Salviamo
gli spazi di
Informagiovani.

967 hanno firmato. Arriviamo a 1,000
967 FIRME
Diretta a

Barbara Grosso, assessore politiche giovani

Promossa da

Genova che osa

Petizione
Il comune vuole chiudere gli spazi di Informagiovani a Palazzo Ducale e non si sa dove saranno spostati i servizi che offriva.
Chiediamo al sindaco di salvare i progetti di Informagiovani e di garantire spazi adeguati.

La buona notizia è che il Museo Luzzati potrebbe riaprire negli spazi di Palazzo Ducale. La cattiva è che per farlo il comune ha annunciato che sfratterà Informagiovani, lo spazio dedicato ai giovani genovesi, che finora aveva sede proprio a Palazzo Ducale. Lo spostamento dovrebbe avvenire in pochi mesi, entro fine dell’anno, così repentino che nemmeno i dipendenti ne sono stati informati. Del nuovo spazio non si sa nulla, “sale bellissime a Palazzo Tursi, o forse ancora sempre a palazzo Ducale ” sostiene l’assessore alle politiche giovanili ma senza specificare nulla di più.

Una decisione che sconvolge anche le attività, già previste e organizzate da Informagiovani, che avrebbero dovuto svolgersi nello spazio di palazzo Ducale. Lì si dovrebbero tenere, ad esempio, le formazioni per aiutare i giovani genovesi a superare i test di ammissioni alle facoltà universitarie con numero chiuso. Era l’unico servizio gratuito di questo tipo, merito di una collaborazione tra Informagiovani e Università di Genova.

Lì si tiene da anni una attività sistematica e frequente di orientamento al lavoro e di percorsi formativi, unica in città, con il coinvolgimento diretto di aziende e agenzie interinali che svolgono colloqui e incontri negli spazi di Informagiovani.

Sempre lì si svolge da anni What’s Up Genova, un evento dedicato ai progetti dei giovani per la città, co-organizzato da Informagiovani insieme ai soggetti a cui si rivolge e che lo animano: associazioni, start-up, aziende e realtà produttive gestite da giovani.

Per un servizio che guarda ai giovani e che organizza questo tipo di attività lo spazio non è una questione secondaria: sia per la possibilità di organizzare eventi, iniziative, formazioni e orientamenti ma anche per la vicinanza che dovrebbe avere al suo pubblico. La presenza nel cuore del centro culturale della città non era casuale. 

Ogni servizio si può, anzi, si deve, ripensare. Ma per farlo occorre una progettualità, coinvolgendo nel processo prima di tutto i giovani stessi, oltre che gli operatori, che hanno accumulato decenni di esperienza nel loro lavoro. Purtroppo nella nostra città i progetti dedicati ai giovani sono sempre ridotti al minimo e le politiche giovanili la delega piú sacrificata di sempre, il fanalino di coda di tutte le ultime amministrazioni. Non si capisce che investire sui giovani, in una città che vede scappare via 5000 giovani l’anno, vuol dire investire su tutta la città, sul suo futuro ma anche sul suo presente.

Per salvare Genova da sé stessa occorrono idee e misure straordinarie che sostengano e facciano emergere e moltiplicare le energie giovani di questa città, occorre dare spazio ad una generazione senza tutele e visibilità, e diventare una città capace di dare opportunità e futuro a tutti i giovani che a genova vogliono restare, venire a vivere, studiare.

Chiudere il Museo Luzzati è stata una scelta scellerata. Chiudere Informagiovani sarebbe l’ultimo gesto esemplificativo di una politica miope ed egoista, incapace di vedere al di là della durata del prossimo mandato elettorale e di progettare futuro.

Chiediamo a Barbara Grosso, assessore alle politiche giovanili, di chiarire quale sia, e se ci sia, il progetto a cui sta lavorando, chiediamo che le attività di Informagiovani siano valorizzate e che i progetti in essere siano preservati e che siano garantiti spazi adeguati a queste finalità.

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Il comune vuole chiudere gli spazi di Informagiovani a Palazzo Ducale e non si sa dove saranno spostati i servizi che offriva. Chiediamo al sindaco di salvare i progetti di Informagiovani e di garantire spazi adeguati.

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