Selena Candia

Lista: Lista Sansa
Circoscrizione: Genova
Valutazione: 4/5

La nostra valutazione Molto positivo e sentito il riferimento all’ambientalismo, ma non c’è giustizia ambientale senza impegno per la giustizia sociale: la lotta alle disuguaglianze è fondamentale per costruire una nuova cultura di sinistra. Specifiche proposte menzionate sono molto condivisibili, dal trasporto pubblico con la revisione del contratto di servizio ferroviario, alle case di quartiere, che sono una delle proposte che abbiamo presentato a Sansa. Purtroppo, non si menziona l’appoggio all’eredità per l’autonomia dei giovani. Più deboli le idee su come svolgere il mandato per creare rete con elettrici ed elettori promuovendo una nuova cultura della sinistra.

Perché ti candidi? Quali sono i tuoi obiettivi e ideali? Cosa vuoi realizzare?

Devo essere sincera, non avevo mai pensato alla politica in vita mia, ma dopo anni che si parla di “ambiente” per recuperare voti grazie a un tema che tira abbiamo davanti un’occasione irripetibile. Un ambientalismo sincero che si prenda cura della costa e dell’entroterra, con soluzioni che non possono più aspettare: politiche a favore della mobilità pubblica, nuovi parchi naturali, un turismo di qualità. La Liguria è una terra meravigliosa che si sgretola dopo decenni di uso indiscriminato del suolo: con noi può diventare la prima regione del Mediterraneo a puntare sullo sviluppo sostenibile e creare nuovi posti di lavoro “green”.

Come valuti la questione delle diseguaglianze in Liguria? Come orienta la tua azione politica?

Nel Nord Italia la Liguria è la Regione che riporta più spesso i dati peggiori per quanto riguarda le diseguaglianze economiche, sociali e culturali. Perché manca il lavoro, perché gli stipendi sono più bassi ma il costo della vita è alto, perché la Liguria è una regione anziana. A farne le spese sono i più giovani, costretti ad andarsene. Ma anche chi resta fa i conti con un territorio in difficoltà: rispetto al Piemonte e alla Lombardia, per esempio, abbiamo scarsi risultati nell’utilizzo dei mezzi pubblici ma anche nella partecipazione culturale.

Il mio impegno da candidata è ridurre le diseguaglianze con politiche a favore della sanità e del trasporto pubblico, e di una cultura diffusa su tutto il territorio. Partiamo da un principio: la sanità è un servizio pubblico universale, che deve essere garantito con gli stessi standard di qualità a tutti. Stop quindi alla privatizzazione degli ospedali: le strutture devono essere pubbliche, realizzate con investimenti pubblici e gestite dal Servizio Sanitario Nazionale.

Il trasporto pubblico deve essere un’altra nostra priorità. Deve essere, efficiente, accessibile e affidabile. E questo non solo per avere benefici ambientali: con queste caratteristiche il trasporto è in grado di migliorare la qualità della vita delle persone. E’ fondamentale terminare il Nodo ferroviario di Genova e rivedere il contratto di servizio con Trenitalia per rendere il servizio adeguato alla domanda dei pendolari; la mobilità condivisa (lo sharing di auto, moto e bici) deve inoltre essere estesa al ponente e alla provincia, e non restare un privilegio di chi abita in centro; servono corsie preferenziali per i mezzi pubblici e percorsi protetti riservati alla mobilità dolce, ovvero per chi si sposta a piedi e in bicicletta.

Vorrei poi la creazione di una rete di “case di quartiere”, con il recupero dei tanti spazi abbandonati. In molti quartieri infatti non esistono punti di incontro: non esiste il lungomare dove passeggiare, e nemmeno il parco dove sedersi su una panchina. Non è accettabile che per le mancanze delle istituzioni ci si ritrovi ad affrontare problemi di solitudine, depressione, alcol, droga e ludopatia. Torino ha 8 case di quartiere nate in ex spazi dismessi, in gran parte di proprietà pubblica e riqualificati con una collaborazione tra il pubblico, il privato e il terzo settore. Gli abitanti possono diventare così i protagonisti della vita sociale e culturale della zona dove abitano, con corsi, laboratori, seminari: un modo per favorire la rigenerazione urbana e creare occasioni di incontro tra persone diverse per sesso, età, etnia, religione, cultura.

Condividi le 15 proposte per la giustizia sociale del Forum Diseguaglianze e Diversità? Se sì, quale ritieni prioritaria nel contesto ligure?

Condivido le proposte e ritengo prioritaria per la Liguria quella che riguarda la giustizia sociale ed ambientale: ricordiamo che l’impoverimento economico e quello ambientale si alimentano vicendevolmente. La Liguria ha però davanti una grande occasione: sfruttare i soldi in arrivo dall’Unione Europea per dare il via – finalmente – alla transizione ecologica di cui la nostra società ha bisogno. Lanciamo un piano straordinario di contrasto al dissesto idrogeologico, recuperiamo i borghi, bonifichiamo le aree industriali dismesse, ristrutturiamo le scuole, curiamo i boschi, potenziamo i parchi, agevoliamo l'agricoltura, trattiamo i rifiuti in un modo degno per la nostra epoca.

L’economia cui puntiamo deve però essere un’economia circolare, ovvero un’economia senza scarti pensata per potersi rigenerare da sola. Da decenni il nostro scopo è creare più prodotti possibile a basso prezzo. Con l’economia circolare mantenere il materiale il più a lungo possibile è un valore, perché a fine vita il materiale stesso anziché gettato verrà riutilizzato. Gli abitanti devono essere informati dell’importanza della gestione dei rifiuti e del loro valore economico, sociale e ambientale. Non si parla solo di tutelare l’ambiente. Il green new deal deve essere la nostra strategia di crescita, dove nessuna persona e nessun luogo vengono trascurati.

Se sarai eletta o eletto come svolgerai il tuo mandato? Come agirai per rafforzare il rapporto con le tue elettrici ed elettori e per promuovere una nuova cultura della sinistra?

La presenza in consiglio è ovvia, ma dato il frequente assenteismo cui ci abituano certi consiglieri è da assicurare sin dall’inizio. Ritengo poi importante restare legati al proprio territorio: con l’organizzazione di incontri e la partecipazione a eventi, con il dialogo di persona e tramite i social. Ma la politica non può fare da sola, per riuscire in questa scommessa serve il coinvolgimento di chi da anni si batte per questi risultati, come le tante associazioni che si prendono cura del proprio territorio per cercare di migliorarlo.

Penso che per promuovere una nuova cultura della sinistra serva ripartire dagli abitanti dei quartieri, da anni abbandonati da una politica che ha saputo benissimo a chi guardare: palazzinari, armatori, imprenditori della sanità privata. Ma la gente in strada non ha niente a che vedere con questo mondo. In strada ci sono le persone che escono di casa prima dell’alba, perché tra bus e treni è un’impresa andare al lavoro con i mezzi pubblici. Ci sono i malati di Genova che fanno le cure a Savona perché gli impianti di radioterapia del San Martino sono rotti; quelli con il figlio disoccupato, con la moglie licenziata a 50 anni, con il marito che fa il muratore in nero perché comunque il mutuo lo devi pagare. Le esigenze di sinistra, anche se i risultati elettorali degli ultimi anni dicono il contrario, continuo a credere che siano maggioritarie perché è la maggioranza delle persone ad avere bisogno di un lavoro dignitoso, una sanità pubblica che funzioni, bus e treni puntuali e numerosi, una casa dove vivere, un ambiente dove vincono gli alberi e non il cemento.

Se sei una eletta o un eletto che si ricandida, come hai agito per mantenere un rapporto con elettrici ed elettori? Hai svolto iniziative pubbliche?

È la prima volta che mi candido.

Se sei una eletta o un eletto che si ricandida, su quali temi e iniziative ti sei concentrata o concentrato nel tuo mandato? Quali sono stati i tuoi principali risultati?

È la prima volta che mi candido.

La campagna di Genova che osa

In queste settimane ci siamo impegnati in una campagna dal basso, a sostegno di proposte radicali e innovative, per motivare gli elettori di centrosinistra e fare pressioni sulle candidate e i candidati che sostengono Sansa affinchè si schierino con chiarezza per una Liguria più eguale e solidale. A pochi giorni dal voto pubblichiamo le risposte al nostro appello contro le diseguaglianze e le nostre valutazioni.

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