Diciamo che le ingerenze della politica in questi decenni non hanno aiutato la regione Liguria ad individuare soluzioni che rispondessero ai criteri di: rispetto della norma (raccolta differenziata insufficiente e sotto le richieste della normativa; criteri di economicità (spazzamento, raccolta, smaltimento sono un costo); dai rifiuti non si guadagna possiamo solo contrarne il costo individuando sistemi di recupero di materia

Per anni si è raccontato (5 stelle per ultimo), che i rifiuti sono una risorsa cosa vera in termini assoluti ma falsa in termini economici.

I rifiuti sono risorsa se reintroduciamo nel mercato ciò che andiamo a recuperare ma il costo di recupero non riuscirà mai a coprire il costo di raccolta; uniche eccezioni a seconda dei valori di mercato vetro, carta e cartone.
930.000 tonnellate prodotte in Liguria capacità di raccolta degli impianti 320.000 tonnellate, nessun impianto dell’organico che vale c.a. 230.000 tonnellate. Ci sono ancora capacità impiantistiche di potenziamento degli impianti di raccolta tra differenziato e biogas/compostaggio di 200.tonnellate complessive. Ciò porterebbe l’avvio a recupero di 550.000 tonnellate di materiale.

Per fare una azione come sopra descritta, ad esclusione delle procedure amministrative (che possono richiedere anche anni) solo per la realizzazione impiantistica possiamo ipotizzare 12 mesi dall’inizio di cantiere.

Pertanto se la politica facesse il proprio mestiere, se i comuni adottassero il porta a porta come sistema unico di raccolta, se per far ciò ci fosse un grande coinvolgimento del sistema cooperativo sociale da affiancare all’attuale gestione di raccolta, potremmo avere a breve una soluzione per la Liguria che sarebbe un esempio per il paese.

Massimo Maugeri, Green Italia e candidato alle regionali per Rete a Sinistra