Genova che osa

Prossima Genova. Tutti i numeri da Albaro a Voltri.

VI Degrado edilizio


È il rapporto percentuale tra la somma del numero degli edifici a uso residenziale con stato di conservazione mediocre e di quelli con stato di conservazione pessimo e il numero complessivo degli edifici a uso residenziale. Il valore genovese è 15,7. L’indice non segue la divisione tra quartieri benestanti e quartieri non benestanti, anche se tutti i quartieri più agiati hanno un indice inferiore a 20; fa eccezione Manin che, con un valore di 26, doppia Castelletto. Un discorso a parte poi lo meritano i quartieri del Centro storico, per i quali l’indice evidenzia un’altra di varie contraddizioni: Molo e Maddalena si collocano rispettivamente al 25 e 26, mentre Prè con 51 realizza il record negativo cittadino. Seguono Ca’ Nuova con 49 e Angeli con 40 (quest’ultimo coi tre quartieri vicini del Centro storico primeggia per numero di anziani soli). Il numero di edifici degradati nel Centro storico è anche spiegato col crollo demografico dal 1951 a oggi (i tre quartieri sono scesi da 51.809 a 20.367 abitanti al censimento 2011, cioè il 61% di residenti in meno; solo a Prè un calo del 62% ha significato 11 mila residenti in meno, da 17.233 a 6.537 abitanti), in seguito al quale solo una parte degli appartamenti è stata recuperata colla più recente ripresa demografica e grazie alla terziarizzazione degli immobili.


Lo studio di “Prossima Genova” consiste in elaborazioni sui dati dell’Ufficio di statistica del Comune di Genova (calcolo 2014, salvo la pubblicazione sulle dichiarazioni del redditi 2011) e dell’ISTAT (censimento 2011).


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