Jan 26, 2018

Numeri e idee per Sampierdarena e San Teodoro

A Genova c’è un luogo che è al tempo stesso una delle zone con la maggior concentrazione di anziani soli, ma anche di giovani e di residenti stranieri; il cuore del tessuto produttivo cittadino per più di un secolo, oggi decisamente ridimensionato. Un luogo popoloso quanto Savona, che presenta decine di vuoti urbani di grandi dimensioni ed un grande patrimonio culturale trascurato, nel centro della città metropolitana.

In poche parole, un luogo delle possibilità e del cambiamento. E’ possibile sviluppare il turismo a Sampierdarena? Come mettere a sistema i grandi e piccoli vuoti urbani dei quartieri? La desertificazione delle abitazioni è un problema che il Municipio può risolvere? Come affrontare la multiculturalità del territorio?

Ecco le proposte che abbiamo presentato lunedì 22 gennaio per chiedere a tutte le forze politiche di sinistra e progressiste del territorio di partecipare e confrontarsi, per capire se c’è un programma comune attorno a cui costruire un progetto politico che non lasci il Municipio in mano alle vuote retorica delle destre.


CENSIMENTO IMMOBILI SFITTI

Riqualificazione e convivenza: uniamo le generazioni per darci un futuro

Il degrado postindustriale e il conseguente crollo demografico hanno abbassato il prezzo degli immobili del Municipio, favorendo il costante insediamento di fasce deboli di popolazione: un vero e proprio circolo vizioso che si continua ad alimentare.

Il costo della residenza è una problematica da analizzare con attenzione, ponendo come possibile punto di partenza la riclassificazione dei valori catastali. Altra questione centrale, come in tutta Genova, è quella legata agli immobili sfitti. La nostra proposta, per individuare soluzioni a questo tema spinoso, consiste nel censire gli immobili sfitti nel Municipio Centro Ovest, per quanto siano in numero minore rispetto ad esempio al Centro Est, per individuarne proprietà e caratteristiche e, in un secondo momento, stabilirne un piano di riutilizzo. Questa operazione ha lo scopo di promuovere iniziative di riqualificazione e riutilizzo con maggiore consapevolezza ed efficacia.

Un passaggio successivo è la creazione di un piano di social housing in collaborazione con SPIM, la società partecipata del Comune, da attuare nei territori degradati del Municipio, affinché si possa attuare una reale riqualificazione delle zone interessate. Gli studenti universitari possono essere eventuali destinatari degli immobili, pensando anche a progetti di convivenza con gli anziani soli del quartiere.

In questo piano strategico è certamente da includere il recupero degli immobili confiscati alla criminalità organizzata presenti sul territorio, afferenti alla più grande confisca del Nord Italia, la confisca Canfarotta.


EDIFICI DISMESSI E PEDONALIZZAZIONI

Parlare di periferia significa opportunità, un futuro a misura d’uomo, un presente più “green”

Il Municipio Centro Ovest ha una delle più alte concentrazioni di edifici dismessi di Genova: i Magazzini del Tabacco, la Rimessa AMT di Via Rolando, l’area Enel di Via Pacinotti, Forte Crocetta, l’ex Mercato di Via Bologna ed i voltini di Via Buranello. Queste aree del Municipio di conseguenza potrebbero trasformarsi in qualsiasi cosa.

Spesso sono stati fatti progetti su questi spazi, sempre isolati e mai integrati con il contesto urbanistico e sociale, e con gli altri vuoti. È necessario mappare questi vuoti e considerarli come occasioni di sviluppo territoriale concreto. Nello specifico, i voltini potrebbero ospitare associazioni e giovani artigiani, con canoni d’affitto simbolici per incoraggiare l’insediamento di attività. Questi luoghi possono essere potenzialmente destinati ad attività imprenditoriali sperimentali con agevolazioni ad hoc e incentivi economici, così come i fondi inutilizzati deputati agli edifici pubblici. Queste trasformazioni sono già in corso d’opera, con i lavori del cosiddetto Bando delle Periferie.

Sarà fondamentale, per il Municipio, controllare l'esecuzione di queste realizzazioni (18 milioni di fondi statali e 6 comunali) che, a risanamento completato, possono diventare volano e polo di attrazione dei nostri quartieri (in special modo del Palazzo Fortezza, ex Mercato ovo-avicolo, biblioteca Gallino, mercato di piazza Treponti), con la previsione di nuove attività non solo commerciali, ma anche artigianali e di servizi.

Un discorso analogo deve riguardare gli spazi sulle alture: Forte Crocetta, le ex-batterie di Granarolo, Forte Tenaglie, abbandonati o ancora sotto utilizzati, che possono essere messi a sistema per la creazione di un Green Print delle alture del Centro Ovest.

A quest’opera di recupero degli edifici deve corrispondere un ridisegno della viabilità, con l’inderogabile pedonalizzazione del centro storico di Sampierdarena, da Via Buranello, fino a tutta la zona tra Via Sampierdarena e Via Cantore.


UN QUARTIERE AL SERVIZIO DI SCUOLE E UNIVERSITÀ

La forza vitale dei giovani deve fornire nuova linfa ad un quartiere che deve tornare a crescere

Nel Centro Ovest c’è la più alta concentrazione di scuole superiori di tutta la città: Piazza Montano ne è il perfetto esempio, e gli studenti che la frequentano per la maggior parte non sono residenti in loco, nonostante transitino quotidianamente dal quartiere.

Non c’è bisogno di creare luoghi che siano attrattivi, ma di definire servizi che potenzino il quartiere e lo rendano maggiormente frequentabile per chi già lo attraversa saltuariamente.

Sampierdarena può sistematizzare questa sua caratteristica, instaurando rapporti con i dirigenti scolastici, investendo sui luoghi dove gli studenti possano studiare, sviluppare socialità, svagarsi e consumare i pasti: vivere il quartiere anche e soprattutto fuori dalle ore scolastiche. Un ruolo cardine deve essere assunto quindi dal Centro Civico Buranello, da potenziare e sviluppare.

I tanti studenti delle scuole secondarie rappresentano quindi una risorsa su cui investire concretamente che può essere proficua per il quartiere, per i suoi servizi e la sua promozione, con l’obiettivo fondamentale di far sì che i giovani siano coinvolti nella quotidianità del Centro Ovest. Le competenze dei giovani studenti possono essere messe a disposizione dei cittadini del Municipio per creare momenti di confronto e scambio intergenerazionale, dando vita a progetti che rivoluzionino la gestione degli spazi pubblici, senza dimenticare il coinvolgimento della ricca ed eterogenea realtà dell’associazionismo locale.

Allo stesso tempo, oltre agli studenti liceali, inaspettatamente non sono pochi gli universitari fuori sede che scelgono di vivere a Sampierdarena, specialmente tra Via Buranello e Via Sampierdarena, in virtù di veloci collegamenti pubblici col centro ed il resto della città, e di affitti convenienti.

Questa popolazione silenziosa può e deve essere valorizzata, investendo tempo, denaro e spazi in servizi per gli studenti universitari, esercizi commerciali convenzionati (bar, fast o self service ecc…), spazi di studio attrezzati e luoghi di svago ed aggregazione, collaborando attivamente con l’Università degli Studi di Genova e con l’Ente Regionale che si occupa del diritto allo studio, ALFA LIGURIA. I grandi spazi “vuoti” che il Centro Ovest offre possono essere riconvertiti in possibili residenze o sedi universitarie, per restituire vitalità e presidi a quartieri che vanno spopolandosi.



SAN BENIGNO: LA TERZA CIRCOSCRIZIONE DA RECUPERARE, LA SFIDA DELLA EX CENTRALE ENEL

I luoghi di San Benigno: un presente complicato che dobbiamo trasformare in un futuro di aggregazione e sviluppo

L’abbattimento del Promontorio ha dato vita a ciò che potremmo definire una sorta di “terzo quartiere” fantasma: la zona di San Benigno, di via di Francia e del WTC. L’area in questione rappresenta un forte distacco urbano tra Sampierdarena e San Teodoro, e viene spesso presa ad esempio di desertificazione territoriale.

Nonostante le apparenze però l’area è ricca di vita: il Circolo dell’Autorità Portuale (CAP), Music for Peace, gli uffici che ospitano centinaia di lavoratori, alcune attività commerciali. A poca distanza troviamo il Terminal Traghetti, la Lanterna, l’ex Centrale Enel, la Sala Chiamata del Porto e, infine, i Giardini del Matitone, luogo quasi dimenticato dalla cittadinanza dotato di validissime potenzialità presenti e future.

La sfida è tanto complessa quanto chiara: immaginare e sviluppare un’area che coniughi spazi lavorativi e di svago, un piazzale della musica e della solidarietà per lo sviluppo futuro di Music for Peace, e un potenziamento delle attività del CAP come luogo di aggregazione giovanile.

Recuperare e riqualificare l’area significa anche rinsaldare la lontananza urbana percepita tra Piazza Dinegro e Piazza Barabino. Per fare ciò, sarà necessario procedere con interventi mirati: una migliore illuminazione, un arredo urbano che si sviluppi tra le due zone, unitamente ad una segnaletica verticale ad hoc. Ancora, sarà molto importante sfruttare con più continuità la Stazione Ferroviaria di Via di Francia, fino ad ora poco impiegata.

La riqualificazione della Centrale Enel della Lanterna rappresenta sicuramente un potenziale punto di svolta per il territorio, sia per la sua posizione strategica che per la grandezza del sito. L’ipotesi di installarvi il Polo Petrolchimico è da scartare fermamente: occorre un grande concorso di idee per riprogettare l’utilizzo di quello spazio, già oggetto di studi, allo stesso modo in cui la stessa ENEL si è attivata presso altre sue ex-centrali (Bari e Alessandria, in primis).

Nello specifico, bisognerebbe salvaguardare la storia della Centrale e dell’area, riconoscendone il valore archeologico industriale, facendo sì che diventi la sede per un museo sul Lavoro e sul Mondo Operaio genovese nel Novecento, in collaborazione con l'Autorità Portuale, la Sala Chiamata, il CAP, la Fondazione Ansaldo e le organizzazioni sindacali, da sempre attive su questi temi. La riqualificazione della Centrale deve essere interconnessa con lo sviluppo della Lanterna e dell’area di San Benigno, garantendo in questo modo un altro sbocco al mare per i quartieri del Municipio.

Proprio a riguardo del sito della Lanterna, è necessario rafforzare i mutui rapporti con lo Studio Labò e con gli Amici della Lanterna (che in questi anni hanno contribuito al rilancio dell’area in collaborazione con Palazzo Reale) e ampliarne l’uso pubblico e privato (eventi, matrimoni etc.).

Questi sbocchi al mare possono essere potenziati con il servizio Nave Bus, che già collega il Porto Antico e Pegli, e che potrebbe fare delle tappe intermedie a beneficio di lavoratori, studenti e turisti.



TURISMO

Le ville di Sampierdarena e San Teodoro: i Rolli del Centro Ovest, una splendida realtà, un futuro concreto

Il Municipio Centro Ovest presenta una concentrazione di opere architettoniche di pregio, in primis le decine di Ville cinquecentesche, oggi adibite ai più vari utilizzi. Molte, alle spalle di facciate sobrie e spesso ingannevoli, nascondono interni di grande valore.

In tal senso, il “brand” dei Palazzi dei Rolli fa scuola: l’idea è di riproporlo ed esportarlo per le Ville di Sampierdarena e San Teodoro. Vanno letti in questa chiave una vasta promozione turistica con cartelli dedicati, un info point, e la stretta collaborazione con l’Università di Genova, le scuole, gli enti turistici e crocieristici. Almeno una volta all’anno, con un evento dedicato, è fondamentale restituire vita a questi spazi con l’apertura delle Ville. Tutti strumenti necessari per raggiungere l’ambizioso obiettivo di riqualificare questo patrimonio del territorio e di tutto il Nord Italia.

Si può però andare oltre, dare ulteriori letture e riscoprire altre bellezze del nostro Municipio: i siti di archeologia industriale, le numerose torri cinquecentesche e più antiche, finora poco considerate dagli studi architettonici e storici.



MULTICULTURALITÀ, COESIONE SOCIALE, ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE

Collaborazione e condivisione non devono essere slogan, ma soluzioni per l’integrazione sociale e culturale

Tre quartieri del Municipio presentano indici elevati di disagio sociale: basso reddito, forte percentuale di cittadini immigrati, molti anziani soli.

Sampierdarena e San Teodoro hanno lunghe tradizioni di collaborazione reciproca e mutualismo, di tutti i tipi e colori, che hanno sempre caratterizzato fortemente queste aree. Il territorio è tutt’ora ricco di associazioni e realtà svariate che operano nel settore dell’assistenza e del mutuo aiuto. Una potente rete di cittadini, associazioni e realtà variegate può fare realmente la differenza, e molti territori ne sono effettiva dimostrazione: nei quartieri del Municipio questa rete può essere ulteriormente incentivata e promossa, comprendendo ma allo stesso tempo andando oltre i CIV, che hanno invece altre caratteristiche e priorità, perlopiù votate all’ambito commerciale.

Può essere recuperata con profitto l’idea del Forum delle Associazioni, rilanciandola e rendendola più efficiente, dividendone i soggetti in settori di competenza. Altri due passaggi fondamentali consistono nell’incoraggiare le pratiche di sharing economy sul nostro territorio: un sistema fondato su attività sociali di condivisione, collaborazione e cooperazione, integrato con un miglioramento del ruolo del Municipio nell’ascolto delle esigenze e nella semplificazione burocratica.

I nostri quartieri, da tempo, sono diventati una realtà multietnica che ha conferito loro una nuova identità: tale caratteristica va riconosciuta, ma soprattutto valorizzata e rispettata. È da prevedere l’uso costante di comunicazioni in più lingue, almeno in spagnolo, per quanto riguarda moduli burocratici, affissioni e avvisi pubblici, la cartellonistica più importante, e le sezioni dei siti istituzionali. Altro progetto da cui prendere ispirazione è quello del Forum Interculture municipale avviato nella scorsa legislatura (2012-2017). Uno strumento da potenziare, rafforzando le collaborazioni già esistenti per continuare il proficuo lavoro di confronto con le diverse culture presenti nel Centro Ovest.

Tutte queste pratiche sono necessarie per dare ascolto a quei cittadini che rappresentano, anche per questioni linguistiche e culturali, le fasce più deboli del nostro Municipio e, come dimostra la scarsa affluenza al voto, esprimono un bisogno di rappresentanza.



IMMIGRAZIONE

Educazione e accoglienza diffusa per evitare ghetti e centri detentivi: nessun ostaggio, tutti cittadini

Un discorso a parte meritano i richiedenti asilo, che lo Stato Italiano per rispetto di accordi internazionali e osservanza ai valori costituzionali si impegna ad accogliere sul territorio nazionale e, di conseguenza, locale. Crediamo che sia un atteggiamento poco obiettivo quello che porta a etichettare come un “problema” poche centinaia di persone ospitate in un territorio popoloso come il nostro. Non esiste il “problema migranti”: esistono modi più o meno dignitosi e funzionali per affrontare una situazione che non ha soluzioni semplici. È un dovere immediato prendere nettamente le distanze dalla vergognosa propaganda che le destre della nostra città conducono sulla questione. Multedo ne è solo l’ultimo esempio.

I grandi centri di permanenza dei migranti, come quello che si vuole allestire nella zona di San Benigno che nelle previsioni potrebbe arrivare a 200 posti letto, non rappresentano una via percorribile di accoglienza dignitosa: questi spazi assomigliano più a luoghi di detenzione, e il rischio è che si trasformino in ghetti inospitali e controproducenti. Crediamo invece al modello di accoglienza diffusa, di integrazione attiva tra famiglie e popolazione locale.

Partendo da questa idea, l’istituzione municipale, in collaborazione con le associazioni del territorio, dovrebbe fare il possibile per promuovere percorsi di educazione alla cittadinanza, per diffondere la conoscenza della Costituzione e dei diritti e doveri dei cittadini. Cicli di incontri e di confronto che siano aperti a tutta la popolazione residente, in collaborazione con docenti e studenti delle scuole e che siano il preludio di veri e propri corsi serali di lingua italiana, rivolti soprattutto agli adulti, di eventi e incontri multiculturali (momenti conviviali, scambio di conoscenze e tradizioni, occasioni musicali e danzanti ecc.) con il coinvolgimento delle comunità presenti nel territorio per migliorare la conoscenza e la qualità della convivenza.

Queste attività devono essere rivolte sia ai richiedenti asilo che ai cittadini di origine straniera da poco stabilitisi nei nostri quartieri, così come a tutti i residenti del municipio che desiderino partecipare.



SICUREZZA REALE E PERCEPITA

Collaborazione con le autorità e prevenzione: diamo un giro di vite a gioco d’azzardo, alcol e prostituzione

La sicurezza è un tema complesso che si presta facilmente a vane e fuorvianti semplificazioni. Nonostante i nostri quartieri non presentino picchi di criminalità superiori al resto della città e che Genova sia, per numero di denunce, una delle città più sicure d’Italia, spesso la sicurezza percepita del Centro Ovest è bassa. Uno dei motivi per cui questa situazione si verifica è la presenza di molti anziani soli, senza servizi, per la mancanza di rete e contatto tra i cittadini, per la desertificazione delle vie e delle piazze, per i molti stranieri da poco arrivati sul territorio che non hanno a disposizioni mezzi adeguati che facilitino il naturale processo di integrazione. La risposta alla sicurezza percepita è quindi da riscontrarsi nella realizzazione dei precedenti punti programmatici.

Invece non si può negare esistano puntuali situazioni problematiche di crimine e rischio, da affrontare e tentare di risolvere. È fondamentale richiedere all’amministrazione comunale la proroga delle ordinanze sindacali ora vigenti in alcune specifiche aree del Municipio in materia di somministrazione di bevande alcoliche e chiusura di locali, pubblici esercizi e circoli nel rispetto di fasce orarie predeterminate. All’istituzione comunale e alle forze dell’ordine bisognerà chiedere l’impiego di personale aggiuntivo e lavoro straordinario della Polizia Municipale per garantire il rispetto delle ordinanze anti-alcol.

Per intensificare la collaborazione con tutte le autorità competenti in materia di ordine pubblico, un altro punto cardine è il rafforzamento dell’Osservatorio Municipale sulla Sicurezza.

A tal proposito, particolare attenzione dovrà essere dedicata ai “finti” circoli culturali, rivelatisi luoghi di malaffare e zone franche, da contrastare. In occasione delle loro cicliche chiusure, il Municipio e le istituzioni devono necessariamente favorire l’insediamento, al loro posto, di attività più sane e produttive, coinvolgendo le reti territoriali di cittadini e commercianti. Lo stesso discorso vale per le sale-slot, specie nel quadrilatero Via Molteno-Via Avio: bisogna contrastarle con gli strumenti legislativi adeguati per favorire l’insediamento di altre attività.

Ancora, è urgente promuovere l’adozione tempestiva e quanto più immediata, da parte delle amministrazioni competenti, degli strumenti amministrativi necessari per l'applicazione del regolamento contro il gioco d'azzardo (la legge regionale n.18 del 30 aprile 2012) - attualmente bloccato dai recenti provvedimenti regionali della Giunta Toti - e richiedere alle autorità competenti di individuare, con nuove disposizioni, le fasce orarie nelle quali sia proibito il gioco d’azzardo.

Il dialogo del Municipio con le forze dell’ordine e le istituzioni deve essere intensificato anche per contrastare lo sfruttamento della prostituzione, con particolare incisività nelle aree del quartiere maggiormente coinvolte dal fenomeno. L’amministrazione municipale si deve impegnare inoltre a promuovere l’attività di quelle associazioni di volontariato che si occupano di questi temi, affinché siano intensificati gli interventi a sostegno delle vittime dello sfruttamento.

Commenta per primo

Controlla la tua email, ti è stato mandato un link per attivare il tuo account.