Recovery fund: il nostro piano per recuperare spazi abbandonati

Il recupero di immobili vuoti e abbandonati nella regione, in una duplice prospettiva di rigenerazione e sostenibilità, da un lato, e di rottura degli interessi di rendita, dall’altro. Il piano di recupero deve essere rivolto al più ampio numero possibile d’immobili, che devono essere adeguatamente ristrutturati, messi in sicurezza e resi ambientalmente sostenibili. Gli immobili recuperati dovrebbero essere acquistati per entrare nel patrimonio della regione.

 

Emergenza abitativa

Una parte degli investimenti in questo campo deve essere rivolta all’emergenza abitativa, che riguarda sia chi non può o fatica a permettersi un alloggio proprio, studentesse e studenti e giovani lavoratrici e lavoratori, disoccupate e disoccupati, lavoratrici e lavoratori precari, giovani famiglie, sia gli anziani soli, che nelle loro case rischiano l’abbandono e l’isolamento. Si possono sviluppare forme nuove di convivenza tra generazioni diverse in alloggi pubblici dignitosi in formule dove ognuno ha i suoi spazi, in modo da non forzare coabitazioni, e altri spazi sono in condivisione per la socialità e i servizi, anche di sanità di prossimità. In tale schema, chi può pagherà i canoni di locazione, comunque progressivi secondo la ricchezza, e chi non può, invece, potrà dedicare una parte del suo tempo ad attività di cura dei beni comuni o di scambio di servizi, anche secondo le logiche dell’economia della condivisione.

1 miliardo di euro per circa 6.000 nuove residenze pubbliche.

 

Quartieri universitari

Un’altra parte degli investimenti deve essere destinata allo sviluppo di quartieri universitari nei quattro capoluoghi di provincia, in prossimità dei poli dell’università di Genova, con residenze e servizi e spazi complementari per lo studio, lo svago e lo sport. Gli alloggi devono essere assegnati a canoni ridotti e progressivi, in funzione della ricchezza.

300 milioni di euro per strutture con almeno 3.000 posti letto per studentesse e studenti universitari.

 

Recupero degli spazi

Una terza parte degli investimenti deve essere rivolta, nei capoluoghi e nelle altre città principali, al recupero di spazi in maniera concentrata in quartieri baricentrici per ospitare attività creative, innovative e intelligenti di natura sociale, ricreativa, culturale, artistica ed economica, soprattutto promosse da giovani, che, se favorite in grande numero, possono dare vita a iniziative resistenti che attecchiranno sul territorio. Questi spazi devono essere locati per brevi periodi a canone gratuito con il vincolo che i beneficiari svolgano nel loro spazio iniziative di cura del quartiere.

200 milioni di euro per circa 3.000 spazi per ospitare attività creative.

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