PORTICCIOLO DI NERVI

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LUIGI FERRARO

Luigi Ferraro è noto per aver dato un importante contributo allo sviluppo delle attività subacquee in Italia, prima come militare e poi nel dopoguerra come privato, rivoluzionando l’intero settore. Ferraro fu però, di fatto, anche un convinto fascista: fin dalla più giovane età si formò a Roma, presso l’Accademia fascista maschile di educazione fisica, aderendo con fervore agli ideali mussoliniani, qui divenne insegnante di ginnastica e ottenne i gradi di Ufficiale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale. Con l’entrata ufficiale in guerra dell’Italia egli si arruolò subito da volontario come camicia nera, passando dal 20° Reggimento Artiglieria alla Milizia Marittima di artiglieria, per poi diventare palombaro nel gruppo Gamma della Decima flottiglia MAS. Questo reparto militare dei mezzi d’assalto era un’unità speciale della marina italiana, il cui comando venne detenuto a partire dal 1943 da Junio Valerio Borghese, che, a seguito dell’Armistizio di Cassibile dell’8 Settembre 1943, rese la Xₐ MAS una formazione militare autonoma per continuare a combattere a fianco del Terzo Reich. Ufficialmente dal 1944 divenne parte della Marina Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana. La X MAS combatté l’avanzata degli alleati e la resistenza italiana partigiana, macchiandosi di gravissimi crimini di guerra. Sotto il comando di Borghese nel 1943, in quanto importante figura della suddetta unità, Ferraro si recò in missione in Turchia con il compito di compiere azioni di sabotaggio contro mercantili nemici: nell’arco di pochi mesi si dedicò a 4 diverse missioni di boicottaggio nei porti di Alessandretta e di Mersina, a seguito delle quali rientrò in Italia. Tornato in Italia, dopo l’armistizio egli aderì alla Repubblica Sociale Italiana, assumendo il ruolo di vicecomandante del gruppo gamma della Xₐ MAS e progettando varie operazioni per cui combatté fino alla conclusione della guerra.