Rete a Sinistra ribadisce la sua contrarietà alla decisione di ATP spa di non esercitare il diritto di prelazione sulle azioni messe in vendita da Smc, permettendo così a un nuovo socio privato di entrare, senza gara, nella proprietà di un’azienda a partecipazione pubblica, in un modo peraltro non esente da perplessità procedurali che, a nostro avviso, non sono del tutto risolte.

È sicuramente positivo che la decisione possa essere accompagnata dalla definizione di vincoli ai quali i futuri soci dell’azienda dovranno attenersi, cosa che dimostra quantomeno che alcune delle sollecitazioni avanzate in questi giorni hanno opportunamente trovato un riscontro positivo; ma non è sufficiente. «Siano date indicazioni precise sul mantenimento della maggioranza azionaria in mano pubblica – dichiara il consigliere regionale Gianni Pastorino, condividendo le posizioni prese dal direttivo regionale di Rete a Sinistra –; sono indispensabili garanzie sul piano occupazionale: un livello minimo di garanzia che andrebbe però ampliato anche al resto della gestione complessiva, per esempio alla qualità e alle modalità di erogazione del servizio». Considerato che l’ultimo piano industriale approvato ha già imposte tagli alle corse, producendo un impatto pesantemente negativo sui cittadini interessati.

«Non solo: pare che nei patti non siano inserite penali per il chi acquisterà le quote, qualora non rispettasse gli accordi: un dato molto preoccupante, che se fosse confermato diminuirebbe drasticamente la possibilità di intervento del pubblico sul privato».

Quello che si apre oggi è uno scenario ancora tutto da definire. Per Rete a Sinistra l’ingresso di un nuovo socio finanziario in un’azienda che si occupa di trasporto pubblico aumenta i dubbi sull’esito del percorso relativo alla gestione complessiva del comparto, che vedrà il punto più critico nella gara per il bacino regionale. In quest’ultimo scenario, sono chiamate in causa le responsabilità direttamente attribuite alle scelte della Giunta Toti: «anzitutto è preoccupante l’affossamento dell’agenzia regionale per il trasporto, per motivi tutti politici – sottolinea Pastorino -; è strumento necessario per ottimizzare costi e servizi. Inoltre, non dimentichiamo a mancata progettazione di un sistema integrato ferro/gomma; e il collegamento costa/entroterra ancora deficitario, ulteriormente penalizzato anche dall’ultima riorganizzazione del servizio ferroviario».