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  • Il piano per usare 5 miliardi del recovery fund contro le diseguaglianze

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    Le risorse del recovery fund possono segnare un cambio di passo in Liguria e a Genova, ma solo se saranno spesi in modo preciso, con una strategia in mente e un obiettivo chiaro. Per noi l’obiettivo è la riduzione delle disuguaglianze. In particolare, vogliamo affrontare la questione di genere e quella giovanile. Proponiamo sette punti per investire 5 miliardi, concentrati su un numero limitato di ambiti e diretti tutti in modo preciso a ridurre le disuguaglianze in Liguria.

     

    Spazi

    Recuperare gli spazi abbandonati nella regione a partire dalle aree interne e periferiche, per favorire una redistribuzione di opportunità e promuovere attività creative e di condivisione, in ambito economico e sociale.

    Leggi il piano per gli spazi

    1500 mln

    Scuola

    Promuovere la scuole come mezzo fondamentale per dare a tutte e tutti pari opportunità, soprattutto nelle aree interne e periferiche, e come presidio sociale essenziale.

    Leggi il piano per la scuola

    560 mln

    Ambiente

    Contrastare il cambiamento climatico in modo da assicurare una parità di opportunità tra le generazioni di oggi e quelle di domani ma anche secondo un criterio di giustizia sociale applicato nel presente, in modo da sostenere una transizione ambientale che non scarichi i costi su chi risiede nelle aree interne e periferiche e già è più vulnerabile.

    Leggi il piano per l'ambiente

    1100 mln

    Mobilità

    Attuare un piano del trasporto pubblico e di riduzione di quello privato che sia sostenibile, efficiente ed egualitario, cioè che colleghi allo stesso tutte le parti della regione, a partire dalle aree interne e periferiche, dando a tutte e tutti le stesse opportunità di muoversi nelle diverse parti della regione, nonché di restituzione alle persone di una parte degli spazi oggi indebitamente dati alle macchine.

    Leggi il piano per la mobilità

    550 mln

    Salute

    Realizzare un piano per la sanità di prossimità in regione, che si accessibile da tutte e tutti in modo egualitario, che favorisca l’orientamento, l’informazione e la partecipazione delle cittadine e dei cittadini, sviluppi l’assistenza domiciliare e sia integrato con gli altri servizi alle persone.

    Leggi il piano per la salute

    1250 mln

    Dati

    Contrasto del monopolio della conoscenza e della gestione e analisi dei dati da parte delle grandi società private, in un’ottica di uguaglianza nell’accesso e condivisione del sapere.

    Leggi il piano per dati e trasparenza

    30 mln

    Parità

    Promozione della parità di trattamento, in particolare tra lavoratrici e lavoratori e soprattutto in materia salariale, in modo che gli investimenti Next Gen non sia utilizzati in maniera discriminatoria.

    Leggi il piano per garantire parità

    10 mln

    Il piano contro le diseguaglianze

    La pandemia ha messo in evidenza squilibri e ingiustizie, che lasciano indietro larga parte di noi, mentre pochi accumulano ricchezza e benessere. La nostra società è di fatto divisa in realtà separate, tra chi ha e chi non ha. Questa divisione è insostenibile ed è iniqua.

    La questione delle disuguaglianze, che la crisi pandemica ha reso sempre più larghe e profonde, è una priorità.

    Le disuguaglianze sono frutto della stratificazione di elementi differenti, che si intersecano, e solo in parte hanno natura materiale, di reddito e ricchezza. La povertà, infatti, è non avere la capacità di realizzare il proprio pieno potenziale come persona. Oltre il dato strettamente economico, dipende da condizioni di fragilità riconducibili al ceto di appartenenza e allo stato socio-culturale individuale e familiare. Oggi poi, la nuova povertà non ha più i tratti dell’eccezionalità, ma è fluida e trasversale.

    Crediamo sia dunque necessario costruire un nuovo stato del benessere, del “welfare”, che sia capace di rimuovere quegli ostacoli che impediscono a tutte e a tutti, ugualmente, di vivere una vita dignitosa e soddisfacente e di partecipare alla società. È necessario e urgente iniziare adesso, proprio nel momento della crisi, affinché l’emergenza non lasci ancora più indietro chi già faticava a tenere il passo e per costruire davvero, finalmente, un mondo migliore.

    Le risorse del recovery fund sono l’occasione di una generazione per affrontare con misure coraggiose, radicali e innovative la questione delle disuguaglianze. Next Gen EU, più noto come recovery fund, è il pacchetto di investimenti proposto dalla commissione europea per affrontare la crisi pandemica in Europa. Si tratta di un programma straordinario da 750 miliardi di euro, di cui circa 200 destinati al nostro paese, tra sovvenzioni e prestiti. Queste risorse non vanno sprecate: è necessario definire un piano d’investimenti precisamente mirato a combattere le disuguaglianze.

    Il governo Conte ha approvato un piano, ma ci sono dei limiti, messi in evidenza anche dal Forum Disuguaglianze e Diversità. Soprattutto manca una priorità forte che dovrebbe essere la riduzione delle disuguaglianze: una lente tramite cui guardare i problemi e un filo conduttore per tutti gli interventi.

    Adesso il piano sarà discusso con l’Unione Europea e quindi messo in atto in tempi rapidi. Crediamo che la Liguria debba candidarsi a un impiego il più avanzato possibile di queste risorse, perché qui nella nostra regione le disuguaglianze sono particolarmente profonde e rischiano di trasformare il declino in una decadenza irrimediabile.

    La strategia d’investimento che proponiamo in questo documento riguarda sette aree: spazi, scuola, ambiente, mobilità, salute, dati e parità di genere. In ciascuna area la priorità è investire per ridurre le disuguaglianze e contrastarne in particolare le cause immateriali. Le diverse misure che proponiamo sono interconnesse e si completano tra loro in maniera strategica così come le disuguaglianze che vogliamo combattere si intrecciano e amplificano vicendevolmente.

    In particolare, vogliamo affrontare la questione di genere e quella giovanile.

    Il nuovo welfare che sosteniamo, attraverso interventi integrati sulla scuola, la salute, i servizi alla persona, darebbe luogo a una diversa organizzazione dei ruoli in società e dei compiti di cura. Vogliamo infatti favorire una effettiva parità tra donne e uomini, partendo dal presupposto che la prima e più profonda forma di diseguaglianza, attorno cui è strutturata ogni forma di società, è quella di genere.

    Le misure che proponiamo in questo documento, assieme all’eredità per l’autonomia dei giovani, analoga alla proposta presentata Forum Disuguaglianze e Diversità a livello nazionale, contribuirebbero in modo decisivo a far uscire da una condizione di minoranza quelle tante ragazze e ragazzi che, in Liguria, sono oggi escluse ed esclusi da qualsiasi misura di welfare e devono ridimensionare la portata dei propri sogni, o hanno smesso addirittura di averne.

    Toti ha inviato al governo un piano di spesa dei fondi previsti dal recovery fund che altro non è se una lista confusa. Ma miliardi, anche decine di miliardi di spese non daranno nessun effetto di lungo periodo senza un piano. È una storia vecchia che nel nostro paese si vede troppo spesso: disperdere le risorse perché non si è capaci di fare delle scelte. Fare politica però significa compiere delle scelte, definire delle priorità, e per noi la priorità è combattere le disuguaglianze.

    Le risorse del recovery fund possono segnare un cambio di passo in Liguria e a Genova, ma solo se saranno spesi in modo preciso, con una strategia in mente e un obiettivo chiaro. Per noi l’obiettivo è la riduzione delle disuguaglianze.

    A livello teorico, fatte le proporzioni, ammonterebbero per la nostra regione a 5 miliardi. Qui proponiamo sette punti per investimenti questi 5 miliardi, concentrati su un numero limitato di ambiti e dirette tutti in modo preciso a ridurre le disuguaglianze in Liguria.

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