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  • Per una Liguria più eguale e solidale

    Ci impegniamo a sostenere il centrosinistra e chiediamo a Sansa e alle candidate e ai candidati della sua coalizione di impegnarsi a lottare contro le disuguaglianze.

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    Le diseguaglianze dividono la Liguria. Troppe e troppi vivono nel bisogno: il 4% dei liguri si trova in gravi condizioni di deprivazione materiale. Si tratta di persone che non riescono a scaldare adeguatamente la loro abitazione o a potersi permettere, letteralmente, un pasto decente. Una persona su cinque è a rischio di povertà o esclusione sociale (Eurostat, 2018). La crisi, però, è più ampia di così. E la povertà non è solo mancanza di mezzi materiali.

    La povertà che dobbiamo combattere è l’incapacità di avere autonomia, di poter indirizzare liberamente i propri sforzi verso ciò che si sceglie e non ciò che è imposto dalla lotteria del destino. Il rischio è trovarsi poveri, non solo di denaro ma soprattutto di strumenti, di risorse, di relazioni. Ed è un rischio concreto per la maggior parte di noi, anche solo per una fase della propria vita e a causa di eventi che non hanno nulla di eccezionale.

    Oggi figli e nipoti sanno che staranno peggio di nonni e genitori. Non potranno vivere quella stessa tangibile progressione sociale e di ricchezza sperimentata da chi li ha preceduti. Il tema delle diseguaglianze riguarda dunque in particolare le generazioni più giovani.

    In particolare rispetto alla gran parte di giovani che sono più fragili. Qui le disuguaglianze scavano i solchi più profondi, tra una minoranza che ha e una maggioranza che non ha. Basta poco per ricevere una condanna che sarà tendenzialmente a vita: nascere in una famiglia con meno possibilità, crescere in un luogo periferico, non trovare insegnanti e adulti che investano su di te. Una situazione acuita dalla difficoltà della scuola di continuare a essere uno strumento di progresso sociale. In Liguria, tra 20 alunni di prima elementare appena 7 riusciranno a immatricolarsi all’università nei tempi, 13 resteranno indietro.

    La crisi del coronavirus ha messo in evidenza le fragilità di una società dove le reti di sostegno alle persone sono sempre più indebolite, ha allargato ulteriormente le disuguaglianze.

    Vogliamo impegnarci nelle elezioni regionali di settembre, per una Liguria più egualitaria e solidale.

    Le disuguaglianze sono al centro della crisi della Liguria. La questione delle disuguaglianze deve guidare la lettura dei problemi che abbiamo di fronte e la loro riduzione ispirare tutte le politiche della regione.

    La miseria crescente è un’emergenza. Troppe e troppi vivono nel bisogno: una persona su ventitré si trova in gravi condizioni di deprivazione materiale in Liguria (Eurostat, 2018). La crisi, però, è più ampia di così.

    La povertà che dobbiamo combattere è l’incapacità di avere autonomia, di poter indirizzare liberamente i propri sforzi verso un impegno, un contributo alla società liberamente scelto, non imposto dalla lotteria del destino. Il rischio di trovarsi poveri, di denaro, di strumenti, di risorse, di relazioni, anche solo per una fase della propria vita e a causa di eventi che non hanno nulla di eccezionale, è concreto per la maggior parte di noi. Una persona su cinque è a rischio di povertà o esclusione sociale in Liguria (Eurostat, 2018).

    La Liguria, così, è una regione divisa. È divisa soprattutto da una questione generazionale.

    Si pone una questione in generale legata al nostro modello di sviluppo. Oggi, infatti, figli e nipoti sanno che staranno peggio di nonni e genitori. Non potranno vivere quella stessa tangibile progressione sociale e di ricchezza sperimentata da chi li ha preceduti.

    In particolare, si pone una questione rispetto alla gran parte di giovani che sono più fragili. Qui le disuguaglianze scavano i solchi più profondi, tra una minoranza che ha e una maggioranza che non ha. Basta poco per ricevere una condanna che sarà tendenzialmente a vita: nascere in una famiglia con meno possibilità, crescere in un luogo periferico, non trovare insegnanti e adulti che investano su di te. Viceversa, chi riesce è avrà dimostrato bravura, certo, ma avrà anche avuto la sua quota di fortuna in un territorio che nega sistematicamente opportunità ai giovani.

    La crisi del coronavirus ha messo in evidenza le fragilità di una società dove le reti di sostegno alle persone sono sempre più indebolite. I processi in corso ci spingono nella direzione di una società individualizzata, dove grandi progetti di cooperazione come l’Unione europea sono aggrediti, muri alle frontiere sono innalzati, è negato aiuto a chi scappa da fame, guerra e povertà, crescono nazionalismo e razzismo. La destra di Toti persegue un chiaro disegno in questa direzione. Lavora per una Liguria che esclude, per pochi, dove può prosperare solo una minoranza di privilegiati.

    È per questo che la sinistra deve esprimere una nuova cultura ancorata all’egualitarismo ed è per questo che in tale direzione rivolgiamo il nostro impegno. È uno sforzo che a livello nazionale vede impegnato il forum “Disuguaglianze e diversità” che ha presentato quindici proposte per la giustizia sociale in cui ci riconosciamo.

    Pertanto, chiediamo a Ferruccio Sansa e alle candidate e ai candidati della coalizione che lo appoggia di impegnarsi a lottare contro le disuguaglianze con progetti radicali, innovativi e coraggiosi, in particolare chiediamo un impegno su queste tre priorità:

    L’attuazione in Liguria, in via sperimentale, del piano sull’eredità per l’autonomia dei giovani.

    L’eredità è parte del programma di Sansa. È un investimento urgente sul futuro di tutte e di tutti in Liguria. Consiste infatti di una strategia per sostenere quelle giovani e qui giovani su cui altrimenti non punterebbe nessuno. L’eredità si compone di un assegno progressivo e incondizionato dato alle maggiorenni e ai maggiorenni nel momento critico d’ingresso nell’età adulta, di percorsi nella scuola per valorizzare l’autonomia e d’investimenti strategici per recuperare spazi per la vita e le attività dei giovani.

    La realizzazione di politiche ambientali e di contrasto ai cambiamenti climatici finalizzate a un nuovo modello di sviluppo ancorato alla promozione della giustizia sociale.

    La questione ambientale non può essere scissa da un obiettivo di giustizia sociale. La transizione ecologica infatti deve consistere di un processo di trasformazione del nostro modello di sviluppo per ridurre le disuguaglianze e la sperequazione di opportunità tra le generazioni presenti e future, ma anche tra le persone che abitano la terra oggi. Dobbiamo favorire un progresso socio-ecologico, come l’ha definito Fabrizio Barca, affinché la transizione urgente verso la giustizia ambientale tenga sempre conto dei suoi effetti sociali, per evitare che siano le persone più fragili a pagarne i costi. Spesso, invece, le politiche ambientali vanno in direzione diversa e sono pensate, come i vari sistemi di deduzioni fiscali, per aiutare chi ha già maggiore sicurezza economica e sociale. È necessario cambiare logica. Le politiche ambientali della regione devono essere accelerate e devono essere rivolte prioritariamente a favorire un riequilibrio che sia allo stesso tempo ambientale e sociale, intervenendo innanzitutto a favore di quei territori e quelle persone che hanno pagato e stanno pagando maggiormente i costi della transizione ecologica, in particolare nelle vecchie aree d’insediamento industriale.

    La costruzione di un nuovo sistema di welfare inteso come politica generativa a sostegno dell’autonomia delle persone.

    Le politiche di welfare pensate e realizzate dalla sinistra mezzo secolo fa, benché sempre attuali nella filosofia, sono superate dal mutare dei bisogni e dall’emergere di nuove forme di povertà, che non sono più né marginali né occasionali. Inoltre, le antiche politiche di welfare sono state smantellate dalle amministrazioni statali, regionali e locali più recenti, di ogni colore politico. Quello che ci resta è un sistema residuale che non è capace di aiutare tutte le persone che ne avrebbero bisogno, marcato da una sempre crescente, inaccettabile, filosofia della carità verso le persone fragili. È necessario costruire un nuovo sistema di welfare regionale e locale che restituisca prioritaria importanza alle politiche sociali. Le politiche di welfare devono essere intese come strumenti al servizio delle singole persone e della regione nel suo insieme, perché volte a promuovere l’autonomia delle persone, mediare le tensioni tra individui e collettività, favorire la convivenza nelle differenze e accrescere la coesione sociale.

    Sottoscrivendo questo appello ci impegniamo a sostenere il centrosinistra alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre, con il suo candidato Ferruccio Sansa. Chiediamo a Sansa e alle candidate e ai candidati della coalizione che lo appoggia di impegnarsi a lottare contro le disuguaglianze lungo le linee d’azione prioritarie indicate in questo appello. Ci impegniamo a favorire l’elezione in consiglio di quelle candidate e di quei candidati che si esprimeranno con maggiore chiarezza e nettezza a sostenere il nostro appello.

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  • Il nostro piano per dare libri di scuola gratis a metà degli studenti liguri

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    Il nostro piano prevede di istituire un sistema di comodato d’uso (cioè un prestito gratuito) dei libri di scuola. La misura consente di coprire 25.700 studenti il primo anno di applicazione e 51.400 entro il terzo, immaginando, per esagerazione, che addirittura un terzo dei testi acquistati per i comodati debba essere sostituito ogni anno e senza considerare eventuali economie di scala. In tre anni 1 studente su 2 in Liguria avrà i libri gratuitamente garantendo un consistente risparmio alle famiglie.

    La misura costerebbe circa 5,4 milioni di euro. Di questi 2,6 milioni sono già a disposizione della regione e vengono forniti, ogni anno, dallo stato. Gli altri 2,8 milioni sono da reperire grazie all’impegno di risorse proprie della regione, l’esatta cifra che invece stanno regalando alle scuole private.

    Il piano non è nuovo, l’avevamo già avanzato 5 anni fa ed era stato portato in consiglio da Gianni Pastorino. Allora prevedevamo di reperire i 2,8 milioni necessari tagliando gli stipendi dei consiglieri regionali. La proposta venne respinta proprio dalla giunta Toti. Oggi però i soldi ci sono, solo che la giunta li vuole regalare alle scuole private.

    Il meccanismo del comodato d’uso è già sperimentato con successo proprio a Genova, alla Don Milani. Lì ogni alunno riceve i libri di testo gratuitamente all’inizio dell’anno e li riconsegna cercando di mantenerne invariato lo stato prima dell’estate. Su larga scala il meccanismo è applicato nel comune di Bari.

     

    Quanto spendono le famiglie per i libri

    Tra qualche settimana ogni famiglia che ha almeno un figlio si troverà a spendere, in media, tra i 180 e i 230€ per l’acquisto dei libri di testo. Complessivamente le famiglie liguri spendono ogni anno circa 20 milioni di euro in libri di scuola.

     

    La dispersione scolastica

    Una ricerca svolta anni fa proprio dalla Regione Liguria dimostra come la dispersione scolastica sia direttamente collegata alle difficoltà economiche delle famiglie. Il rischio dispersione infatti aumenta in relazione all’indice di deprivazione delle famiglie e alla necessità immediata di reddito dallo studente. L’ultimo rapporto del MIUR arriva alle medesime conclusioni mettendo in correlazione i dati sull’abbandono complessivo degli alunni con alcuni dati presi dal Rapporto BES dell’Istat (livello culturale e del grado di istruzione raggiunto dalle famiglie, capacità reddituali e il benessere economico del territorio, grado di partecipazione al lavoro della popolazione e delle donne con figli).

    Sono dati a cui Giovanni Toti ha accesso e che ha scelto di ignorare deliberatamente, perché questa è la sua idea di Liguria. Una regione in cui se hai mezzi vai avanti e se, invece, ti trovi in difficoltà, vieni abbandonato e lasciato indietro.

     

    La petizione contro il finanziamento alle scuole private

    Giovanni Toti ha deciso di regalare 2,8 milioni di euro alle scuole private. Non è la prima volta che la giunta sceglie di concentrare le risorse per favorire le private. Così come è accaduto nel caso del bonus per l’acquisto di tablet che era iniquamente diviso e garantiva 1milione di euro agli studenti delle scuole paritarie a fronte di 1,5 milioni per gli studenti delle scuola pubbliche. Peccato che a fronte di 9550 iscritti alle paritarie ce ne siano 152953 iscritti alle scuole pubbliche.

    Si tratta di scelte precise e ideologiche. Toti investe nelle scuole private perché preferisce e promuove un sistema in cui i servizi sono privatizzati e non pubblici.

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  • Firma contro i finanziamenti alle scuole private. Aiutiamo gli studenti dando gratis i libri di scuola.

    Diretta a: Giovanni Toti Promossa da: Genova che osa

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    La giunta Toti ha deciso di regalare 2,8 milioni di euro alle scuole private. La misura viene spacciata come un sostegno alla libera scelta degli studenti ma è evidente che si tratta solo di un regalo a poche scuole privilegiate quando invece sarebbe necessario un sostegno consistente a tutto il sistema dell’istruzione.

    Chiediamo che la stessa cifra sia utilizzata per dare gratis, progressivamente, i libri di scuola a tutti gli studenti liguri. Ogni anno tra la fine di agosto e l’inizio di settembre le famiglie italiane che hanno dei figli che frequentano le medie o le superiori si trovano a pagare, in media, tra i 180€ e i 230€.

    3 milioni di euro bastano a raddoppiare l’attuale fondo statale per sostenere l’acquisto dei libri e potrebbero garantire immediatamente libri per 25mila studenti. Nell’anno successivo, grazie al sistema virtuoso, i beneficiari salirebbero a 50mila, cioè uno studente su due.

    Il meccanismo del comodato d’uso dei libri è già sperimentato con successo proprio a Genova, alla Don Milani. Lì ogni alunno riceve i libri di testo gratuitamente all’inizio dell’anno e li riconsegna cercando di mantenerne invariato lo stato prima dell’estate. Su larga scala il meccanismo è applicato nel comune di Bari.

    Questa proposta non è nuova, l’abbiamo presentata quasi 5 anni fa in consiglio regionale, allora con la prima firma del consigliere Pastorino, ma venne respinta proprio dalla giunta Toti. Per finanziarla proponevamo di recuperare i 3 milioni tagliando gli stipendi dei consiglieri regionali. Oggi il problema nemmeno si pone, le risorse ci sono.

    La crisi seguita alla pandemia sta facendo crescere le diseguaglianze. La dispersione scolastica è strettamente correlata alle difficoltà economiche delle famiglie. Per questo c’è urgente bisogno di misure a sostegno delle famiglie in difficoltà.

    Primi firmatari:

    Elena Mingarelli Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Amanda Pederzolli Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Alessandro Demartini Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Anita Palermo Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Anna Devia Liceo Leonardo Da Vinci
    Gabriele Fossati Liceo Leonardo Da Vinci
    Bianca Bono Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Bianca Capponi Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Daniele Testa Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Emanuele Calcagno Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Ernesto Guerrino Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Francesco Delbene Liceo Pertini
    Giovanni Quadrelli Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Giorgia Ruello
    Lara Fracassi Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Lorenzo Martino Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Nina Raggi Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Orlando Baudo Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Pietro Spotorno
    Denise Grassi Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Roberto Costantini Liceo Leonardo Da Vinci

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  • Townhall meeting - Domande a Sansa

    Domande a Sansa

    Abbiamo invitato Ferruccio Sansa, candidato del centrosinistra, a partecipare a un townhall per riportare la discussione sui temi e sulle idee in una formula che favorisca partecipazione e coinvolgimento. Il townhall meeting è una forma di incontro pubblico diffusa nei paesi anglosassoni in cui gli eletti o i candidati rispondono, brevemente, a domande dirette poste dalle persone che partecipano. È uno strumento utile a fare pressione ai candidati sollecitandoli su temi precisi e per raccogliere impegni chiari sulle questioni poste. l townhall meeting si svolgerà in presenza e online e sarà articolato in due parti: nella prima parte ogni associazione potrà porre una domanda al candidato; nella seconda parte le domande saranno poste direttamente dalle persone. Per favorire la partecipazione le domande saranno raccolte online nei giorni precedenti l’incontro e saranno riordinate per ambiti tematici, così da favorire una discussione il più possibile coerente. Il candidato avrà tempi stretti e determinati per rispondere, perchè l’obiettivo è avere risposte puntuali e precise. L'incontro è promosso da Genova che osa, Oltre il giardino, La città - giornale di società civile, Comunità San Benedetto al Porto ed è trasmesso in diretta su Good Morning Genova.

    Posted by Genova che osa on Monday, July 27, 2020

    PROPOSTA

    Eredità per l'autonomia dei giovani

    Il piano dirompente di Genova che osa per favorire l'autonomia dei giovani

    LEGGI TUTTO
    REGIONALI 2020

    La nostra strategia

    Una campagna dal basso per sconfiggere il centrodestra e concentrare il dibattito su proposte radicali e innovative

    ENTRA IN AZIONE

    Sansa, su nostra esplicita richiesta, ha espresso pieno appoggio al piano dell'eredità per l'autonomia dei giovani. Siamo molto contenti di questo ottimo risultato a cui stiamo lavorando da mesi.

    La risposta di Ferruccio Sansa è arrivata nel corso del townhall meeting che abbiamo organizzato in piazza la scorsa settimana e in cui il candidato ha risposto a domande di cittadini e associazioni.

    Il townhall meeting è una forma di incontro pubblico diffusa nei paesi anglosassoni in cui gli eletti o i candidati rispondono, brevemente, a domande dirette poste dalle persone che partecipano. È uno strumento utile a fare pressione ai candidati sollecitandoli su temi precisi e per raccogliere impegni chiari sulle questioni poste.

  • Valutazione - Domande a Sansa

    Lunedì si è svolto il townhall meeting con Ferruccio Sansa, candidato presidente del centrosinistra, stiamo raccogliendo opinioni sulle risposte fornite e sulle modalità con cui si è svolto l'incontro.

    Take the survey
  • Il piano dirompente di Genova che osa per favorire l'autonomia dei giovani

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    L’eredità per l'autonomia dei giovani è una misura contro le diseguaglianze. Vuole far uscire da una condizione di minoranza chi, oggi, escluso da qualsiasi misura di welfare, è costretto a ridimensionare la portata dei propri sogni, o ha smesso addirittura di averne.

    Il nostro piano prevede una dotazione monetaria progressiva e incondizionata, attribuita a ogni 19enne. Si tratta di un sostegno rilevante nell’età in cui si compiono scelte di vita fondamentali, per favorire la realizzazione personale e la partecipazione sociale dei giovani.

    La proposta di legge

    Centrosinistra e 5 stelle uniti per sostenere l'eredità per l'autonomia

    Luca Garibaldi, consigliere regionale del Pd, ha presentato in consiglio la proposta di legge “Norme regionali per favorire l’autonomia delle nuove generazioni”. La proposta è stata sottoscritta dai consiglieri dell’opposizione progressista e pentastellata: Barbagallo, Lunardon, Righello e Rossetti del Pd, Pastorino e Battistini, di Linea condivisa, Tosi e Melis del M5S, Michelucci e Ferrando di Italia Viva.

    La proposta, che abbiamo seguito assieme a Garibaldi, è la prima declinazione in un atto legislativo del piano sull’eredità per l’autonomia dei giovani. Per questo riteniamo sia un importante risultato nella nostra campagna di stimolo e pressione.

    L'appello

    Contro le diseguaglianze: un piano per dare opportunità ai giovani

    Genova è una città divisa, la Liguria è una regione divisa. Le disuguaglianze tagliano la nostra società tra chi ha e chi non ha, lasciando indietro tanti mentre pochi, fortunati, vanno avanti. In particolare, tante ragazze e tanti ragazzi, oggi, non riescono a costruirsi in autonomia un percorso di vita soddisfacente. Le generazioni dei nonni e genitori hanno sperimentato con chiarezza un balzo in avanti: per loro maggiore ricchezza e progresso sociale si sono materializzati in modo tangibile. Le nuove generazioni, figli e nipoti, sanno che staranno peggio, che non potranno vivere quella stessa progressione sociale.

    Il percorso di studi è un indicatore: di una prima elementare di 20 alunni in Liguria sappiamo che appena 7 riusciranno a immatricolarsi all’università nei tempi, invece 13 resteranno indietro. Qualcuno dirà che falliscono perché non meritano. Eppure, è vero il contrario. Basta poco per trovarsi dalla parte sbagliata delle fratture che tagliano la società. Lo può testimoniare chiunque: chi sta studiando o ha da poco terminato gli studi pensando alla sua classe, chi è più grande ricordando la storia dei compagni di figli e nipoti.

    Il futuro dei giovani è abbandonato al caso. Non stupisce che, a Genova, 3 scuole professionali e tecniche su 5 presentino un livello sociale basso delle famiglie dei loro studenti, contro soltanto 1 liceo su 4.

    Nascere in una famiglia fragile, crescere in un luogo periferico, avere la sfortuna di non trovare insegnanti e adulti che abbiano voglia di investire su di te sono generalmente condanne a vita. Viceversa, chi riesce è stato bravo, certo, ma avrà avuto la sua quota di fortuna in un territorio che nega sistematicamente opportunità ai giovani.

    Questa divisione è iniqua ed è anche insostenibile, perché rende sempre più squilibrato il nostro territorio. Infatti, i giovani liguri più fortunati scappano altrove appena possono, gli altri restano qui impantanati; chi poi nasce fuori, molto difficilmente considera di venirsi a stabilire qui.

    Sappiamo che il nostro futuro è indissolubilmente legato al progresso delle nuove generazioni. In particolare, misura di questo progresso è quanto riusciremo a portare avanti chi resta indietro. Per contrastare la crisi, è necessario invertire rotta. Dobbiamo lottare contro le disuguaglianze che colpiscono i giovani. Dobbiamo costruire un sistema che crei e ridistribuisca opportunità.

    L’obiettivo è ambizioso: serviranno un lavoro lungo e una strategia fatta di studio e numerose iniziative, ma dobbiamo attivarci subito ed essere incisivi. Perciò, in vista dell’elezione regionale di primavera, chiediamo alle forze politiche progressiste di sostenere l’adozione in Liguria, in via sperimentale, dell’eredità per l’autonomia dei giovani, proposta nazionalmente dal Forum Disuguaglianze Diversità.

    Nell’ipotesi di Genova che osa, l’eredità per l’autonomia dei giovani consiste di una dotazione monetaria progressiva e incondizionata, attribuita a ogni 19enne. Si tratta di un sostegno rilevante nell’età in cui si compiono scelte di vita fondamentali, per favorire la realizzazione personale e la partecipazione sociale dei giovani. La dotazione è accumulata di anno in anno con l’accantonamento di risorse regionali, ma anche dei comuni e private, in uno specifico fondo vincolato e gestito secondo criteri di finanza etica. L’importo massimo della dotazione è di 40 mila euro per chi proviene da famiglie meno abbienti; il costo complessivo a regime sarà di 120 milioni, cioè appena un cinquantesimo della spesa effettiva della regione, che supera i 5,5 miliardi.

    L’eredità deve essere parte di una strategia più ampia di costruzione di un nuovo welfare per combattere le disuguaglianze. Perciò, con le scuole dovranno essere istituiti percorsi di affiancamento dei beneficiari, rispetto all’impiego della dote. Inoltre, il fondo vincolato potrà essere impiegato per altri interventi diretti al contrasto delle disuguaglianze tra i giovani, come il recupero di alloggi e di spazi per attività imprenditoriali, sociali, culturali e creative.

    L’eredità è un investimento di tutta la regione sul futuro. È un investimento su quei giovani su cui altrimenti non punterebbe nessuno.

    L’eredità vuole far uscire da una condizione di minoranza chi, oggi, escluso da qualsiasi misura di welfare, è costretto a ridimensionare la portata dei propri sogni, o ha smesso addirittura di averne. Per questo avrà un effetto dirompente: investire sul futuro dei giovani significa investire sul futuro e il benessere di tutti.

     

    Primi firmatari

    Lorenzo Azzolini, Maddalena Bartolini, Brando Benifei, Viola Boero, Luca Borzani, Rosaria Carcassi, Giuliano Carlini, Barbara Carpanini, Luca Cavalieri, Alessandro Cavalli, Leonardo Chessa, Domenico Chionetti, Pietro Ciuffardi, Sergio Cofferati, Paolo Cortigiani, Simone D’Angelo, Alberto Diaspro, Sandro Frega, Stefano Gaggero, Luca Garibaldi, Antonio Gibelli, Paolo Giovannini, Carla Grippa, Lorena Lucattini, Andrea Massera, Arcangelo Merella, Marco Montoli, Giorgio Pagano, Marianna Pederzolli, Stefano Petrella, Paolo Pissarello, Stefano Poli, Angelica Radicchi, Emilio Robotti, Guido Rodriguez, Daniele Salvo, Stefano Sarti, Francesco Surdich, Alessandro Terrile, Sebastiano Tringali, Claudia Vago, Giacomo Zolezzi.

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