Pages tagged "petizione"

  • Festeggio il 25 aprile, non la bandiera di genova

    Firma la petizione e schierati con chiarezza, vogliamo festeggiare il 25 aprile, la Liberazione e la Resistenza non inventarci celebrazioni di nazionalismo provinciale.

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    Il 23 aprile il sindaco Bucci e l’amministrazione celebreranno la Festa della bandiera di Genova che a suo dire “celebra i pregi e difetti della comunità genovese”, issando in 25 punti della città la croce di San Giorgio.

    Pensiamo che l’operazione “Bandiera di San Giorgio” sia l’ennesima occasione per distogliere l’attenzione dal 25 aprile e dalla Resistenza. Azioni a cui purtroppo questa amministrazione ci ha abituato.

    Tanti cittadini, quel giorno, saranno invece impegnati insieme all’Anpi e altre associazioni a ricordare i partigiani caduti per avere combattuto il fascismo e per aver reso il nostro paese una democrazia. Al loro fianco dovrebbero esserci anche il sindaco e la sua amministrazione.

    Per questo chiediamo a Bucci di uscire da questa ambiguità: non basta farsi vedere il 25 aprile alla manifestazione ufficiale e poi inventarsi celebrazioni di nazionalismo provinciale come quella della bandiera. Firma la petizione e schierati con chiarezza, vogliamo festeggiare il 25 aprile, la Liberazione e la Resistenza non inventarci celebrazioni di nazionalismo provinciale.

    Primi firmatari

    Andrea Guglelmino
    Carla Scarsi
    Alessandro Lombardo
    Domenico Chionetti
    Amanda Pederzolli
    Enrico Carrea
    Bruno Morchio
    Camillo Arcuri
    Giuseppe Pezzoni - Circolo Sertoli
    Giordano Bruschi
    Irene Cerboncini
    Stefano Kovac

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  • Fuori la corruzione del denaro dalla politica

    Firma la petizione e chiedi a tutti i candidati di essere trasparenti, dichiarare da chi ricevono i fondi e non accettare donazioni superiori a 200€ da imprenditori e componenti dei consigli di amministrazione.
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    Quale che sia il tema che vuoi portare in politica, dalla lotta alle diseguaglianze ai cambiamenti climatici o a una diversa gestione degli spazi in città, c'è una ragione per cui Genova e il nostro Paese non riescono a fare progressi: la corruzione del denaro.

    Il denaro si insinua in ogni parte del nostro sistema politico, corrompe la democrazia e toglie potere alle persone. Le grandi aziende e i miliardari spendono milioni per spingere il Parlamento ad adottare o bloccare una legge.

    Prima ancora che i processi decisionali inizino lobbisti e miliardari cercano di condizionare i politici durante le elezioni. I candidati e gli eletti spesso passano ore e ore al giorno a fare telefonate con i grandi donatori invece di studiare e concentrarsi a capire cosa è utile davvero per i cittadini. Organizzano raccolte fondi a porte chiuse o cene di gala e passano il tempo ad ascoltare ricchi e amministratori di grandi aziende dimenticandosi di tutti gli altri.

    Questa corruzione della nostra democrazia è purtroppo perfettamente legale e siccome in Italia manca una legge sul lobbying non sappiamo nemmeno chi e quanto investe nelle campagna elettorali.

    Nelle nostre elezioni comunali sta accadendo esattamente questo. Aldo Spinelli, uno degli uomini più ricchi della città, ieri era sul palco insieme a Bucci e Salvini.

    "Io do soldi a tutti i partiti che me lo chiedono, da sempre - dice Spinelli, e ammette di aver finanziato in passato anche Burlando e Renzi - Ma è normale, come si fanno a fare le campagne elettorali, oggi, senza i contributi degli imprenditori?" Quello che lui e i ricchi donatori come lui chiedono è una città stagnante che non lotta contro le diseguaglianze e lascia indietro giovani e anziani.

    La nostra democrazia non dovrebbe essere condizionata e pagata dai ricchi e potenti. Firma la petizione e chiedi a tutti i candidati di essere trasparenti, dichiarare da chi ricevono i fondi con cui pagano la loro campagna elettorale e non accettare donazioni superiori a 200€ da imprenditori e componenti dei consigli di amministrazione.

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  • Siamo contrari all'aumento delle spese militari, ci schieriamo in modo irrevocabile per la pace, vogliamo che si trovi una soluzione non violenta alla crisi ucraina.

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    AGGIORNAMENTO: In queste settimane la guerra in Ucraina ha determinato una profonda crisi umanitaria. Aumentare la spesa militare e inviare armi ai paesi belligeranti non è una soluzione ma un modo per aggravare il problema.

    Partecipa alla manifestazione
    sabato 2 aprile alle ore 15 in piazza San Lorenzo con il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e l'arcivescovo di Genova Tasca.

    Ci schieriamo in modo irrevocabile per la pace. Siamo pronti a far sentire la nostra voce affinchè Italia e Europa agiscano per trovare soluzioni pacifiche.

    Quanto sta accandendo in Ucraina ci lascia attoniti. Dopo il dramma della seconda guerra mondiale non si era mai più arrivati così vicini a uno scontro militare in europa.

    L'Italia e l'Europa devono agire per scongiurare lo scoppio delle ostilità. Noi, come società civile, dobbiamo essere pronti a far sentire la nostra voce per indicare a chi governa che c'è una sola strada possibile da intraprendere, quella del rifiuto dell'uso della guerra per risolvere le controversie internazionali.

    Firma la nostra dichiarazione e unisciti a noi per preparare la mobilitazione nelle prossime settimane.

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  • Bucci spende 1 milione di euro per trasformare una scuola in caserma. Firma, chiedi che quello spazio sia destinato a aggregazione, cultura, creatività.

    Diretta a: Marco Bucci, sindaco di Genova

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    1.625 su 2000 firme

    Bucci ha deciso di spendere un milione di euro per trasformare la ex scuola Garaventa nella nuova sede per la polizia locale in centro storico.

    Oltre che essere l’ennesimo investimento economico destinato alla sicurezza e all’ordine pubblico, è anche l’ennesimo tassello della Genova di Bucci: una città stagnante, ossessionata dal decoro e della sicurezza, in cui mancano spazi di aggregazione.

    Per noi fare politica vuol dire fare delle scelte. Bucci negli ultimi cinque anni ha scelto di spendere 9 milioni per nuove armi, nuove divise e assurdi gadget tecnologici per la polizia municipale. Per farlo ha tagliato ben 8 milioni dai fondi destinati all’istruzione.

    Il grande edificio dell’ex scuola Garaventa, abbandonata da diversi anni, potrebbe finalmente divenire uno spazio per il quartiere che offre nuove opportunità ai giovani e non solo, con locali attrezzati per lo svolgimento delle più disparate attività sociali, culturali e creative.

    Firma e fai sentire la tua voce, vogliamo una Genova che compie scelte differenti.

    HANNO ADERITO
    Card image cap
    Ferruccio Sansa

    Lista Sansa

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    Selena Candia

    Lista Sansa

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    Andrea Foti

    Sinistra italiana

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    Gianni Pastorino

    Linea condivisa

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    Rossella D'Acqui

    Linea condivisa

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  • Firma contro i finanziamenti alle scuole private. Aiutiamo gli studenti dando gratis i libri di scuola.

    Diretta a: Giovanni Toti Promossa da: Genova che osa

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    La giunta Toti ha deciso di regalare 2,8 milioni di euro alle scuole private. La misura viene spacciata come un sostegno alla libera scelta degli studenti ma è evidente che si tratta solo di un regalo a poche scuole privilegiate quando invece sarebbe necessario un sostegno consistente a tutto il sistema dell’istruzione.

    Chiediamo che la stessa cifra sia utilizzata per dare gratis, progressivamente, i libri di scuola a tutti gli studenti liguri. Ogni anno tra la fine di agosto e l’inizio di settembre le famiglie italiane che hanno dei figli che frequentano le medie o le superiori si trovano a pagare, in media, tra i 180€ e i 230€.

    3 milioni di euro bastano a raddoppiare l’attuale fondo statale per sostenere l’acquisto dei libri e potrebbero garantire immediatamente libri per 25mila studenti. Nell’anno successivo, grazie al sistema virtuoso, i beneficiari salirebbero a 50mila, cioè uno studente su due.

    Il meccanismo del comodato d’uso dei libri è già sperimentato con successo proprio a Genova, alla Don Milani. Lì ogni alunno riceve i libri di testo gratuitamente all’inizio dell’anno e li riconsegna cercando di mantenerne invariato lo stato prima dell’estate. Su larga scala il meccanismo è applicato nel comune di Bari.

    Questa proposta non è nuova, l’abbiamo presentata quasi 5 anni fa in consiglio regionale, allora con la prima firma del consigliere Pastorino, ma venne respinta proprio dalla giunta Toti. Per finanziarla proponevamo di recuperare i 3 milioni tagliando gli stipendi dei consiglieri regionali. Oggi il problema nemmeno si pone, le risorse ci sono.

    La crisi seguita alla pandemia sta facendo crescere le diseguaglianze. La dispersione scolastica è strettamente correlata alle difficoltà economiche delle famiglie. Per questo c’è urgente bisogno di misure a sostegno delle famiglie in difficoltà.

    Primi firmatari:

    Elena Mingarelli Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Amanda Pederzolli Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Alessandro Demartini Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Anita Palermo Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Anna Devia Liceo Leonardo Da Vinci
    Gabriele Fossati Liceo Leonardo Da Vinci
    Bianca Bono Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Bianca Capponi Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Daniele Testa Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Emanuele Calcagno Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Ernesto Guerrino Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Francesco Delbene Liceo Pertini
    Giovanni Quadrelli Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Giorgia Ruello
    Lara Fracassi Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Lorenzo Martino Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Nina Raggi Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Orlando Baudo Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Pietro Spotorno
    Denise Grassi Liceo Classico Linguistisco Colombo
    Roberto Costantini Liceo Leonardo Da Vinci

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  • Mascherine e guanti gratis per tutti

    Diretta a: Governo Promossa da: Guido Rodriguez

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    È da molto tempo che tutti noi rimaniamo in casa per proteggerci dalla peggiore epidemia che abbia coinvolto l’umanità da più di 100 anni.

    Solo per validi motivi possiamo uscire di casa; fare la spesa, andare in farmacia, andare dal medico. Per uscire però dobbiamo avere con noi un modulo con le ragioni dello spostamento. E vigili, polizia e carabinieri possono, anzi devono, verificarle.

    Questo è soprattutto nel nostro interesse e di quello di tutte le persone a cui teniamo. Ma nei filmati della tv vedo ancora moltissime persone che fuori casa non indossano ne mascherine ne guanti. Ma perché accade tutto questo?

    Sono un medico universitario, che per tutta la vita ha cercato di studiare i meccanismi di funzionamento del cervello. Ho passato la mia vita negli ospedali accanto alla malattia.

    Per questa ragione ho imparato che proteggere gli altri (mantenendo le distanze, portando la mascherina ed i guanti) equivale assolutamente a proteggere noi stessi.

    Ci sono tre cose che vorrei che fossimo in tanti a chiedere al governo nazionale, alla regione ed al comune:

    1) una campagna di informazione martellante per convincere tutti i cittadini che hanno buone ragioni per uscire di casa ad indossare guanti e mascherine e mi raccomando proteggendo naso e bocca.

    2) È necessario un controllo molto più efficace e capillare nelle strade.

    3) Infine, vista la speculazione che si è scatenata sui prezzi di mascherine e guanti monouso stato, regione e comune devono garantire a tutti i cittadini che escono di casa la disponibilità gratuita di mascherine e di guanti.

    Mascherine e guanti devono essere messi a disposizione dei cittadini attraverso supermercati, farmacie e tutti gli altri esercizi che per decreto governativo possono rimanere aperti e a disposizione della cittadinanza.


    *Guido Rodriguez - Medico e Professore universitario. E' presidente dell'associazione CREAMCAFE (Caffè della Mente Creativa) che ha come scopo sociale il mantenere attiva la mente di persone sane e malate

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  • Petizione - No al raddoppio delle rette scolastiche.

    Chiedo a Marco Bucci di rivedere la sua decisione di raddoppiare le rette delle scuole superiori gestite dal comune. Una scelta che mette in difficoltà le famiglie più povere, discriminando in base al reddito.

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  • Petizione - No alla chiusura dello sprar a Recco

    Firma e chiedi al sindaco di non chiudere lo SPRAR a Recco. Il 13 gennaio è il termine ultimo per proseguire questa esperienza di accoglienza.

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  • Petizione Salviamo Informagiovani

    Il comune vuole chiudere gli spazi di Informagiovani a Palazzo Ducale e non si sa dove saranno spostati i servizi che offriva. Chiediamo al sindaco di salvare i progetti di Informagiovani e di garantire spazi adeguati.

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