PIAZZA DELLA VITTORIA

L’Arco della Vittoria viene edificato durante il regime fascista, precisamente nel 1931. Costruito da Piacentini, architetto che realizzò varie opere di stampo fascista, viene posto al centro di piazza della Vittoria. Riprende in maniera evidente l'ideale di esaltazione della vittoria tanto amica agli antichi romani, ma celebra anche i caduti genovesi della prima guerra mondiale. È importante non associare, come fecero quando lo costruirono, i caduti in guerra all’ideale fascista, poiché nonostante celebrazione e memoria siano presenti insieme all'interno di questo monumento, ciò non significa che essi siano la stessa cosa. Il fascismo con intenti celebrativi cerca di appropriarsi di storie di eroismo che appartengono a un periodo precedente. Inoltre non è da tralasciare il fatto che, nonostante la prima guerra mondiale sia stata vinta dall'Italia, il nostro paese abbia dovuto pagare un prezzo non indifferente. Morirono circa 650.000 militari, spesso sacrificati dagli alti comandi per conquistare pochi metri di terreno. Quindi l'esaltazione della Vittoria ne nasconde il prezzo. Vi poniamo dunque un'altra domanda, a cui però non diamo risposta: è giusto che un monumento di così palese impronta fascista rimanga in piedi se funge anche da memoriale delle vittime della grande guerra?