Marianna Pederzolli

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Marianna Pederzolli - chi sono

Vivo a Genova, città che amo e che voglio continuare a cambiare per poter restare. Cinque anni fa, pochi mesi prima della maturità, sono diventata la più giovane consigliera Comunale nella città più vecchia d’Europa: una voce per una generazione che non aveva mai trovato il giusto spazio dentro alle istituzioni.

Il mio primo giorno in Consiglio scrissi: "Qui si rischia di perdere il contatto con la realtà e di rimanere ancorati alle rosse poltrone di Tursi dimenticandosi dell’altra faccia della politica, quella che si fa parlando con i cittadini, innescando processi partecipativi, rimanendo radicati sui territori, vicino alle categorie di persone che vuoi rappresentare e ai loro problemi. Il rischio è che la poeticità e la forza dirompente degli ideali politici vengano smorzate dalla prosa delle procedure burocratiche."

Quando lo rileggo, tralasciando lo stile tipico di quando frequentavo il liceo Colombo, un po’ mi emoziono. So di aver superato quella naturale inesperienza iniziale e mi rendo conto, con coscienza, di come quelle parole debbano rimanere il timone fondamentale del mio servizio politico.

In questi anni ho combattuto per i diritti, per il riutilizzo degli spazi, per gli investimenti sulla creatività. Ho lavorato sulla partecipazione attiva portando più di mille ragazzi delle scuole genovesi ad animare quelle poltrone rosse, ho presieduto la Commissione per le Pari Opportunità, ho impiegato molte delle mie giornate a incontrare, discutere, condividere proposte e progetti insieme a cittadini e ad associazioni.

Oggi, mi candido assieme a un gruppo di giovani conosciuto in questi anni per portare avanti le nostre idee e dare un volto nuovo alla città. Vogliamo una Genova vivibile, sostenibile, inclusiva e solidale e facciamo politica, A Sinistra, perché non riusciamo a rimanere indifferenti di fronte alle ingiustizie del presente.



Reddito minimo

Il reddito minimo si rivolge ai giovani, è proporzionale al bisogno fino al superamento della soglia di povertà. Viene erogato a patto che si cerchi un lavoro o ci si dedichi allo studio.

La proposta consiste nell’istituzione di un reddito minimo d’autonomia comunale, secondo il modello di Bari. Lo strumento in questione prevede l’attribuzione di un assegno mensile, e un insieme di servizi per garantire a tutti una vita dignitosa, attraverso la promozione di percorsi di autonomia personalizzati: studio, formazione, collocamento, educazione, terapia, riabilitazione o assistenza.



Nuove aree verdi e pedonali

Un piano di riuso degli spazi inutilizzati della città per darli a nuove attività creative e giovanili. Un piano di demolizioni per creare nuovi spazi al posto di edifici fatiscenti

Secondo il modello di molte città dall’importante storia industriale (Essen, Berlino, Manchester), l’amministrazione comunale deve mettere a disposizione di attività creative e imprenditoriali un vasto numero di spazi a canone quasi simbolico, e senza filtri in accesso. Attraverso adeguati sistemi di bandi e progetti, si possono creare condizioni favorevoli che permettono lo sviluppo di attività produttive e di posti di lavoro in settori qualificati e competitivi. Inoltre, rivolgiamo questa proposta in particolare alla creatività giovanile.

Le pedonalizzazioni sono volte alla creazione di spazi di vita per le persone, in una città che ha pessimi indicatori di vivibilità, se messa a confronto con altri grandi comuni.



Zero case sfitte

Vogliamo dare contributi a chi ristruttura case sfitte a patto che le metta a disposizione a canoni agevolati. In centro storico può nascere così un nuovo quartiere universitario.

La proposta s’inserisce in un contesto di disagio abitativo, di abbandono e degrado edilizio (oltre 30.000 alloggi vuoti, 51% di case in cattive condizioni a Prè), e di crollo dei valori immobiliari (fino a 10, 15% in un anno a seconda dei quartieri), cui l’edilizia popolare non dà adeguata risposta, soprattutto per le fasce d’età più giovani che cercano casa.