FRANCESCO SAVERIO MOSSO

Francesco Saverio Mosso fu un medico militare e civile che prese parte alla guerra d’Abissinia e alla prima guerra mondiale, ma fu anche un politico iscritto al partito nazionale fascista. Mosso venne nominato senatore a vita dal governo Mussolini ma con la fine della guerra l’Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo lo dichiarò decaduto. Questa istituzione straordinaria, attiva tra il 1944 e il 1945, è stata creata in Italia per giudicare i gravi crimini del regime fascista. Potevano essere sottoposti al giudizio dell'alta corte non solo gerarchi fascisti, ma anche personalità colluse col passato regime. Mosso venne accusato di “essere parte di un gruppo di senatori che apparvero responsabili di aver mantenuto il fascismo e che resero possibile la guerra sia coi voti sia con azioni individuali di tipo propagandistico”. Nonostante questa serie di provvedimenti ma di fatto prevalse una logica compromissoria atta a condonare queste personalità. Certo, l’Assemblea Costituente condannò il passato fascista, ma in molti casi gli imputati riuscirono nuovamente ad avere accesso al loro vecchio posto nelle istituzioni. Non è infatti riuscito il progetto di riconoscere l'Italia come un Paese non solo democratico ma anche antifascista. Questa mancata condanna ha fatto si che nel corso dei decenni si siano susseguite compagini neofasciste impunite dalla legge e dall’opinione pubblica, nascondendosi tutt’oggi dietro alla credenza diffusa che il fascismo sia morto.