Le famiglie più ampie si trovano nei quartieri con un basso indice di vecchiaia (Borzoli Ovest, San Quirico, Morego, Bavari) e nei quartieri d’immigrazione della bassa Val Polcevera; un gruppo di quartieri con famiglie più ampie comprende alcuni di quelli più anziani: pezzi delle aree benestanti (zona di Albaro, Quarto, Quinto, Manin-Castelletto-San Nicola), della Val Bisagno e del Ponente (in particolare Ca’ Nuova, con indice di vecchiaia 208). I quartieri del Centro storico si caratterizzano per un indice tra 1,6 e 1,7. San Vincenzo, Angeli e Borgoratti hanno famiglie medio piccole. In particolare, nei tre quartieri del Centro storico le famiglie senza figli sono il 76/77%; a San Vincenzo e Angeli il 70/71%, a Borgoratti il 69%.

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A livello comunale il 65,6% delle famiglie non ha figli, il 21,9% ha un solo figlio e il 12,5% ha due o più figli. Senza sorpresa, i quartieri col più alto numero medio di componenti per famiglia si collocano tutti entro il valore del 60% di famiglie senza figli (San Quirico, Bavari, Borzoli Ovest, San Desiderio, San Eusebio e Ca’ Nuova, quest’ultimo col valore minore al 57,7%). Esiste però una relazione positiva tra reddito e numero dei figli (pure con coefficiente di determinazione debole): le famiglie con un solo figlio tendono a concentrarsi nei quartieri non agiati (dei dieci quartieri colla più alta percentuale di famiglie con un figlio, che si collocano tutti tra il 24,5% e il 28,7% e tra cui si contano i soliti Bavari, Borzoli Ovest, San Desiderio, San Eusebio e Ca’ Nuova, solo Castelluccio ha un reddito imponibile medio sopra il valore comunale, e comunque pari a poco più di 24.000 €); le famiglie con due o più figli al contrario sono presenti in buon numero nei quartieri benestanti (tra i dodici quartieri dove costituiscono almeno il 15% del numero totale di famiglie fino al massimo del 17%, sono inclusi tutti i sei quartieri che hanno un reddito imponibile medio dai circa 35.000 € in su: Lido, Quartara, Manin, Albaro, Puggia e Castelletto; Albaro e Lido pure a fronte di un indice di vecchiaia superiore a 275).

Il tasso di famiglie unipersonali segue le dimensioni per componenti delle famiglie: il Centro storico, Angeli e San Vincenzo presentano le percentuali maggiori (64/65% nel Centro storico). Il tasso comunale di famiglie unipersonali è 45%.

Il 38,6% degli over 75 genovesi vive solo. Il tasso è tendenzialmente maggiore nei quartieri con famiglie mediamente più piccole: Molo (47%) e Maddalena (44%), Borgoratti (41%). Al contrario, Prè ha un tasso di poco inferiore al valore cittadino (37,9%); San Vincenzo, Angeli e Sant’Agata sono anche nella media di Genova. Pur con famiglie mediamente ampie, Campasso (45%), Certosa (42%), Palmaro (42%) e San Quirico (41%) hanno tassi elevati di anziani soli. In questi quartieri il numero di over 75 soli s’incrocia con una situazione di difficoltà sociale e, nei primi due, anche con un’alta presenza di migranti. Dei venti quartieri con un tasso di anziani soli superiore a 40%, tredici sono quartieri non benestanti o in situazione di disagio. Viceversa, dei dieci quartieri con un tasso minore di 35%, cinque sono quartieri benestanti.

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Lo studio di “Prossima Genova” consiste in elaborazioni sui dati dell’Ufficio di statistica del Comune di Genova (calcolo 2014, salvo la pubblicazione sulle dichiarazioni del redditi 2011) e dell’ISTAT (censimento 2011).