Genova che osa

Le periferie a Genova. Una città a rischio disgregazione.

I Una città di persone sole


La prima cartina ritaglia i quartieri dove il tasso di famiglie con un solo componente (“famiglie unipersonali”) è superiore al 40%. Oltre un picco nel Centro storico — zona d’elezione degli adulti single dai 25 ai 49 anni — , la presenza di famiglie di persone sole è alta da un capo all’altro della città, anche se va notato che tra i quartieri benestanti solo Puggia rimane di poco sotto la soglia (al 39,7%).

Il valore genovese è infatti del 45,0%; la mediana si colloca poco sotto, al 43,1%. In questa Genova trasversale di persone sole possiamo segnalare San Vincenzo (52,4%) e Nervi (48,7%), Sant’Agata (49,3%) e Marassi (48,3%), Sampierdarena (46,8%) e Campasso (45,8%). Tra i 10 quartieri su 71 che segnano un dato inferiore al 40%, spicca Borzoli Ovest col valore più basso (34,1%).


In particolare gli anziani...



Il tasso di anziani con più di 75 anni che vivono da soli in casa è del 38,6%; il valore mediano è molto vicino, al 38,4%. In 20 quartieri il valore eccede il 40%, con il record a Molo (46,9%) e Campasso (45,3%). La solitudine degli anziani insiste in particolare nei quartieri deprivati — se ne contano 13 in questa selezione — , in una formula che accresce le situazioni di malessere. Soprattutto, incide a Campasso, Bolzaneto e Certosa, nella Val Polcevera. Il tasso di anziani soli non è correlato all’indice di vecchiaia: dei quartieri evidenziati nella mappa, San Quirico, Molto, Maddalena, Campasso e Certosa presentano valori fino a 175, tra i meno vecchi in città; per contro, San Martino, Lido, Marassi, Borgoratti, Foce e Crevari superando quota 275 sono tra i più vecchi.


Lo studio consiste in elaborazioni sui dati dell’Ufficio di statistica del Comune di Genova (calcolo 2014, salvo la pubblicazione sulle dichiarazioni del redditi 2011) e dell’ISTAT (censimento 2011).


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