PROSSIMA
GENERAZIONE

Contribuiamo all’elezione di candidate e candidati coraggiosi, impegnati a combattere le diseguaglianze e a garantire opportunità a chi è stato lasciato indietro, a partire da giovani e anziani.

PROSSIMA
GENERAZIONE

Contribuiamo all’elezione di candidate e candidati coraggiosi, impegnati a combattere le diseguaglianze e a garantire opportunità a chi è stato lasciato indietro, a partire da giovani e anziani.

Valentina Isola

VOTO: 6,5

Ha aderito fornendo risposte molto dettagliate e apprezziamo l’entusiasmo. Abbiamo avuto modo di confrontarci e apprezziamo che nella sua campagna abbia diffuso i nostri contenuti.

LE SUE DICHIARAZIONI

Sei d'accordo che la lotta alle diseguaglianze debba essere la priorità della coalizione all'opposto di Bucci che vuole una città per pochi privilegiati?

Sono assolutamente d'accordo in quanto penso che la politica debba riportare al centro il benessere e gli interessi dei cittadini, ma per riuscire in questo deve attuare una strenua lotta alle diseguaglianze e dare loro gli stessi strumenti per poter vivere senza essere discriminati e/o relegati ai margini della società "attiva" che deve essere piena di possibilità lavorative e di crescita personale; di esperienze formative, individuali, ma al contempo collettive. A Genova durante questi cinque anni, con il sindaco Bucci, sono aumentate notevolmente le diseguaglianze di qualsiasi tipo legate al genere, allo status, al censo (cosa che incide sul potere di acquisto dei singoli), alle disabilità, alle condizioni di salute e abitative e questo processo è sotto gli occhi di tutti. Sono state, infatti, molte le azioni che dovrebbero far i riflettere i più, ne cito alcune (forse le maggiormente note): un'azione legale contro la bi-genitorialità di una bambina genovese; il mancato patrocinio al Gay Pride; la richiesta di votare per accordare benefici e agevolazioni solo alle coppie sposate e iscritte al Registro delle Famiglie escludendo così le coppie conviventi, quelle separate e le unioni omosessuali; le multe a chi veniva trovato a rovistare nei cassonetti o quelle date a raffica (con il solo scopo di emettere il provvedimento di Daspo urbano che fa scattare il divieto di avvicinamento a determinate zone della città) ai clochard trovati a bivaccare nei giardini Baltimora e a Piccapietra (rei, secondo l'assessore alla sicurezza Garassino, di rovinare l'immagine e il decoro di Genova); marciapiedi e aree verdi lasciate senza tempestive manutenzione (soprattutto nei quartieri periferici e/o collinari perché l'attenzione di Bucci è sempre rivolta verso alcune zone del centro città o dell'estremo levante a lui particolarmente care e sostenute da municipi della sua coalizione e non a caso il desiderio di eliminare questi ultimi e il suo cercare in tutti modi di dotarli di minore potere è comunque un voler aumentare le differenze tra cittadini creandone di serie A, B e C). Merita un'evidenziazione maggiore l'assenza, da ben tre anni, di un assessore alle politiche sociali (a nulla sono valse le interrogazioni in merito del gruppo PD e altre azioni ad hoc per ottenerne il ripristino). Credo che questi esempi siano ben esaustivi di come a Genova, in soli cinque anni, ci sia stata un'inversione di tendenza rispetto a quanto sarebbe stato logico e auspicabile dato che siamo negli anni Venti del XXI secolo: un ritorno e una recrudescenza delle disparità e un cancellare e calpestare i diritti dei cittadini (alcuni faticosamente conquistati).

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