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APPELLO

Uguaglianza, solidarietà, Europa

Uguaglianza, solidarietà, Europa

Dopo mesi di stallo l'Italia ha avuto il suo governo. Movimento Cinque Stelle e Lega tirano le fila dell'esecutivo presieduto da Giuseppe Conte. Il contratto di governo scritto e sostenuto da queste due forze antisistema, pieno di proposte profondamente inique e negative, è prossimo a diventare realtà, tra le sparate mediatiche a tutto campo di Salvini e il lavoro sottotraccia di Di Maio. Tra 2019 e 2020 vedrà la luce la “flat tax”, che favorisce i benestanti e toglie risorse per la salute, la scuola, la protezione sociale e gli investimenti, sono già cominciati i provvedimenti contro donne e uomini che scappano dalla guerra e cercano ospitalità, tra porti chiusi e "fine della pacchia", è già attuale l'attrito con l'Europa costruita nell’ultimo mezzo secolo, che ora scricchiola di fronte all'assurda nostalgia per un mondo pieno di confini e barriere dove piccole nazioni si chiudono in sé stesse.

Si è aperta una crisi senza precedenti nella storia recente d’Italia. Lega e M5S, dopo essersi scontrati su fronti contrapposti, hanno risolto un grosso equivoco chiarendo di stare dalla stessa parte. È una situazione complessa, ma è dove ci troviamo oggi e da qui si deve ripartire. Le recenti elezioni amministrative celebrano l'ascesa costante della Lega, la debolezza del Movimento Cinque Stelle sui fronti locali, ma soprattutto una sinistra pressoché non pervenuta. Oggi, indignarsi per le parole a sproposito di Salvini, Toninelli e altri non basta più. Bisogna opporsi. Organizzarsi. Sappiamo di partire in svantaggio, ma vogliamo contrastare con convinzione e forza le proposte sbagliate che non aiuteranno il Paese e chi ha più bisogno.

La sinistra, larga e sparpagliata, litigiosa e umiliata, deve avere il coraggio di abbandonare le recriminazioni reciproche e presentare una proposta politica radicalmente alternativa, senza ammiccamenti, senza cedimenti. Ci rivolgiamo per questo, nel modo più aperto e inclusivo, al Partito Democratico, a +Europa, a Liberi e Uguali, a Potere al Popolo. Ci rivolgiamo a quelle tantissime associazioni progressiste che operano nel Paese. Ci rivolgiamo, soprattutto, alle elettrici e agli elettori uno per uno, chiedendo un impegno diretto: conosciamo la stanchezza e la delusione, ma non ci rassegniamo all’idea che due forze politiche di destra, brandendo il consenso di un terzo degli elettori come una clava, possano stravolgere dei valori costituivi della Repubblica; non rinunciamo ad affermare le nostre idee.

Prima di tutto viene la difesa delle istituzioni repubblicane e della Costituzione contro tutti gli attacchi strumentali di Salvini e Di Maio e dei loro sostenitori, che erano già pronti a invocare lo stato di accusa un minuto dopo la prima rinuncia di Conte. Contro il razzismo, le disuguaglianze sociali e economiche, il sovranismo più schietto e controproducente.

Poi viene la necessità di presentare all’Italia tre idee chiare per segnare una svolta. La strada sarà in salita, ma l’idea che sia sufficiente lasciar lavorare Lega e M5S per riacquistare credibilità e fiducia è una barzelletta: non dobbiamo rassegnarci a questo esito, dobbiamo opporci, dobbiamo presentare tre proposte concrete e strutturate che affrontino altrettanti temi: Europa, immigrazione e redistribuzione della ricchezza.

L’Europa è quello spazio di diritti e pace dove l’Italia è cresciuta, assieme ai suoi vicini, nell’ultimo mezzo secolo. Una scelta convinta e consapevole di generazioni d’italiani. La sinistra deve presentare una convinta prospettiva europea. Non è possibile pensare di distruggere questo spazio di pace per tutti. Abbiamo il compito di parlare in modo positivo dell’Unione Europea: per difendere il progetto e l’ideale dell’integrazione non possiamo permetterci di agitare lo spettro dei mercati, quando basta parlare di quanto abbia significato per tutti noi e ancora significhi in termini di opportunità; di quello che potrà essere con delle riforme che rendano più stretta l’integrazione e più democratica e trasparente l’Unione. Vogliamo proporre agli altri Stati un Parlamento europeo più forte e Governi nazionali con meno poteri. Vogliamo proporre un ministero dell’economia europeo votato dal Parlamento per finanziare investimenti. Vogliamo la creazione di una difesa comune europea e l’istituzione di una vera e propria politica comune per l’accoglienza dei migranti.

Per noi l’euro non è solo una moneta, ma il simbolo di un progetto da portare a compimento, e da questo progetto non si può tornare indietro. Il nostro impegno è per una sinistra transnazionale europea e plurale, che ponga fine alle politiche dei governi di destra e delle lobby finanziarie e avvii una nuova stagione della democrazia, dei diritti e del welfare nell’Unione europea.

La solidarietà e l’apertura al mondo sono una componente essenziale della sinistra e sono scritte nella nostra Costituzione. Non è possibile neanche per un attimo mettere in dubbio l’accoglienza verso chi scappa dalla guerra e dalla fame, il rifiuto della ricostruzione di barriere e confini, della discriminazione tra persone in base al loro luogo di nascita, della riduzione dell’Italia a un piccolo paese chiuso. Vogliamo esprimere parole non equivoche proponendo politiche di accoglienza diffusa dei migranti e adeguati investimenti nella cooperazione internazionale.

L’uguaglianza deve essere il terzo pilastro, come è sempre stato. La ripartenza economica è lenta e debole e nella crisi sono aumentate le sofferente e insicurezze di tanti mentre pochi si sono arricchiti. A fronte della proposta principale di Lega e M5S, la “flat tax” cioè la riforma fiscale per aiutare i più ricchi a pagare di meno, vogliamo proporre una riforma fiscale opposta, che riduca le imposte per chi ha meno e le aumenti per chi ha di più. A questo intendiamo aggiungere un vero progetto di reddito di autonomia, realizzabile, per aiutare a vivere in modo dignitoso quel 12,1% di persone che versa in condizioni di grave deprivazione.

La crisi inaudita che si è aperta richiede di prendere posizione in modo chiaro. I temi sono tanti ma quelli dove si giocherà la partita cruciale sono e saranno questi tre. La sfida per la sinistra, che deve essere raccolta, è di presentarsi con idee chiare e nette, inequivocabili e chiaramente alternative.

 

Primi firmatari: Lorenzo Azzolini, Rosaria Augello, Paola Bellotti, Viola Boero, Ivano Bosco, Renata Briano, Filippo Bruzzone, Giuliano Carlini, Barbara Carpanini, Renato Carpi, Federica Castagnola, Maria Cristina Castellani, Alessandro Cavalli, Pietro Ciuffardi, Giulia Celano, Leonardo Chessa, Domenico Chionetti, Cristina Corti, Luca Curtaz, Simone D’Angelo, Maurizio Dall’Oro, Eugenio Damasio, Giulio Derchi, Alberto Diaspro, Guglielmo Empoldi, Ornella Fasce, Arturo Flick, Stefano Gaggero, Elisa Gambardella, Davide Ghio, Agostino Gianelli, Antonio Gibelli, Piergiorgio Grossi, Niccolò Iurilli, Antonella Lupo, Emilia Marasco, Mario Margini, Walter Massa, Andrea Massera, Michele Matteucci, Clizia Nicolella, Carla Olivari, Fabio Patrone, Marianna Pederzolli, Stefano Poli, Franco Praussello, Rossella Ridella, Emilio Robotti, Carla Sibilla, Luisa Stagi, Francesco Surdich, Federico Tanda, Lucia Tatulli, Alessandro Terrile, Sebastiano Tringali, Mario Tullo, Mattia Visciotto.

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