Genova che osa

Le periferie a Genova. Una città a rischio disgregazione.

IV L'istruzione come uno spartiacque


Oltre i due terzi dei quartieri di Genova ospitano una quota di persone con una laurea o altro titolo universitario inferiore al 20%. Il dato genovese per il “tasso di scolarizzazione terziaria” è del 17,5%; il valore mediano è 13,4%. La scolarizzazione più di ogni altro indice disegna con precisione il confine tra quartieri benestanti e periferici in una città sempre divisa in due. La quota di laureati supera il 40% lungo la fascia costiera del Levante, in zone come San Vincenzo (40,5%), Puggia (42,1%) e Manin (43,5%) mentre non raggiunge il 10% in tante parti diverse dell’area urbana, come Parenzo (9,9%), Bolzaneto (8,1%), Cornigliano (6,8%) e Borzoli Est (5,0%).

La scolarizzazione è legata con un forte rapporto di correlazione positiva ai valori di reddito e di correlazione negativa ai livelli di disoccupazione. Questo è un dato che può essere spiegato con due ipotesi, che probabilmente si completano: da un lato si può affermare che è più facile trovare un impiego, e un impiego ben remunerato, per chi possiede una laurea, ma dall’altro si può leggere l’immutabilità della mappa, dove i quartieri benestanti di oggi sono praticamente gli stessi di mezzo secolo fa, e l’ampiezza del divario tra i quartieri come l’indicazione di una bassissima mobilità sociale, per cui tendono a laurearsi solo i figli di famiglie benestanti.




Lo studio consiste in elaborazioni sui dati dell’Ufficio di statistica del Comune di Genova (calcolo 2014, salvo la pubblicazione sulle dichiarazioni del redditi 2011) e dell’ISTAT (censimento 2011).


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