Il piano dirompente di Genova che osa per favorire l'autonomia dei giovani


L’eredità per l'autonomia dei giovani è una misura contro le diseguaglianze. Vuole far uscire da una condizione di minoranza chi, oggi, escluso da qualsiasi misura di welfare, è costretto a ridimensionare la portata dei propri sogni, o ha smesso addirittura di averne.

Il nostro piano prevede una dotazione monetaria progressiva e incondizionata, attribuita a ogni 19enne. Si tratta di un sostegno rilevante nell’età in cui si compiono scelte di vita fondamentali, per favorire la realizzazione personale e la partecipazione sociale dei giovani.

La proposta di legge

Centrosinistra e 5 stelle uniti per sostenere l'eredità per l'autonomia

Luca Garibaldi, consigliere regionale del Pd, ha presentato in consiglio la proposta di legge “Norme regionali per favorire l’autonomia delle nuove generazioni”. La proposta è stata sottoscritta dai consiglieri dell’opposizione progressista e pentastellata: Barbagallo, Lunardon, Righello e Rossetti del Pd, Pastorino e Battistini, di Linea condivisa, Tosi e Melis del M5S, Michelucci e Ferrando di Italia Viva.

La proposta, che abbiamo seguito assieme a Garibaldi, è la prima declinazione in un atto legislativo del piano sull’eredità per l’autonomia dei giovani. Per questo riteniamo sia un importante risultato nella nostra campagna di stimolo e pressione.

L'appello

Contro le diseguaglianze: un piano per dare opportunità ai giovani

Genova è una città divisa, la Liguria è una regione divisa. Le disuguaglianze tagliano la nostra società tra chi ha e chi non ha, lasciando indietro tanti mentre pochi, fortunati, vanno avanti. In particolare, tante ragazze e tanti ragazzi, oggi, non riescono a costruirsi in autonomia un percorso di vita soddisfacente. Le generazioni dei nonni e genitori hanno sperimentato con chiarezza un balzo in avanti: per loro maggiore ricchezza e progresso sociale si sono materializzati in modo tangibile. Le nuove generazioni, figli e nipoti, sanno che staranno peggio, che non potranno vivere quella stessa progressione sociale.

Il percorso di studi è un indicatore: di una prima elementare di 20 alunni in Liguria sappiamo che appena 7 riusciranno a immatricolarsi all’università nei tempi, invece 13 resteranno indietro. Qualcuno dirà che falliscono perché non meritano. Eppure, è vero il contrario. Basta poco per trovarsi dalla parte sbagliata delle fratture che tagliano la società. Lo può testimoniare chiunque: chi sta studiando o ha da poco terminato gli studi pensando alla sua classe, chi è più grande ricordando la storia dei compagni di figli e nipoti.

Il futuro dei giovani è abbandonato al caso. Non stupisce che, a Genova, 3 scuole professionali e tecniche su 5 presentino un livello sociale basso delle famiglie dei loro studenti, contro soltanto 1 liceo su 4.

Nascere in una famiglia fragile, crescere in un luogo periferico, avere la sfortuna di non trovare insegnanti e adulti che abbiano voglia di investire su di te sono generalmente condanne a vita. Viceversa, chi riesce è stato bravo, certo, ma avrà avuto la sua quota di fortuna in un territorio che nega sistematicamente opportunità ai giovani.

Questa divisione è iniqua ed è anche insostenibile, perché rende sempre più squilibrato il nostro territorio. Infatti, i giovani liguri più fortunati scappano altrove appena possono, gli altri restano qui impantanati; chi poi nasce fuori, molto difficilmente considera di venirsi a stabilire qui.

Sappiamo che il nostro futuro è indissolubilmente legato al progresso delle nuove generazioni. In particolare, misura di questo progresso è quanto riusciremo a portare avanti chi resta indietro. Per contrastare la crisi, è necessario invertire rotta. Dobbiamo lottare contro le disuguaglianze che colpiscono i giovani. Dobbiamo costruire un sistema che crei e ridistribuisca opportunità.

L’obiettivo è ambizioso: serviranno un lavoro lungo e una strategia fatta di studio e numerose iniziative, ma dobbiamo attivarci subito ed essere incisivi. Perciò, in vista dell’elezione regionale di primavera, chiediamo alle forze politiche progressiste di sostenere l’adozione in Liguria, in via sperimentale, dell’eredità per l’autonomia dei giovani, proposta nazionalmente dal Forum Disuguaglianze Diversità.

Nell’ipotesi di Genova che osa, l’eredità per l’autonomia dei giovani consiste di una dotazione monetaria progressiva e incondizionata, attribuita a ogni 19enne. Si tratta di un sostegno rilevante nell’età in cui si compiono scelte di vita fondamentali, per favorire la realizzazione personale e la partecipazione sociale dei giovani. La dotazione è accumulata di anno in anno con l’accantonamento di risorse regionali, ma anche dei comuni e private, in uno specifico fondo vincolato e gestito secondo criteri di finanza etica. L’importo massimo della dotazione è di 40 mila euro per chi proviene da famiglie meno abbienti; il costo complessivo a regime sarà di 120 milioni, cioè appena un cinquantesimo della spesa effettiva della regione, che supera i 5,5 miliardi.

L’eredità deve essere parte di una strategia più ampia di costruzione di un nuovo welfare per combattere le disuguaglianze. Perciò, con le scuole dovranno essere istituiti percorsi di affiancamento dei beneficiari, rispetto all’impiego della dote. Inoltre, il fondo vincolato potrà essere impiegato per altri interventi diretti al contrasto delle disuguaglianze tra i giovani, come il recupero di alloggi e di spazi per attività imprenditoriali, sociali, culturali e creative.

L’eredità è un investimento di tutta la regione sul futuro. È un investimento su quei giovani su cui altrimenti non punterebbe nessuno.

L’eredità vuole far uscire da una condizione di minoranza chi, oggi, escluso da qualsiasi misura di welfare, è costretto a ridimensionare la portata dei propri sogni, o ha smesso addirittura di averne. Per questo avrà un effetto dirompente: investire sul futuro dei giovani significa investire sul futuro e il benessere di tutti.

 

Primi firmatari

Lorenzo Azzolini, Maddalena Bartolini, Brando Benifei, Viola Boero, Luca Borzani, Rosaria Carcassi, Giuliano Carlini, Barbara Carpanini, Luca Cavalieri, Alessandro Cavalli, Leonardo Chessa, Domenico Chionetti, Pietro Ciuffardi, Sergio Cofferati, Paolo Cortigiani, Simone D’Angelo, Alberto Diaspro, Sandro Frega, Stefano Gaggero, Luca Garibaldi, Antonio Gibelli, Paolo Giovannini, Carla Grippa, Lorena Lucattini, Andrea Massera, Arcangelo Merella, Marco Montoli, Giorgio Pagano, Marianna Pederzolli, Stefano Petrella, Paolo Pissarello, Stefano Poli, Angelica Radicchi, Emilio Robotti, Guido Rodriguez, Daniele Salvo, Stefano Sarti, Francesco Surdich, Alessandro Terrile, Sebastiano Tringali, Claudia Vago, Giacomo Zolezzi.

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