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  • Elezioni comunali 2022: per Genova eguale e solidale

  • Bucci vince già al primo turno. Indietro il candidato del centrosinistra Ariel Dello Strologo.

    Pubblichiamo dei primi appunti di analisi del voto. Nelle prossime settimane pubblicheremo una analisi più dettagliata.

    1. Il centrosinistra subisce la sconfitta più grave della storia

    Con 77.000 voti, la coalizione di centrosinistra+M5S guidata da Dello Strologo ottiene lo stesso identico risultato di Crivello 5 anni fa. Il centrosinistra perde in tutti i quartieri tranne il centro storico e l’estremo ponente. Tra le presidenze dei municipi, 7 su 9 sono perse.

    Non si possono usare mezzi termini: è la più grave sconfitta della sinistra in città.

    2. Il consenso per Bucci è decisamente minoritario

    Dall’altro lato, con 112.000 voti, gli stessi di 5 anni fa, Bucci diventa per la seconda volta il sindaco meno votato nella storia di Genova.

    Bucci è debole, o, meglio, è forte solo di un entusiasta consenso minoritario. Senza dubbio, non vanta quel sostegno largo e plebiscitario che tanti si aspettavano. La bravura di Bucci è stata quella di aver organizzato questo consenso minoritario intorno a un’idea precisa di città. La sua fortuna è stata che il centrosinistra sia ancora più minoritario. Il candidato, Dello Strologo, e il percorso per costruire la coalizione, sono stati completamente sbagliati.

    3. Il percorso del centrosinistra è stato terribilmente sbagliato

    Secondo i nostri exit poll, il consenso della coalizione di Dello Strologo è arrivato in prevalenza (53% dei voti della coalizione) dai due gruppi anagrafici colpiti dalla questione generazionale, che come Genova che osa abbiamo sempre messo in evidenza. Cioè i giovani under 35 e gli anziani over 64 anni, che nella città di Bucci sono messi ai margini. Al contrario, Bucci ha dominato nella fascia d’età intermedia dei 35-64enni (lì ha preso il 62% dei suoi voti). In particolare, tra gli under 35 il centrosinistra ha preso quasi il doppio dei voti del centrodestra.

    Il problema è questo: tra gli under 35, solo 3 su 10 hanno votato. Se l’affluenza tra i giovani fosse stata in linea con gli altri gruppi demografici, Dello Strologo sarebbe arrivato al ballottaggio.

    Questo è successo perché, come abbiamo denunciato dall’inizio, il centrosinistra ha seguito un percorso chiuso tra i leader di partito, senza mettere al centro una visione chiara, alternativa, coerente, coraggiosa della città basata sulla lotta alle disuguaglianze. Intorno a questa visione sarebbe stato possibile costruire una coalizione davvero rappresentativa dell’elettorato progressista. Invece, i partiti hanno partecipato alle elezioni non per vincere e cambiare la città, ma per gestire la sconfitta e rioccupare le loro poltrone all’opposizione in consiglio. Non è un caso, a esempio, che quasi tutti i vecchi candidati uscenti del PD in consiglio siano stati rieletti (è quello che volevano i partiti dopotutto), mentre molte delle persone elette nuove sono giovani (perché è quello che vorrebbero elettrici ed elettori).

    4. Dello Strologo non era il candidato giusto per il rinnovamento

    Il percorso sbagliato e chiuso dei partiti ha determinato un candidato, Dello Strologo, per gestire la sconfitta, che non rappresentava un centrosinistra nuovo, né innovativo.

    Si poteva scegliere un candidato o, meglio ancora, una candidata giovane e vicina alla sensibilità di quei giovani che non hanno votato. Capace di rappresentare in modo forte, sincero e coerente l’elettorato progressista, in particolare il suo segmento giovane. Invece si è scelto, per l’ennesima volta, un candidato proveniente dalla “Genova bene”: un avvocato con forti legami con le passate esperienze amministrative del centrosinistra e gli apparati di partito. Questa scelta è diretta conseguenza del percorso sbagliato seguito, e ha portato alla sconfitta.

    Lo stesso percorso sbagliato ha portato a ricandidare quasi tutti i presidenti di municipio uscenti, con appena 2 donne su 9, determinando così anche la disfatta nei municipi e il tradimento dell’impegno preso dai leader della coalizione a candidare tante donne quanti uomini.

    5. Il messaggio politico è stato debole e poco coerente

    Il 43% delle elettrici e degli elettori del centrosinistra ha votato avendo in mente le priorità della lotta alle disuguaglianze, dei servizi alla persona e dell’ambiente. Solo il 5% pensava alle infrastrutture (contro il 34% dell’elettorato di Bucci).

    Eppure, la lotta alle disuguaglianze nel programma della coalizione è entrata solo come una formale dichiarazione di intenti. Dopo essere stata tanto declamata, Dello Strologo ha girato in lungo e in largo per la città parlando di decoro, sicurezza, buche nelle strade, traffico e semafori. Che coerenza può esserci tra il proclamare la lotta alle disuguaglianze come la priorità e poi parlare di buche nelle strade? Ovviamente nessuna. Nel parlare di disuguaglianze in modo timido e confuso e nell’inseguire Bucci sui suoi temi, il centrosinistra ha determinato la sua sconfitta.

    La situazione di radicale crisi della nostra città richiederebbe il coraggio di proposte radicalmente alternative: 7 giovani su 10 non hanno votato perché non vedevano differenza, non vedevano una possibilità di scelta, tra la vittoria di Bucci e un centrosinistra che non si è mai distinto come una chiara, netta, coraggiosa, radicale alternativa.

    Il centrosinistra non ha avuto il coraggio di essere radicale e coraggioso sulle sue proposte, perché avrebbe dovuto sconvolgere i suoi equilibri interni. I leader di partito hanno preferito preservare le loro posizioni di piccolo potere all’opposizione piuttosto che mettersi in discussione. Così elettrici ed elettori non hanno, giustamente, visto alcuna alternativa: sono rimasti a casa a Bucci è diventato, per la seconda volta, il sindaco meno votato nella storia della nostra città.

  • chanGE - musica e proposte

    Vogliamo che a Genova ci siano spazi di divertimento, cultura e aggregazione, al giorno come alla notte.

    La movida non può essere demonizzata, chi vive la notte non può essere associato a criminalità, pericolo e degrado. Non si possono costantemente aumentare sanzioni e restrizioni, schierare pattuglie e fomentare un clima di tensione.

    Genova per i giovani è sempre meno accogliente e offre sempre meno opportunità, ogni anno migliaia di ragazzi scelgono di trasferirsi altrove e, allo stesso tempo, in pochi scelgono la nostra città per l’università o per lavorare.

    Vogliamo una città che offra di più: spazi e occasioni per stare insieme e divertirsi, più musica dal vivo, intrattenimento e offerta culturale. Vogliamo una movida che sia più della semplice offerta di alcolici. Vogliamo che sia più accessibile e distribuita in tutti i quartieri della città, ben servita con trasporti pubblici notturni, che garantisca un ritorno a casa sereno e autonomo per le donne ed in generale i cittadini.

    Vogliamo organizzarci per far sentire la nostra voce, non subire le decisioni ma partecipare a determinarle, dar vita a una Genova per i giovani. Senza il nostro impegno assisteremo passivamente a una ennesima ondata di divieti e restrizioni.

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  • Festeggio il 25 aprile, non la bandiera di genova

    Firma la petizione e schierati con chiarezza, vogliamo festeggiare il 25 aprile, la Liberazione e la Resistenza non inventarci celebrazioni di nazionalismo provinciale.

    1.308 firme
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    Il 23 aprile il sindaco Bucci e l’amministrazione celebreranno la Festa della bandiera di Genova che a suo dire “celebra i pregi e difetti della comunità genovese”, issando in 25 punti della città la croce di San Giorgio.

    Pensiamo che l’operazione “Bandiera di San Giorgio” sia l’ennesima occasione per distogliere l’attenzione dal 25 aprile e dalla Resistenza. Azioni a cui purtroppo questa amministrazione ci ha abituato.

    Tanti cittadini, quel giorno, saranno invece impegnati insieme all’Anpi e altre associazioni a ricordare i partigiani caduti per avere combattuto il fascismo e per aver reso il nostro paese una democrazia. Al loro fianco dovrebbero esserci anche il sindaco e la sua amministrazione.

    Per questo chiediamo a Bucci di uscire da questa ambiguità: non basta farsi vedere il 25 aprile alla manifestazione ufficiale e poi inventarsi celebrazioni di nazionalismo provinciale come quella della bandiera. Firma la petizione e schierati con chiarezza, vogliamo festeggiare il 25 aprile, la Liberazione e la Resistenza non inventarci celebrazioni di nazionalismo provinciale.

    Primi firmatari

    Andrea Guglelmino
    Carla Scarsi
    Alessandro Lombardo
    Domenico Chionetti
    Amanda Pederzolli
    Enrico Carrea
    Bruno Morchio
    Camillo Arcuri
    Giuseppe Pezzoni - Circolo Sertoli
    Giordano Bruschi
    Irene Cerboncini
    Stefano Kovac

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  • Fuori la corruzione del denaro dalla politica

    Firma la petizione e chiedi a tutti i candidati di essere trasparenti, dichiarare da chi ricevono i fondi e non accettare donazioni superiori a 200€ da imprenditori e componenti dei consigli di amministrazione.
    166 firme
    166 su 200 firme

    Quale che sia il tema che vuoi portare in politica, dalla lotta alle diseguaglianze ai cambiamenti climatici o a una diversa gestione degli spazi in città, c'è una ragione per cui Genova e il nostro Paese non riescono a fare progressi: la corruzione del denaro.

    Il denaro si insinua in ogni parte del nostro sistema politico, corrompe la democrazia e toglie potere alle persone. Le grandi aziende e i miliardari spendono milioni per spingere il Parlamento ad adottare o bloccare una legge.

    Prima ancora che i processi decisionali inizino lobbisti e miliardari cercano di condizionare i politici durante le elezioni. I candidati e gli eletti spesso passano ore e ore al giorno a fare telefonate con i grandi donatori invece di studiare e concentrarsi a capire cosa è utile davvero per i cittadini. Organizzano raccolte fondi a porte chiuse o cene di gala e passano il tempo ad ascoltare ricchi e amministratori di grandi aziende dimenticandosi di tutti gli altri.

    Questa corruzione della nostra democrazia è purtroppo perfettamente legale e siccome in Italia manca una legge sul lobbying non sappiamo nemmeno chi e quanto investe nelle campagna elettorali.

    Nelle nostre elezioni comunali sta accadendo esattamente questo. Aldo Spinelli, uno degli uomini più ricchi della città, ieri era sul palco insieme a Bucci e Salvini.

    "Io do soldi a tutti i partiti che me lo chiedono, da sempre - dice Spinelli, e ammette di aver finanziato in passato anche Burlando e Renzi - Ma è normale, come si fanno a fare le campagne elettorali, oggi, senza i contributi degli imprenditori?" Quello che lui e i ricchi donatori come lui chiedono è una città stagnante che non lotta contro le diseguaglianze e lascia indietro giovani e anziani.

    La nostra democrazia non dovrebbe essere condizionata e pagata dai ricchi e potenti. Firma la petizione e chiedi a tutti i candidati di essere trasparenti, dichiarare da chi ricevono i fondi con cui pagano la loro campagna elettorale e non accettare donazioni superiori a 200€ da imprenditori e componenti dei consigli di amministrazione.

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  • Sondaggi elezioni comunali Genova 2022

  • Siamo contrari all'aumento delle spese militari, ci schieriamo in modo irrevocabile per la pace, vogliamo che si trovi una soluzione non violenta alla crisi ucraina.

    570 firme
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    AGGIORNAMENTO: In queste settimane la guerra in Ucraina ha determinato una profonda crisi umanitaria. Aumentare la spesa militare e inviare armi ai paesi belligeranti non è una soluzione ma un modo per aggravare il problema.

    Partecipa alla manifestazione
    sabato 2 aprile alle ore 15 in piazza San Lorenzo con il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e l'arcivescovo di Genova Tasca.

    Ci schieriamo in modo irrevocabile per la pace. Siamo pronti a far sentire la nostra voce affinchè Italia e Europa agiscano per trovare soluzioni pacifiche.

    Quanto sta accandendo in Ucraina ci lascia attoniti. Dopo il dramma della seconda guerra mondiale non si era mai più arrivati così vicini a uno scontro militare in europa.

    L'Italia e l'Europa devono agire per scongiurare lo scoppio delle ostilità. Noi, come società civile, dobbiamo essere pronti a far sentire la nostra voce per indicare a chi governa che c'è una sola strada possibile da intraprendere, quella del rifiuto dell'uso della guerra per risolvere le controversie internazionali.

    Firma la nostra dichiarazione e unisciti a noi per preparare la mobilitazione nelle prossime settimane.

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  • Bucci spende 1 milione di euro per trasformare una scuola in caserma. Firma, chiedi che quello spazio sia destinato a aggregazione, cultura, creatività.

    Diretta a: Marco Bucci, sindaco di Genova

    1.625 firme
    1.625 su 2000 firme

    Bucci ha deciso di spendere un milione di euro per trasformare la ex scuola Garaventa nella nuova sede per la polizia locale in centro storico.

    Oltre che essere l’ennesimo investimento economico destinato alla sicurezza e all’ordine pubblico, è anche l’ennesimo tassello della Genova di Bucci: una città stagnante, ossessionata dal decoro e della sicurezza, in cui mancano spazi di aggregazione.

    Per noi fare politica vuol dire fare delle scelte. Bucci negli ultimi cinque anni ha scelto di spendere 9 milioni per nuove armi, nuove divise e assurdi gadget tecnologici per la polizia municipale. Per farlo ha tagliato ben 8 milioni dai fondi destinati all’istruzione.

    Il grande edificio dell’ex scuola Garaventa, abbandonata da diversi anni, potrebbe finalmente divenire uno spazio per il quartiere che offre nuove opportunità ai giovani e non solo, con locali attrezzati per lo svolgimento delle più disparate attività sociali, culturali e creative.

    Firma e fai sentire la tua voce, vogliamo una Genova che compie scelte differenti.

    HANNO ADERITO
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    Ferruccio Sansa

    Lista Sansa

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    Selena Candia

    Lista Sansa

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    Andrea Foti

    Sinistra italiana

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    Gianni Pastorino

    Linea condivisa

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    Rossella D'Acqui

    Linea condivisa

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