Genova che osa

Le periferie a Genova. Una città a rischio disgregazione.

II Una città senza giovani


Come si sa, Genova è una città vecchia in cui abitano 243 persone dai 65 anni in su per ogni ragazza e ragazzo fino a 14 anni (questa misura è il cosiddetto “indice di vecchiaia”). La quota di giovani fino a 24 anni che risiedono in città (“tasso di concentrazione giovanile”) è del 19,9%, poco meno di un quinto; il valore mediano dei quartieri è pure leggermente inferiore, pari al 19,7%. Questa mappa ritaglia i quartieri di Genova dove il tasso di concentrazione giovanile supera il 20%, si tratta di 32 quartieri. La mappa individua sostanzialmente due aree omogenee della città: la zona della Val Polcevera, da un lato, che si distingue per l’alta presenza di migranti e condizioni di deprivazione e disagio, e seppure con discontinuità la fascia di quartieri benestanti lungo la costa est e le alture immediatamente retrostanti, che a fronte di un’alta presenza di anziani presentano però una rilevante quota di giovani.

La presenza di giovani nel primo gruppo di quartieri è facilmente riconducibile alla presenza di famiglie di migranti: a esempio, nel quartiere di Campasso il tasso d’incidenza di migranti è del 50,6% nella fascia d’età fino a 14 anni e del 46,7% in quella fino a 24 anni, a Sampierdarena è del 48,0% e del 47,5% rispettivamente.



Nel secondo gruppo invece si spiega con l’esistenza di una correlazione positiva tra livelli di reddito e numero dei figli, per cui la maggioranza dei quartieri in cui il tasso di famiglie con due o più figli supera il 15% sono benestanti: Lido, San Nicola, Quartara, Manin, Albaro, Puggia e Castelletto, col primato cittadino al 17,0%.



Lo studio consiste in elaborazioni sui dati dell’Ufficio di statistica del Comune di Genova (calcolo 2014, salvo la pubblicazione sulle dichiarazioni del redditi 2011) e dell’ISTAT (censimento 2011).


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