero di persone che impattano sui vicoli del centro storico da una certa ora in poi. 

Genova ha modificato la sua zona portuale nel ’92, tuttavia l’expo non è ancora vissuto e attraversato al pieno delle sue potenzialità e rimangono vuoti e degradati tutta una serie di capannoni ed edifici ex industriali di proprietà dell’Autorità Portuale, della Porto Antico Spa (magazzini del sale, ponte parodi), del Comune di Genova (mercato del pesce). 

I forti di Genova, da poco entrati in possesso del Comune, le zone aperte come i giardini di plastica, altri parchi pubblici cittadini possono diventare dei poli attrattivi dopo la mezzanotte, favorendo il defluire delle persone dai vicoli da una certa ora in poi. 

I palazzi dei Rolli nel centro storico e le ville nei quartieri di Sanpierdarena, Cornigliano o nel Levante possono essere aperti alla gestione e progettazione di giovani energie, diventando la scenografia di nuove espressioni artistiche, rivolte anche ad un pubblico più vario, creando un’interessantissima commistione tra antico e moderno.

Alcuni dati:  La Liguria è la regione italiana con la più alta densità di beni culturali, architettonici e paesaggistici: 121 unità per 100 km2. Un patrimonio poco valorizzato visto il livello occupazionale nell’ambito dei settori culturali e creativi è poco più che la metà della media nazionale: 174 punti in Liguria, contro una media 329 a livello nazionale. 

Bisogna co-progettare attività musicali, festival, spettacoli, eventi per la notte in luoghi dove la densità abitativa è ben minore che in centro storico, dove si possano allentare le norme sull’inquinamento acustico particolarmente stringenti, in cui c’è per forza di cose meno conflitto con i residenti dopo una certa ora per il minor numero di abitanti.

Un patto per la musica. Il Comune deve instaurare un tavolo permanente per favorire la buona movida con la filiera produttiva musicale genovese e i locali che vogliono promuovere musica dal vivo ed eventi culturali. Dobbiamo pensare a semplificazioni burocratiche per licenze e autorizzazioni, all’unificazione degli sportelli comunali, ad agevolazioni fiscali ai locali che promuovono la musica dal vivo e insonorizzano i loro spazi, all’individuazione di zone della città in cui si incoraggia l’apertura di locali e si prevede l’organizzazione di eventi, alla modifica dei limiti delle prescrizioni attraverso deroghe e altri strumenti.

Buone pratiche: il comune di Milano promuove il suo Patto della Musica dal 2015 definendo una serie di impegni operativi concordati con tutti i soggetti interessati in città.

Un nuovo piano per la mobilità notturna. Una città moderna garantisce sempre alcuni servizi, a partire dal diritto alla mobilità. Pensiamo a un servizio pubblico di spostamento notturno che permetta alle persone di muoversi in tranquillità e sicurezza attraverso i quartieri della città e che consenta ai frequentatori della notte di tornare a casa su un mezzo pubblico e non privato. Un tema davvero prioritario sapendo che la prima causa di morte sotto i 24 anni è dovuta ad incidenti stradali, conseguenti in particolar modo all’abuso di alcool.

Buone pratiche: da quasi un anno il nuovo sindaco di Londra ha deciso di tenere aperta la metro tutta la notte, garantendo un servizio fondamentale non solo per chi vive la notte ma per tantissime persone con le professioni più diverse. Negli ultimi anni il comune di Savona ha organizzato il To_Nite Bus, un servizio mirato per collegare le discoteche della riviera e simile al DiscoBus promosso dalla Regione Puglia.

Prevenire non proibire. Pensiamo a un serio piano di sensibilizzazione contro l’abuso di alcool che coinvolga le scuole ma anche ad una unità di strada nelle zone calde della Movida. Un tema che non può essere trattato con ordinanze e proibizioni ma dando un’alternativa alla sola movida da bere e investendo nella prevenzione. 

Buone pratiche: in Trentino Alto Adige hanno avviato una interessante campagna di informazione sulle sostanze portata avanti tramite la peer education, un sistema di insegnamento reciproco, tra pari.

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  • published this page in 5 proposte 2017-05-21 11:26:32 +0200