I missili di Gheddafi e la Ministra della Difesa

I missili di Gheddafi e la Ministra della Difesa

Lorenzo Azzolini


Jun 03, 2018

Fondi occulti dei servizi segreti, diplomatici ed ex Ministri degli Esteri, mercenari e specialisti in cyber security, ci sono tutti gli ingrendienti di un libro di John Le Carrè e invece sono solo alcuni dei fatti in cui mi sono imbattuto cercando di capire cosa abbia fatto Elisabetta Trenta prima di diventare Ministra della Difesa.

La storia, di base, è già stata raccontata da Repubblica e dal Fatto Quotidiano. La neoMinistra è stata per anni dirigente di SudgestAid, società che ha ingaggiato il contractor Gianpiero Spinelli per addestrare ex miliziani in Libia. La storia che c’è dietro però è intricatissima, e abbiamo provato a rappresentarla con alcune infografiche per chiarirla meglio.

I fatti principali risalgono al biennio 2011/2012, anni d’oro per la SudgestAid, no profit per cui Elisabetta Trenta lavora dal 1999 e che riceve una serie di appalti dal Ministero degli Esteri finanziati per vari milioni di euro. Uno di questi, in particolare, è balzato all’attenzione della cronaca: un progetto per riaddestrare ex miliziani libici a fare le guardie dei siti archeologici. Un impegno che vale mezzo milione di euro, incaricato di realizzarlo è la Stam, società di contractors che fa capo a Gianpiero Spinelli.



Scrive Spinelli:

"Nonostante SudgestAid Scarl abbia maturato una radicata esperienza nel campo delle attività di assistenza allo sviluppo, partecipazione e cooperazione nelle aree di post-conflitto come Afghanistan, Iraq, Libano, era stata sempre supportata dal contingente militare italiano, ma nel caso della Libia questo non era possibile perché la presenza militare italiana in quel contesto era assolutamente inesistente. L’altissimo livello di criticità e l’instabilità del paese spinsero SudgestAid a contattare Gianpiero Spinelli e STAM ai fini di mettere appunto un programma d’intervento concernente un progetto pilota per la riduzione degli armamenti illegali in Libia, in un quadro di consenso e di sviluppo, partecipazione e cooperazione.

 

"Il progetto viene approvato dal MAE e immediatamente trasmesso all’Ambasciata Italiana a Tripoli e agli organi d’informazione e sicurezza responsabili del controllo e fiscalizzazione del programma. A partire da quel momento il personale di SudgestAid insieme a Gianpiero e al personale di STAM iniziano una profonda operazione di pianificazione delle operazioni di campo, prima in Italia e poi direttamente in Libia tramite diversi assessment e scambi informativi con il personale dell’Ambasciata Italiana e del MAE. Dopo diversi mesi il personale dei servizi di informazione e sicurezza in un meeting con il personale di Sudgest Aid e di STAM comunica che il progetto di disarmo e riduzioni degli armamenti illegali non può essere portato avanti per ovvi motivi legati alla sicurezza . A seguito di questo il MAE decide di trasformare il progetto nell’addestramento di un nuovo corpo di polizia turistica che si sarebbe occupato della sicurezza dei siti archeologici di Sabratha e Cyrene.”  



Secondo la Repubblica e il Fatto Quotidiano dietro la generica indicazione di riduzione delle armi illegali si celava la delicata missione di “recuperare missili terra-aria rubati dagli arsenali di Gheddafi”. Come scrive lo stesso Spinelli il progetto è poi mutato, trasformandosi nell’addestramento di circa 134 ex-miliziani. 

Una questione di sicurezza nazionale in appalto ai privati” fa notare Gianluca Di Feo, cronista di Repubblica che ha sollevato il caso. Trama da spionaggio o film d’azione, oppure oggetto di una ricerca di Elisabetta Trenta nel suo ruolo di docente per l’università Link che ha approfondito e studiato le “guerre per procura”, cioè quei conflitti in cui uno stato si affida a terzi per perseguire obiettivi tattici-strategici di suo interesse. Solo per fare un esempio possiamo ricordare il sostegno dato dagli Americani ai Mujaheddin afghani contro i sovietici. Lo studio della Trenta purtroppo non racconta se l’Italia abbia combattuto o stia combattendo guerre per procura, certamente quell’appalto resta tutto da chiarire, anche perchè il progetto non si è concluso ma dal 2012 ad oggi è solo stato sospeso. 

L’ultimo tassello del puzzle è il Ministero degli Esteri. In quegli anni ci sono Franco Frattini Ministro e Vincenzo Scotti Sottosegretario, che sono anche, rispettivamente, docente e presidente-fondatore della Link University, la stessa in cui insegnano anche la Trenta e Spinelli. L’università, insieme alla Stam di Spinelli e alla SudgetsAid e altre 10 società, ha costituito un consorzio, il Criss, di cui la Trenta è stata presidente dal 2011 al 2013. Il Criss “(Consortium for research on intelligence and security services) ha l’ambizione di essere “il primo polo sulla sicurezza in italia, in grado di offrire soluzioni integrate globali di altissimo livello tecnologico e umano”. 

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In quegli anni Spinelli porta alla Link University, tramite il Criss, esponenti di compagnie militari private di tutto il mondo e organizza vari corsi anche per i servizi segreti italiani. Non è il solo legame tra l’università privata di Roma e il mondo degli 007. Nella sua attività politica Franco Frattini è stato presidente del COPACO, il Comitato di controllo sui servizi segreti, Vincenzo Scotti è stato al centro di una inchiesta in cui era accusato, in quanto Ministro dell’Interno, di aver usato fondi neri del Sisde per una speculazione edilizia. Il caso è poi finito in prescrizione. Del Criss inoltre fa parte anche la fondazione Icsa, fondata nel 2009 da Cossiga e Minniti che ne è stato presidente fino a quando Renzi non l’ha chiamato al governo, Responsabile dei servizi segreti prima, Ministro dell’Interno poi. 

Al netto di tutte queste relazioni sembra che gli anni d’oro della SudgestAid di Elisabetta Trenta si siano sostanzialmente fermati al biennio 2011/2012. Stando al curriculum della Ministra pubblicato sul sito del Ministero della Difesa non ci sono stati nuovi progetti, anche se quelli finanziati in quegli anni proseguono tuttora. Attualmente il sito internet della no profit è offline e la pagina Facebook non viene aggiornata da un sacco di tempo.  

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Si tratta di coincidenze? Circostanze del tutto fortuite? Potrebbe ovviamente essere così, ma i dubbi restano molteplici. Gianpiero Spinelli, sul suo sito, inserisce la SudgestAid nell’elenco delle PMSC, un acronimo che indica le compagnie militari private, per cui ha lavorato. L’attuale Ministra della Difesa quindi ha diretto i progetti per una compagnia militare privata? O quantomeno concorderebbe con la definizione data dal suo collega della ONG per cui lavora?

Fino a poco tempo fa i grillini dovevano sottostare, prima di una candidatura, a una graticola, cioè una serie di domande a raffica da parte dei militanti. Vorranno seguire questa procedura anche con la Ministra Trenta? E lei, sarebbe disponibile?

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Riferimenti

CV Elisabetta Trenta www.difesa.it

Bio e Progetti Gianpiero Spinelli www.gianpierospinelli.co.uk

Stam e Criss, sito ufficiale www.stamsolutions.com

Governo, Trenta e l’ombra dei contractor: la prof. guerriera, Stefano Feltri e Carlo Teccewww.ilfattoquotidiano.it

I contatti con Mosca e con gli 007 negli affari dell'università a 5 Stelle, Gianluca Di Feo la Repubblica